Le dentiere d'oro della Sanità Lombarda

(L'antefatto).

L’inchiesta della Procura di Monza parla di liste d’attesa gonfiate e una serie di trucchi per far credere ai pazienti che una prestazione nel privato sarebbe costata soltanto poco più che una nel pubblico.

La gestione degli ambulatori odontoiatrici era «organizzata con modalità tali da favorire il ricorso, da parte del privato cittadino, alle prestazioni in regime di solvenza (privato, ndr), talvolta con modalità tali da indurre l’utente in errore in ordine all’ impossibilità di ottenere la prestazione tramite il pagamento del solo ticket sanitario o, addirittura, gratuitamente»

Sono quattro gli imprenditori che si sono aggiudicati importanti gare d’appalto per la gestione dei servizi odontoiatrici nel territorio lombardo, su cui ha indagato il Nucleo Investigativo di Milano - spiega il Comandante Provinciale dei carabinieri di Milano, colonnello Canio Giuseppe La Gala - le gare di appalto pubbliche venivano vinte illecitamente da questo gruppo con la complicità di undici funzionari pubblici».

Nell’operazione è finito in carcere il consigliere regionale della Lega Nord, Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità ed estensore della recente riforma. Ordine di custodia cautelare anche la moglie di Rizzi, sempre agli arresti domiciliari. Per entrambi c’è l’accusa è di associazione per delinquere. Perquisizioni nel domicilio di Rizzi e negli uffici al Consiglio regionale.

Presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, originario di Besozzo (Varese), Fabio Rizzi è stato l’autore materiale della riforma della sanità voluta dal governatore Roberto Maroni. Rizzi ha 49 anni ed è medico anestesista, e’ consigliere dal 2013 ed ha alle spalle una lunga militanza nella Lega Nord. Segretario provinciale del Carroccio di Varese dal 2006 al 2008, è stato anche per cinque anni senatore dal 2008 al 2013 (una figura vicina ai tempi sia a Umberto Bossi sia a Maroni) oltre che sindaco del suo paese.E’ Maria Paola Canegrati l’imprenditrice ritenuta “vertice” del sistema corruttivo connesso all’esternalizzazione dei servizi odontoiatrici negli ospedali lombardi oggetto dell’indagine della Procura di Monza.


SANITÀ LOMBARDA: OLTRE GLI ARRESTI, QUALCHE DOMANDA ALL'ASSESSORE MARONI

Scritto da Carlo Borghetti.

C'è un aspetto, oltre l'ennesima inquietante vicenda di corruzione nella sanità lombarda, di cui in queste ore non si sta parlando, ma che ritengo di fondamentale importanza, e che attiene a una scelta squisitamente politica che la Regione Lombardia ha fatto negli anni scorsi, senza la quale non si sarebbe arrivati allo scandalo di oggi: è la scelta di consentire agli ospedali pubblici di chiudere i propri servizi odontoiatrici per sostituirli con servizi appaltati a "service" privati esterni, da "ospitare" in ospedale, a seguito di gare d'appalto (quelle che venivano a quanto pare pilotate per far vincere sempre gli stessi). Perché, io mi chiedo, questa scelta?

Perché amputare un pezzo di servizio pubblico di un ospedale pubblico, esternalizzandolo al privato? Perché proprio le cure odontoiatriche? Sono forse le più remunerative? Come è possibile che questi "service" potessero poi rifornirsi di materiali e protesi da altri privati -da loro stessi scelti- saltando qualunque procedura di evidenza pubblica? Potrei capire, pur non condividendola, la scelta di favorire in Regione Lombardia lo sviluppo di cure odontoiatriche in strutture private anziché pubbliche, come fatto negli anni scorsi per l'espansione degli ospedali privati (peraltro senza alcuna programmazione), ma non capisco perché consentire a privati profit di operare dentro strutture pubbliche, aggiungendo ai cittadini la beffa oltre il danno: vanno ignari all'ospedale per curarsi i denti pensando di accedere a un servizio pubblico, e invece lì dentro li aspetta un privato, che per giunta (dice l'inchiesta) li dirotta pure su un servizio privato a pagamento... E allora, io chiedo all'assessore alla Sanità Roberto Maroni: se non le basta tutto ciò per dimettersi, se non riesce ad arginare la corruzione nella sanità lombarda, non sarebbe almeno il caso, per il futuro, di cancellare per sempre dal servizio sanitario regionale l'inganno dei service odontoiatrici, e di usare quei 400 milioni di euro per sostenere tanta buona odontoiatria pubblica, negli ospedali lombardi, nell'interesse dei lombardi, specie di chi non può permettersi il dentista privato?!




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