Editoriale #42


Il 7 maggio 2015, l’elettorato tradizionale inglese del Labour (i colletti blu e loro figli) volta le spalle al Labour Party focalizzato esclusivamente su una segmento ristretto e svantaggiato della popolazione (dimenticandosi della nuova classe debole: maschi, media bassa cultura, bassa specializzazione, separati con figli, over 50). Il 15 settembre è eletto segretario del Labour Jeremy Corbin. Uno di sinistra. Il Labour quando deve rielaborare una strategia vincente si trincera dietro la ideologia ugualitaria, per poi proporre soluzioni più eque alla società ed evoluzione dell’economia. Buon lavoro Jeremy. La sfida sarà il 2020!


La Riforma del Senato (fine del bicameralismo perfetto) è approvata al Senato in seconda lettura il13ottobre2015Due cose si notano: le opposizioni sono sconfitte (nell’indifferenza dell’opinione pubblica) e senza l’appoggio dei Verdiniani o Forza Italia le riforme costituzionali non passerebbero. Come volevasi dimostrare.


Legge di stabilità L’azzardo di Renzi: puntare tutto sulla crescita economica, la sola che può ridurre la disoccupazione giovali e senile, far aumentare le entrate dello stato e permettere la riduzione delle tasse. L’abolizione delle tasse sulla prima casa, gli incentivi agli investimenti ( 26.000 miliardi di riduzione della spesa ) sarà finanziato dalla crescita economica. I risultati economici di quest’anno ( un aumento del Pil dello 0,8% il più elevato da anni) forse sembrano dare ragione all’azzardo ,ma si dimentica l’incognita estera .


La riforma Fornero (quella che fece il mestiere sporco ed impopolare che nessuno voleva fare) delle pensioni non viene intaccata a dispetto di tutti i populisti di destra e sinistra. Qualche ritocco si ha da fare anche per tacitare lo spumeggiante Tito Boeri (presidente Inps) ed il pacato ministro del Lavoro Poletti. Solo il Lavoro garantisce buone pensioni.


“Se l’ Europa ci boccia la legge di stabilità noi la rimanderemo indietro tale e quale”. Renzi alza la voce contro l’UE. Tutti i precedenti governi attendevano con ansia il verdetto da Bruxelles , ora si cambia. Fare il guascone non conviene finchè i segnali di ripresa sono ancora così timidi. Solo con un Pil al 3% , un milione di disoccupati in meno, ed un’industria rivitalizzata si potrà instaurare un braccio di ferro con Bruxelles per ridurre gli svantaggi competitivi dovuti ad una legislazione a favore dei Paesi del Nordeuropa.




sommario

Discorso di Ban-Ki-Moon segretario Onu alle Camere Riunite

Milano: capitale del volontariato di Giovanni Agnesi

Papa Francesco: intervista a Paris Match

Jeremy Corbin: nuovo segretario del Labour Inglese

La Catalugna verso la secessione dalla Spagna...? da Limes online


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