Editoriale #50

Con il 42% dei voti, Giuseppe Sala è il vincitore delle primarie del centrosinistra di Milano. 58 anni, commissario di Expo, un passato importante da manager, è lui che il centrosinistra ha scelto come suo candidato per la sfida elettorale di giugno, quando la città dovrà eleggere il sindaco. Netto è lo stacco con la candidata arrivata seconda: Francesca Balzani ha raggiunto il 34 per cento, mentre il terzo, Pierfrancesco Majorino, si è fermato al 23 per cento, il quarto, Antonio Iannetta 0,7%. Hanno votato 60628 persone. Sala ha ottenuto 25.593 voti, Balzani 20.510, Majorino 13.913, Iannetta 443.

La bufala del voto cinese e le primarie

Le comunità straniere di Milano sono orgogliose di promuovere la partecipazione al voto per le Primarie del Centrosinistra 2016: è questo un primo importante passo per essere soggetti attivi nel processo democratico di partecipazione politica. Tutto bene ,ma anche quelli che non possono votare alle amministrative?

Secondo EuroStat la crescita della zona euro sarà quest’anno del +1,7% e l’anno prossimo del +1,9%. I Paesi dell’Unione Europea beneficeranno di una crescita migliore, del 2% quest’anno e del 2,1% l’anno prossimo. La crescita moderata che conosce l‘Europa è determinata dal rallentamento della crescita dei mercati emergenti quali la Cina, dalla diminuzione degli scambi mondiali e dalle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente. Questi ostacoli possono essere superati grazie al petrolio a buon mercato, ed al tasso di cambio dell’euro favorevole.

Sul fronte dell’inflazione la Commissione prevede per il 2016 un +0,5% mentre per l’anno prossimo si prevede un aumento del +1,5% dovuto all’aumento dei salari, all’aumento della domanda interna ed un aumento del prezzo del petrolio.

I migranti in arrivo in Europa potrebbero aggravare la crisi economica.

L’arrivo di masse di migranti in Europa potrebbe causare nell’opinione pubblica un impatto negativo sulla ripresa economica rallentando i consumi delle famiglie. Il flusso di migranti deve essere meglio gestito da tutta UE.






La commissione EU prevede per l’Italia una crescita del 1,4% nel 2016 e del 1,3% del 2017.

Il deficit pubblico dovrebbe passare dal 2,5% al 1,5% del PIL.

L’Italia ha già ottenuto un budget flessibilità dello 0,4% per le sue riforme, ma ora di fronte ad una richiesta di nuovi margini di flessibilità (pari allo 0,8% del PIL) per far fronte all’immigrazione, al terrorismo,agli investimenti Bruxelles resta fredda. Il commissario finlandes ha così riassunto: ”Le nostre regole sono già abbastanza flessibili e l’Italia ne ha beneficiato. Se la flessibilità è una regola, tanto vale non darsi regole”.



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