Editoriale #52

La Banca centrale europea (BCE) ha annunciato Giovedi, 10 marzo, per stimolare la crescita della zona euro di abbassare i tre tassi principali che controllano il flusso di moneta. Mario Draghi, presidente della Bce, ha detto che questi tassi potranno scendere ulteriormente se necessario, per lungo tempo, certamente ben oltre marzo 2017. Che cosa significa questo? Il tasso principale, o di rifinanziamento minimo è stato ridotto dallo 0,005% allo 0%. Questo tasso è utilizzato per i prestiti della BCE alle banche che hanno bisogno di liquidità a breve termine (una settimana). Le banche possono chiedere ogni settimana, a condizione di rimborsare il prestito richieste nel corso della settimana precedente. La BCE abbassa i suoi tassi quando intende promuovere credito e, quindi, stimolare gli investimenti e li aumenta, quando vi è un rischio di inflazione (troppa moneta circolante ed i prezzi salgono troppo rapidamente). Con un tasso pari a zero, le banche saranno in grado di finanziarsi gratuitamente dalla BCE, e quindi dovrebbero abbassare gli interessi che applicano ai loro clienti debitori. Il tasso di deposito: corrisponde agli "interessi"applicati sul denaro depositato presso la Bce". la BCE ha adottato nel giugno 2014, per la prima volta, un tasso di deposito negativo e giovedi 10 marzo ha diminuito ancora dal - 0,3% al - 0,4%. Un tasso negativo dovrebbe incoraggiare le banche a non lasciare il denaro depositato nella banca centrale, ma a darlo ai loro clienti.Un aumento di questo tasso è utilizzato, invece, per ridurre i prestiti per l'economia, quando vi è il rischio di inflazione. Tasso di rifinanziamento marginale: è simile al rifinanziamento, nel senso che esso si applica quando una banca ha bisogno di denaro. Ma questi prestiti sono giornalieri e dovrebbero essere rimborsati il giorno seguente, a differenza del tasso di rifinanziamento, che è settimanale. Il tasso di rifinanziamento marginale è sempre superiore al tasso di rifinanziamento. E' stato fissato allo 0,25% il 10 marzo


D'Alema: "Il partito della Nazione (di Renzi) già c'è ma perderà. Approfitta della crisi di Berlusconi per prenderne il posto... Renzi ditruggerà le radici del PD... Sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del PD che si traduce in astensionismo, disaffezione, nuove liste... Renzi ha distrutto quel che restava della cultura comunista e del cattolicesimo democratico... ha soffocato lo spirito dell'Ulivo..."

Arturo Parisi, cofondatore con Prodi dell'Ulivo (raggruppamento di partiti del centrosinistra: "Povero D'Alema, fu lui a soffocare l'Ulivo per poter varare il suo governo e ricostituire la tradizionale divisione tra la vecchia sinistra ed il vecchio centro e distruggere la democrazia bipolare." Le affermazioni di D'Alema sono rispettabili ma l'analisi socio-economica del Paese è completamente assente. Egli rimane sempre ancorato al concetto di ruolo guida di una ristretta classe politica (idea leninista) a prescindere dalla realtà.


Tito Boeri presidente dell'Inps fa gli straordinari per sollecitare una riforma delle pensioni della legge Fornero (colei che che si prese la responsabilità di fare il mestiere sporco che la classe politica italiana aveva rinviato da vent'anni) per permettere di anticipare la data della pensione di alcuni anni con una diminuzione dell'assegno. Questo per permettere ai giovani di entrare nel mondo del lavoro e diminuire il costo per l'assistenza richiesta agli anziani disoccupati. I costi di simile manovra dovrebbero annullarsi sul lungo periodo (10-20 anni?). Ma da sempre la demagogia ha sostenuto che nel lungo periodo i costi si riducono, ma nell'immediato si incassa consenso e voto di scambio. Non sarebbe meglio occuparsi di ridurre le pensioni d'oro, di ridurre gli ingiusti costi di una ricongiunzione da gestioni diverse, e le pensioni di reversibilità per le vedove allegre?

La migliore garanzia per garantire una buna pensione a tutti non sarebbe quella di allargare la base produttiva e contributiva?


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