Lombardia, Catalunya, Rhone-Alpes, Baden Wuttenberg: le regioni motore dopo la crisi


Aggiornamento flash sulla congiuntura economica lombarda con lo sguardo rivolto verso gli altri motori d’Europa - Baden-Württemberg, Bayern, Cataluña, Rhône-Alpes - e verso le altre grandi regioni del Nord Italia - Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna. I primi sono il benchmark con il quale misurare il nostro passo di sviluppo; le seconde perché insieme alla Lombardia rappresentano la parte più avanzata del Paese (queste quattro regioni insieme creano quasi la metà del Pil nazionale)


HIGHLIGHTS I dati ora disponibili permettono di tirare le fila sul 2014, anno ancora difficile per l’economia italiana. Secondo i recenti dati diffusi dall’Istat, il PIL italiano (cap. 6) ha registrato nel 2014 un calo del ‐0,4% sul 2013. La Lombardia ha fatto meglio, tornando perlomeno su segno positivo (+0,2%), così come le altre regioni italiane esaminate in questo Update (+0,2% Emilia-Romagna, +0,1% Veneto, invariato il Piemonte). Il fiacco risultato della Lombardia è riconducibile a esportazioni e soprattutto consumi della famiglie piuttosto piatti, cui si sommano investimenti ancora in calo (box cap. 6). Resta un gap rispetto al pre-crisi (2007), modesto per la Lombardia (-3,6%) più ampio per l’Italia (-8,7%). Anche in termini di produzione manifatturiera (cap.1), la Lombardia mostra una dinamica migliore rispetto all’Italia: +1,5% nel 2014 sul 2013, mentre in Italia l’attività rimane sostanzialmente piatta (-0,1%). Tra i benchmark nazionali, la produzione sale del +3,0% in Piemonte e del +1,8% in Veneto. Il gap rispetto al picco pre-crisi rimane ampio ovunque, ma la distanza della Lombardia (-10,8%) è la metà della media italiana (-25,1%). Per quanto riguarda l’andamento più recente, nei primi mesi del 2015 l’indice del clima di fiducia delle imprese si mostra ancora fragile. Infatti, nell’area milanese il clima di fiducia del manifatturiero (cap. 2) flette a gennaio 2015 (+2,8 da +3,9 a dicembre) dopo tre mesi in decisa risalita. Peggiorano tutte le componenti: gli ordini totali diminuiscono (in deciso calo gli interni, in forte aumento gli esteri), le scorte sono in accumulo sopra i livelli considerati normali e le attese di produzione a breve termine flettono per il secondo mese consecutivo. Si osserva una decisa divaricazione tra le aspettative per i prossimi 3/4 mesi sugli ordini: gli interni in flessione e gli esteri su livelli molto elevati; aspettative verosimilmente trainate dal forte indebolimento dell’euro (-19% da maggio 2014). Elemento di novità sono le opinioni sulla tendenza generale dell’economia italiana che tornano positive e si attestano sui massimi dal pre-crisi. In Italia la fiducia del manifatturiero sale a febbraio 2015 (-5,1 da -6,9 a gennaio) sui massimi degli ultimi sei mesi, ma resta su livelli ampiamenti negativi. A livello di Paesi, la Germania è sostanzialmente piatta da settembre 2014, la Francia migliora, la Spagna si stabilizza e si conferma sui massimi dal 2008. Nell’area milanese ancor più fragile è il clima di fiducia del terziario innovativo (cap.3) che, nel 4° trimestre 2014 (ultimi dati disponibili), scende sui livelli minimi da un anno. Dal lato delle famiglie, il clima di fiducia dei consumatori (cap. 4) balza a febbraio 2015 su livelli storicamente elevati sia nel Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria) sia in Italia. I consumi delle famiglie italiane sono però ancora piuttosto piatti (+0,3% nel 2014), anche se hanno ormai smesso di scendere da fine 2013.A livello italiano, l’export nel 2014 (cap. 5, in attesa di quelli regionali non ancora disponibili) torna a crescere: 398 miliardi di euro realizzati, +2,0% sul 2013, traino dei paesi UE (+3,7%, contro -0,1% dei paesi extra-UE). In Lombardia gli ultimi dati fermi al 3° trimestre 2014 registravano un’accelerazione delle esportazioni (+1,3% sul 2° trimestre 2014) che fa ben sperare per la seconda parte e chiusura del 2014.








Allegato il documento pubblicato da ASSOLOMBARDA il 2 marzo

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