"Dopo COP21 a Parigi, il mondo non sarà più come prima", dice il ministro dell'Ambient


Intervista al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

‘Dobbiamo incentivare - dice Galletti - le imprese che puntano sull'ambiente’.


In primo piano ancora l’accordo raggiunto qualche giorno fa a Parigi durante la COP21, che accompagnerà il Globo verso una transizione energetica. Ne abbiamo parlato con il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che alla Conferenza delle nazioni Unite sul clima ha rappresentato il nostro Paese.


Key4biz. L’accordo, definito storico, raggiunto a Parigi durante la COP21 è davvero di tutti e per tutti?

Gian Luca Galletti. E’ un evento da scrivere sui libri di storia. I 195 Paesi seduti al tavolo del negoziato hanno scelto di intraprendere insieme la strada dello sviluppo sostenibile, per una ragione prima di tutto morale: questo accordo avvicina i popoli e le generazioni, può cancellare nel tempo le enormi diseguaglianze presenti nel Pianeta e figlie di un modello economico sbagliato. Dopo Parigi, niente sarà più come prima. E voglio ricordare che proprio l’Italia, nella cornice dell’ambizioso impegno europeo, ha contribuito a questo accordo indicando nell’obiettivo del contenimento a un grado e mezzo del surriscaldamento globale l’unica speranza di salvare tutti, anche gli Stati più vulnerabili ed esposti ai cambiamenti climatici. Credo insomma che da Parigi sia arrivata una risposta prima di tutto etica, ma mai come stavolta concreta, ai problemi del Pianeta.


K4b. L’Italia è stata grande protagonista, ora cosa dovrà fare il nostro Paese?

Galletti. Percorrere con decisione la strada verso l’economia circolare ed eliminare i paletti che oggi ci rallentano in questo percorso. Dobbiamo incentivare le imprese che puntano sull’ambiente e che producono meno rifiuti, incrementare i trasporti pubblici rinnovando il parco mezzi e insistere sulla mobilità sostenibile, puntare sulle rinnovabili che già sono un fiore all’occhiello di questo Paese, continuare a proporre misure vincenti come l’ecobonus che si rivelano ‘win-win’ per lo Stato e per gli italiani che lo utilizzano. Non possiamo fare tutto questo da soli: serve un grande impegno di responsabilità degli Enti Locali e il coinvolgimento dei cittadini nelle migliori pratiche ambientali, perché il cambiamento parte da loro. La sfida è economica, ma prima di tutto culturale.


K4b. Da un sondaggio della SWG emerge che gli italiani sono scettici sul fatto che possano essere rispettati gli impegni assunti a Parigi. Pù del 70% degli intervistati avrebbe manifestato l’intenzione di voler boicottare prodotti provenienti da Paesi che inquinano. Che ne pensa?

Galletti. Gli impegni assunti alla Cop21 non saranno vissuti dai sottoscrittori come un vincolo, ma come un’opportunità. E’ cambiato il mondo: ieri il Protocollo di Kyoto impegnava pochi Paesi, tra cui peraltro l’Italia che sta rispettando in pieno quella road map, mentre oggi il mondo unito si impegna a convertire in senso ‘green’ l’economia globale. Da onere per pochi, diventa quindi la vera grande possibilità per tutti di sviluppo duraturo e di nuova occupazione, che nessuno Stato ha ovviamente intenzione di lasciarsi scappare. Al di là dei boicottaggi, nello stesso sondaggio che lei cita emerge che il 70% degli intervistati è disposto a spendere di più per acquisti da aziende il cui basso impatto ambientale è certificato. Questa mi sembra un’indicazione chiara che viene dai cittadini, che deve spingerci verso un’economia di qualità, quindi verde e sostenibile, nella direzione indicata dall’accordo di Parigi.

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