Come la tecnologia ha ucciso l'inflazione (rischiando di far esplodere i debiti pubblici)

Durante la rivoluzione industriale a Manchester nella seconda metà del ‘700 si verificò qualcosa di simile nel settore tessile e poi nell’ottocento continuò nel settore siderurgico e poi meccanico.




Innanzitutto la tecnologia elimina parte del lavoro umano, e i costi a esso connessi. Non pensiamo male: non si tratta tanto di robot che ci rubano il posto. Alla fine dell'Ottocento, circa la metà della forza lavoro si spaccava la schiena nei campi, oggi è solo il 2% (aiutata tra l'altro dalle macchine agricole). E con l'arrivo delle macchine lavatrici, non c'è più bisogno di passare ore e ore a lavare a mano i panni al fiume. Avvicinandoci ai giorni nostri, con l'avvento della società dell'informazione il ruolo delle macchine nel ridurre il costo del lavoro umano aumentandone la produttività è ulteriormente aumentato.

Pensiamo ad esempio che nel 1990 i tre colossi dell'automotive statunitense (cioè GM, Ford e Chrysler) fatturavano 36 miliardi di dollari dando lavoro a oltre un milione di persone. Un milione. Oggi i tre colossi del digitale (Apple, Google e Facebook) fatturano più di un trilione di dollari dando lavoro a 136mila persone. Aggiungiamo che, secondo uno studio del 2013 della Oxford University, il 47% dei lavori oggi presenti negli Stati Uniti può essere affidato a computer nel giro dei prossimi 10-20 anni e un'idea di quanto possa essere “deflattiva” la tecnologia ce la siamo fatta. Ma questa è solo la prima arma con cui l'hi-tech ha ucciso l'inflazione. Vediamo la seconda: la convergenza.

Vi ricordate? Una manciata di anni fa ciascuno di noi aveva: una linea telefonica fissa, un televisore, una connessione satellitare, un lettore Dvd, un lettore mp3, un telefono cellulare, uno stereo, un Pc, una macchina fotografica, una videocamera. Oggi la stragrande maggioranza dei giovani sotto i 30 anni hanno concentrato tutti questi device in un semplice smartphone, magari accompagnato da un tablet o da un Pc portatile. Si chiama convergenza ed è un'altra delle sofisticate armi con cui la tecnologia ha ucciso l'inflazione. Passiamo alla terza: la trasparenza. Avete presente i tanti comparatori online di prezzi che utilizziamo per risparmiare su assicurazioni, bollette, mutui, conti correnti? Senza internet i vari MutuiOnline.it, Facile.it, ConfrontaConti.it eccetera non sarebbero esistiti. La tecnologia permette di aumentare la trasparenza, eliminando o attenuando le asimmetrie informative (per la disperazione di monopoli, oligopoli e cartelli vari), e di conseguenza riduce i prezzi. Ma anche questo contribuisce a rallentare l'inflazione. Arriviamo così al quarto aspetto deflattivo della tecnologia: è lei stessa a esser sempre più low cost. Vediamo.

La tecnologia uccide l'inflazione perché lei stessa costa sempre meno. Prendiamo il personal computer: secondo una recente ricerca Bloomberg, oggi costa il 99,9% in meno che nel 1980.

E il software...? Nel 2015 ha complessivamente un prezzo miserabile: appena lo 0,7% di quello di 35 anni fa.

Vogliamo parlare della rivoluzione tecnologica per le macchine fotografiche?

Perché se invece, in nome della convergenza, scattate foto semplicemente col vostro smartphone ecco che avete risparmiato il 100% rispetto al gennaio 2000. Dando involontariamente una bella sberla a quell'inflazione che Draghi, dovrà cercare di rialzare dal tappeto, perché senza di lei i paesi indebitati finirebbero subito in bancarotta.



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