Forum Scuole Aperte


A Firenze nell’Ottobre scorso si è tenuto il primo Forum Nazionale delle Scuole Aperte (organizzato dal mensile VITA) con l’obiettivo di raccogliere a livello nazionale nuove idee ed esperienze realizzate nell’ambito scolastico. Dall’iniziativa è scaturita un’ immagine di scuola italiana viva, cioè aperta a nuove relazioni con gli studenti, le famiglie ed il territorio. La scuola, le migliaia di scuole italiane sono nel loro complesso la più grande infrastruttura sociale del nostro Paese, luogo e spazio dove si trasmette il sapere, si sviluppa l’educazione dei giovani, si incontrano le generazioni, dove c’è confronto fra culture e scambio di linguaggi. Scuola Aperta vuol dire aprire gli spazi scolastici, nelle ore libere dalle attività didattiche, a tutti e per tutti, giovani, genitori, nonni, associazioni di volontariato e quanti sono presenti nel quartiere, al fine di promuovere attività di recupero scolastico, di integrazione ed inclusione delle comunità straniere, organizzare iniziative sportive, ricreative, culturali e di aggregazione sociale. La Scuola Aperta trova tra i principali protagonisti i genitori che entrano nei meccanismi di decisione e gestione dell’offerta formativa, organizzando una miriade di attività pomeridiane, non solo per gli alunni iscritti, ma anche per gli altri presenti sul territorio. Tutto questo a prezzi popolari e garantendo il massimo della qualità, visto che chi seleziona le attività e gli istruttori sono i giudici più severi, cioè i genitori stessi che pagano.

Ovviamente per realizzare una Scuola Aperta occorrono due assunzione di responsabilità: una da parte dei genitori, l’altra da parte della scuola, e più precisamente da parte del dirigente scolastico e del Consiglio di Istituto. Molte scuole oltre all’Assemblea dei Genitori hanno già la presenza di Associazioni Genitori che collaborano con gli Organi Collegiali realizzando una “gestione integrata” capace di attivare le iniziative sopra indicate a costi calmierati e a fine anno recuperare fondi per migliorare le attrezzature scolastiche. A Milano tra le tante esperienze sviluppatesi in questi anni è interessante quella dell’ Istituto Comprensivo L. Cadorna e della relativa Associazione Cadorna che questo anno scolastico ha proposto un totale di ben 30 corsi diversi; oltre ai corsi di recupero e doposcuola si va dal calcio alla danza moderna, dall’inglese all’arte circense, dalla musica alle arti marziali, ecc..

A proposito dei corsi di recupero e doposcuola ricordiamo che 8.096 bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono a rischio di dispersione scolastica, l’8,7% della popolazione scolastica milanese. Inoltre con una Scuola Aperta non si esce dalla scuola per migrare in palestre e altre strutture scomode e lontane tra loro, una comodità che fa risparmiare tempo, evita problemi di traffico ed inquinamento atmosferico. Il Comune di Milano sensibile a questo progetto inserito nel disegno di legge “la buona scuola” è stato il primo in Italia ad aprire un ufficio “Scuole Aperte” per diffondere queste esperienze e mettere in comune strumenti operativi concreti, per raccontare la propria storia, confrontarsi sulle soluzioni possibili per affrontare dubbi, obiezioni e problemi legati alla condivisione delle responsabilità e a superabili esigenze organizzative.


Per ulteriori informazioni contattare: sbqv.scuoleapertecomune@.milano.it


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