Editoriale #47


in fondo al tunnel

In conferenza stampa, nel consueto appuntamento di fine anno (29 dicembre), il premier ha rivendicato il bilancio del governo: Italicum, Jobs Act, taglio delle tasse, Sud, Pil 0,8%. Il 2016 sarà l’anno dei diritti civili, delle Unioni civili, dello ius soli temperato e del Referendum costituzionale. Si alle primarie ovunque anche se SEL e sinistra si defilano.

Ore 11.55 – «Immaginiamo il referendum sulle riforme a ottobre 2016. Lì saranno i cittadini a decidere e valutare l’azione del governo» Ore 11.54 – “Grazie all’Italicum non abbiamo frammentazione spagnola. Quello è stato un capolavoro parlamentare, il passaggio più difficile”. Poi sviscera i risultati su 80 euro e tagli all’Irap e alle tasse sulla casa

Ore 11.52 – Ora Renzi rivendica i risultati raggiunti attraverso il Jobs Act: “Oggi in Italia più tutele e più posti di lavoro, ma non basta ancora. Non sarò soddisfatto finché l’Italia non sarà leader in Europa.

Ore 11.50 – “Si diceva l’Italia è in stagnazione perenne, ma i dati di quest’anno mostrano che il Pil torna a crescere: +0,8. La realtà dei fatti è più forte di qualsiasi opinione”, rivendica il premier.

Ore 12.06 - Poi attacca i sindacati sulla scuola: “C’è chi ha parlato di deportazione, nessuno è stato deportato. Le parole sono importanti…”

Ore 12.03 - «Italia in moto, siamo un Paese stabile”. E prova a “indicare” i titoli ai giornalisti in ascolto: “Nel 2015 in Italia la politica batte il populismo 4 a 0″

Ore 12.11 – “Quello di premier sarà per me l’ultimo incarico pubblico”, spiega Renzi. “Spero che nel 2016 possiamo vedere ancora di più che l’Italia è un Paese che si è rimesso in moto”

Ore 12.35 - C’è la domanda sulle Unioni Civili e Renzi ammette di non aver rispettato i tempi, così come non nasconde le divisioni interne al Pd, di fronte alle resistenze dei settori cattolici: «Noi però dobbiamo portarlo a casa. Da segretario Pd farà di tutto affinché il nostro dibattito sia il più serio possibile. Dobbiamo lasciare a tutti la libertà di esprimersi. Poi la mia posizione la conoscete: io considero la civil partnership un fatto di giustizia e di dignità». Ma“nicchia” sulla stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner, ndr).

Ore 12.48 - «L’Italia non chiede sconti. Stiamo chiedendo che le regole europee valgano per tutti. Quando nel 2003-2005 la Germania ha fatto la riforma del lavoro, ha chiesto invece di sfiorare il 3%. E l’Italia di Berlusconi e Tremonti che aveva la leadership del semestre di presidenza europea lo concesse. Noi invece rispettiamo le regole», ha provocato ancora Renzi.

Ore 12.42 - «Se perdiamo il referendum costituzionale, considero fallita la mia esperienza politica», ha anticipato Matteo Renzi.

Ore 12.57 - Il Governo, ha anticipato Renzi, non pensa di ridurre ulteriormente la sua partecipazione in Eni. «Non immagino di dismettere altre quote» ha replicato il premier

Ore 13.54 – “Legge di Stabilità? Non è di mancette, vuole restituire fiducia”.


Per chi volesse vedere il video integrale






Sommario




Attualità...
Cerca per etichetta...
Seguici su...
  • Facebook Basic Black
  • Twitter Basic Black
Archivio