Padoan preferisce gli “euro bond”...


Il numero due del governo rilancia l'idea degli "eurobond" e la creazione di un fondo federale europeo.

La "Flessibilità" rivendicata da Roma sulla interpretazione del patto di stabilità resta sfuggente. Alla vigilia della presentazione delle priorità della presidenza italiana dell'Unione europea (UE) di Matteo Renzi, 2 luglio a Strasburgo, il suo numero due, Graziano Delrio, cinquantaquattro anni, ha voluto chiarire le tesi italiane sul delicato tema della riduzione del debito pubblico (previsto 135,2% del PIL nel 2014 secondo la Commissione). Rivendicando un margine di manovra di 10 miliardi di euro l'anno per il calcolo del deficit, il Vice Presidente del Consiglio ha apertamente parlato ieri per un rilancio del progetto di "euro-obbligazioni" strumento per mettere in comune il debito, a cui Berlino si è sempre fermamente opposta finora. "L'idea è quella di creare un fondo federale europeo al quale ogni Stato fornisce parte del suo patrimonio immobiliare ed alltri “attivi”", ha detto ieri il braccio destro di Matteo Renzi al "Corriere della Sera". "Si tratta di garanzie reali che potrebbero essere utilizzati in parte per investimenti strutturali, in parte per ridurre il debito pubblico", ha detto il Vice Presidente del Consiglio, sostenendo la necessità di trovare altri modi alternativi alle privatizzazioni parziale delle imprese pubbliche per ridurre il debito pubblico a partire dal 2015. Egli ha stimato la creazione di un fondo europeo ridurrebbe del 25% -30% il debito pubblico italiano (€ 2146000000).


Padoan preferisce i "project bond"

"Con il debito pubblico supera i 2.000 miliardi di euro, abbiamo bisogno di una soluzione radicale, oltre a un ritorno alla crescita che renderebbe tutto più facile", dice Graziano Delrio. "In questa fase, i" project bond "sembrano una soluzione più pratica," sussurra il Tesoro italiano. Questi sono legati al finanziamento di progetti infrastrutturali. Infatti, in una dichiarazione congiunta con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, pubblicato da "The Wall Street Journal" del 26 giugno, il ministro italiano dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha preferito sottolineare la leva "essenziale" "riforme strutturali" per migliorare la crescita e l'occupazione. "L'investimento può essere potenziato da riforme strutturali, anche in Germania, dove il mercato dei servizi per aprire la concorrenza", ha detto ieri il ministro dell'Economia, a Roma, nell'ambito di una conferenza Aspen.

Secondo le stime di Graziano Delrio, il margine di flessibilità ottenuto in occasione dell'ultimo Consiglio europeo rappresenterebbe una certa flessibilità a 10 € miliardi di euro all'anno per l'Italia (7 miliardi relativi al finanziamento dei fondi strutturali e di 3 miliardi relativi a "clausola "investimenti sociali deficit fuori). Ma per l'economista Tito Boeri, la flessibilità effettivamente ottenuto sarebbe più vicino al 0,2% del PIL (tra 3 e 4 miliardi di euro), una cifra largamente insufficiente se Roma non ha ottenuto un forte rallentamento nel processo di riduzione del suo debito in cambio di riforme strutturali.



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