Editoriale #51

Scrittore, filosofo e semiologo, nato martedì 5 gennaio 1932 ad Alessandria, é morto venerdì 19 febbraio 2016 a Milano. Uomo di vastissima cultura, profondo conoscitore dei mezzi di comunicazione (e di manipolazione) di massa, progressista, mai populista. Autore di romanzi di successo mondiale (Il Pendolo di Foucault, il Nome della Rosa, Fu Un grande Italiano. Così scrisse come testamento:

Caro nipotino mio, volevo parlarti, di una malattia: la perdita della memoria [voi giovani usate solo ipad…] La memoria è un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce e tu diventi (dal punto di vista mentale) diversamente abile e cioè (parliamoci chiaro) un idiota....e quando si diventa vecchi arriva l’Alzheimer, Quindi ecco la mia dieta: ogni mattina impara qualche verso, una breve poesia: “La Cavallina Storna” o “Il sabato del villaggio”. […]. C’è poi la memoria storica, quella che non riguarda i fatti della tua vita o le cose che hai letto, ma quello che è accaduto prima che tu nascessi. […] Ma perché è così importante sapere che cosa è accaduto prima? Perché molte volte quello che è accaduto prima ti spiega perché certe cose accadono oggi. Bada bene che questo non lo puoi fare solo su libri e riviste, lo si fa benissimo anche su Internet.


Una piacevole lettura di Umberto Eco Intervista impossibile a Pietro Micca

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Il disegno di legge Cirinnà approvato il 25 febbraio dal senato con 173 sì, 71 no e nessuna astensione( stralciando la controversa e mediatica step adoption) prevede l’introduzione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in Italia, ma contiene una seconda parte che regolamenta per la prima volta a livello nazionale le coppie di fatto, sia eterosessuali sia omosessuali. Diritti e doveri previsti:

  • La convivenza di fatto viene riconosciuta alla coppie di maggiorenni, sia eterossessuali sia omosessuali, che vivono insieme e che non hanno contratto un matrimonio civile o un’unione civile.

  • I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di detenzione di uno dei due.

  • In caso di malattia o di ricovero i conviventi hanno il diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali, con le stesse regole previste nel matrimonio e nell’unione civile.

  • Ciascun convivente può designare l’altro come suo rappresentante, con poteri limitati o assoluti, per le decisioni in materia di salute in caso di malattia che comporta incapacità d’intendere e di volere.

  • Nel caso di morte ciascun convivente può designare l’altro come suo rappresentante per quanto riguarda la donazione di organi, funerali, le modalità di trattamento del corpo. Questa designazione può avvenire attraverso uno scritto autografo oppure in forma verbale davanti a un testimone.

  • Nel caso di morte di uno dei due conviventi che ha anche la proprietà della casa comune, il partner superstite ha il diritto di stare nell’abitazione per altri due anni, o per il periodo della convivenza se superiore a due anni, comunque non oltre i cinque anni. Se nella casa di convivenza comune vivono i figli della coppia o i figli di uno dei due, il conviventeche sopravvive alla morte dell’altro può rimanere nella casa comune per almeno tre anni. E inoltre in caso di morte il partner superstite ha il diritto di succedere all’altro coniuge nel contratto d’affitto. Questo diritto si estingue in caso di una nuova convivenza con un’altra persona, o in caso di matrimonio o unione civile.

  • I conviventi possono stipulare un contratto di convivenza per regolare le questioni patrimoniali tra di loro: sarà nullo se indicherà dei termini e delle condizioniil e potrà essere sciolto per : accordo delle parti,recesso unilaterale,matrimonio o unione tra i conviventi o tra uno dei conviventi ed un'altra persona e in caso di morte di uno dei contraent

  • La convivenza non dà diritto alla pensione di reversibilità.

Buone notizie per il governo Renzi e per il Pil italiano: nel 2015 risulta aumentato dello 0,8% dopo tre anni consecutivi di flessioni. Bene anche il rapporto deficit/Pil per il 2015: 2,6%, dopo il 3% del 2014. Il surplus primario (al netto degli interessi sul debito) si riduce invece dal 2% all'1,5%.

Indebitamento in calo di oltre 5 mld. L’ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil risulta pari al 43,3% nel 2015, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al 2014. E comunque al minimo dal 2011. Pil in volume ancora sotto i livelli del 2000.

Dalla domanda interna un contributo di +0,5% La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 0,5 punti percentuali (1,0 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo per 0,3 punti. Per quel che riguarda i flussi con l'estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 4,3% e le importazioni del 6,0%. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%), nell'industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,4%). Le costruzioni hanno invece registrato un calo dello 0,7 per cento.


  • Lavoro: disoccupazione ferma. Tempo indeterminato +426mila

  • Maggiore credibilità nella trattativa con Bruxelles

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