Le primarie di Milano. I miei 2 centesimi non richiesti da nessuno


Come tantissimi politicanti del centrosinistra milanese che non abitano in città ma nell'hinterland assisto interessato al balletto sulle primarie meneghine. Facciamo un passo indietro: la discussione è molto simile a quella che avvenne a Segrate alcuni mesi fa e che mi ha visto direttamente coinvolto. Dovevamo scegliere il candidato Sindaco, avevamo già fissato la data delle primarie, in tanti mi avevano chiesto di candidarmi... ma nessun competitor si è presentato. Fino a che, finalmente, il nostro miglior candidato possibile ha sciolto le sue riserve e si è detto disponibile. A quel punto avevo due scelte: cedere il passo o sfidarlo alle Primarie. Chi mi conosce sa quanto io sia combattivo ma un pensiero (poi rivelatosi esatto) mi assalì: ok, va bene vincere le primarie (e col mio Partito dietro, onestamente, era anche possibile) ma poi... vincerei le elezioni? Fu la risposta che mi diedi, una notte insonne, a farmi decidere per lasciare il passo. E feci la scelta giusta, visto che poi vincemmo le elezioni più difficili e rocambolesche della mia intera esistenza politica. E' questa la domanda che molti amici di Milano stanno evitando di porsi.



Ma è questa domanda che Matteo Renzi, con insistenza, pone a tutti coloro che discutono con lui questo tema. La candidatura di Beppe Sala risponde perfettamente a questa domanda. Dentro di noi lo sappiamo tutti. E' vero, a molti militanti non piace ma non tanto per ragioni forti (ogni tanto senti dire che è "l'uomo della Moratti" oppure che "il suo DNA è di centrodestra" ed altre frivolezze del genere ma senza poi una motivazione così seria da farti alzare uno zigomo) quanto per affetto verso gli altri candidati. Vediamo chi sono, coi loro pregi ed i loro difetti, e tutti i "si dice" sottobanco dei militanti PD.

Francesca Balzani. La candidata di Pisapia. Basta questa frase, lapidaria, per distruggere la sua candidatura. Diciamocelo, il PD milanese Giuliano lo ha sempre amato e subito. E' stato un ottimo Sindaco, il primo non-di-destra da lustri, ma ha fatto un po' quello che ha voluto pompando a dismisura l'ego e il potere contrattuale di SeL a discapito di noi democratici. Francesca quindi non potrà mai più essere la "nostra" candidata. Sarà sempre e comunque la candidata di Giuliano



Roberto Caputo. Simpaticissimo mentre balla con la sua camicia hawaiana. E' colpevole del peccato originale di arrivare (quasi da solo) dai Socialisti... è l'amico caciarone che inviti alle feste per divertirti ma che non vorresti mai diventasse il ragazzo di tua sorella. Balla coi lupi.



Pierfrancesco Majorino. Serio, in gamba, preciso e puntuale ma ruvido. Sempre con un occhio al marketing di sé stesso (come giustamente deve essere un buon politico: non basta fare bene, bisogna anche raccontarlo). Ma è diventato il candidato degli ex civatiani rimasti nel PD ed una parte di SeLlini. Questo il bacio della morte. Non sia mai che i renziani rinuncino ad avere un loro candidato! Lesa maestà.




Emanuele Fiano. Più milanese del Panettone. Rappresenta la vecchia guardia del PD milanese, quella che ha sempre gestito la Federazione e che, in qualche modo dopo il Congresso ha stretto qualsiasi alleanza per poter rimanere nelle stanze delle decisioni. Ogni renziano doc della prima ora (non gli ex bersaniani pentiti alla Franceschini) lo vede con terrore (anche perchè, gente, questo è uno che si sa imporre duramente). Mastro Ruvido.



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