I giovani: una generazione perduta...?


Verso un Servizio Civile Universale

Riguardo ai nostri giovani, in questi anni di grave crisi economica e di identità, si parla di “generazione perduta” scivolando a volte in affermazioni denigratorie.

Obiettivamente siamo di fronte ad una disoccupazione giovanile del 43%, con 700mila ragazzi e ragazze tra i 15 e i 24 anni che inviano curriculum e fanno colloqui in attesa di un posto che non c’è, con 2milioni di NEET (giovani non occupati, non in istruzione e formazione lavorativa).

Siamo in presenza di un arcipelago di giovani scontenti e scoraggiati, calpestati nei loro diritti essenziali, che non si sentono utili e partecipi di un progetto di vita attraverso il quale avere un riconoscimento sia individuale che sociale. Una realtà che non può non conoscere atteggiamenti di delusione, demotivazione, disistima, indolenza, rassegnazione e disperazione.

Ebbene, da una recentissima ricerca dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica di Milano, oltre il 45% dei giovani non molla, resiste nella forte volontà di cercare il proprio futuro, inoltre il 35,3% svolgono attività di volontariato. Una verifica eclatante è data dal record del Comune di Milano dove per l’iscrizione a 62 posti al Servizio Civile Nazionale ci sono state ben 630 domande e per i 1086 posti dl bando della Regione Lombardia sono arrivate 6.600 richieste.

Il Servizio Civile Nazionale, a mio avviso una importante esperienza educativa di servizio verso il prossimo, che nei circa 15 anni di attività ha coinvolto più di 500mila ragazzi e ragazze, si sta esaurendo a causa della propria rigidità e dei sempre più asfittici fondi a disposizione: pensate che addirittura nel 2012 sono stati azzerati. Rappresenta un’esperienza di civiltà voluta da Giuseppe Gozzini militante pacifista cattolico, incarcerato come obiettore di coscienza, che non può morire.

La direzione del mensile “VITA non profit magazine” unitamente a molte realtà sociali che operano nel Paese hanno invitato a Milano il primo ministro Renzi, per proporre al governo una innovazione del Servizio Civile, per renderlo più idoneo all’attuale realtà sociale ed economica. Il governo il 10 Luglio scorso licenziando la Legge Delega di Riforma del Terzo Settore ha inserito anche questa proposta. Si dovrebbe superare l’attuale Servizio Civile Nazionale nella sua rigidità che prevede: un impegno di 12 mesi per 30 ore settimanali con un rimborso spese di € 433,80 mensili, legata alla dotazione finanziaria statale sempre più risicata (quest’anno impegna solo 14mila giovani), senza acquisire alcun riconoscimento dell’esperienza fatta da spendere sul mercato del lavoro. Per passare ad un Servizio Civile Universale che preveda:

- il diritto a tutti i giovani di età prestabilita ad accedere al servizio partendo inizialmente da un contingente di 100mila all’anno

- impegno in moduli temporali variabili in base al tipo di progetti destinati a soddisfare i bisogni reali delle comunità

- introduzione di meccanismi di co-finanziamento (dove oltre a quello dello Stato si veda anche il contributo sia degli enti del 'terzo settoreì ed enti locali interessati, che di fondazioni, cooperative e di aziende e privati),

- collegamenti con partner europei

- riconoscimento dell’esperienza fatta come porzione del periodo di apprendistato.

Una proposta che si apre al Terzo Settore che con i suoi 5 miloni di volontari e oltre 670mila occupati retribuiti (in continuo aumento), con le 11mila cooperative e le 6mila fondazioni è a tutti gli effetti una forte realtà educativa, sociale ed economica essenziale al futuro ”nuovo welfare di cura” e per ridare speranza a tutto il nostro Paese partendo dai giovani protagonisti della loro vita.

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