Analisi voto legislative e regionali 24/25 febbraio 2013



Riassunto dell’intervento del Prof. Stefano Draghi presso il circolo PD di Via Pergolesi (F. Ghilardotti) e circolo PD Milano Futura 5/03/2013 (i concetti sono descritti come sono stati capiti dallo scrivente, eccetto quanto scritto in corsivo che riporta gli interventi testuali).


Il prof. Stefano Draghi (statistico) è uno specialista in analisi flussi elettorali:

- Le intenzioni di voto non sono voti. Perciò tutte le intenzioni di voto favorevoli al PD accertate con sondaggi 5 mesi prima delle date delle elezioni non erano affidabili.- Le intenzioni di voto favorevoli a Renzi nelle primarie non sono affidabili in quanto alcuni erano elettori di centrodestra che nelle urne avrebbero potuto cambiare idea (la prossima volta il PD cercherà i voti degli abitanti della costellazione dell’Orsa Maggiore)

- Abbiamo vinto nei capoluoghi di provincia non nella campagna e fascia pedemontana.- L’alleanza con Vendola (S.E.L.) non era alternativa ad una alleanza con il centro (peccato che il centro la pensasse in modo diametralmente opposto…)

- Monti (che in fase di formazione del suo Governo aveva promesso di non candidarsi) ha raccolto consensi dall’area PD.( Ritenere che i due partiti maggiori incapaci di risolvere la crisi devastante che attraversa l’Italia, dovuta a cause sia interne che esterne, si possano permettere il giochetto di affidare a Monti il compito di mettere in ordine i conti pubblici e poi di dargli il benservito come si fa ad un maggiordomo è come minimo ingenuo….. vedasi gli Stati italiani rinascimentali quando chiesero l’intervento degli stranieri…)

- il partito è assente nei centri sotto i 5.000 abitanti.

Secondo il Prof. Draghi i vincenti nelle elezioni sono i partiti che riescono a convincere gli astenuti a votare.

- Non vi è flusso di voti dal blocco di destra al blocco di sinistra.

- Grillo ha raccolto molti più voti dal centrodestra che dal centrosinistra (ed allora perché Bersani cerca un accordo con M5S...?)

- I tecnici di Monti han fatto fiasco (come i ministri di Berlusconi)



Riassunto del dibattito sulle elezioni regionali in Lombardia martedi 12 /03/2013 presso circolo Via Tahon di Revel 21


Walter Marosso

- Tracollo di IDV (Di Pietro farà compagnia a Bertinotti e PecoraroScanio a spalar carbone... all’ILVA di Taranto? Il populismo di sinistra non paga).

- Ambrosoli vince in città e nei capoluoghi di provincia, ma non nelle periferie.

- Al contrario Lega e Grillo vince in periferia, ma non in città.

- Patto civico in primo piano. La situazione economica in secondo piano: strategia perdente

D’Alfonso

- Responsabilità della sconfitta PD è stato l’Election day.

Molti lombardi hanno votato centrosinistra alla Camera, ma poi Maroni in Lombardia.

- Maroni era un candidato fortissimo, ben conosciuto dal 98% dei votanti, Ambrosoli solo dal 70%.

- I lombardi non credono alla gravità degli scandali.

Pizzul (cui il PD aveva chiesto di non presentarsi alle primarie regionali)

- Alle primarie regionali Ambrosoli aveva il problema di garantirsi il voto di sinistra.

- Il PD non ha fatto campagna elettorale in proprio, ma delegato il tutto ai candidati.

- La Sinistra massimalista è scomparsa in Lombardia.

S.E.L ed Etico erano in contrapposizione suicida. (due corporazioni di benpensanti -niente crescita economica- e buongustai -bio e dintorni...).

Ferlini

- Una campagna elettorale contro il lombardo qualunque che in fondo è soddisfatto del funzionamento della macchina amministrativa regionale ed a cui non si è spiegato perché avrebbe dovuto cambiare.

- un solo vincitore: Grillo, mentre PDL e Lega perdono quasi il -50%;

il centrosinistra -30%. CL aveva lasciato libertà di voto.

Gori

- PD ha perso in Lombardia come ha perso alle elezioni nazionali.

- Occorreva dare maggiore rilievo: una forte discontinuità rispetto al passato.

- Poche disponibilità finanziarie. Molto poco tempo. Ambrosoli poco noto.

- La Lega è un partito più popolare del PD: più vicino a chi lavora e produce.

Lia Quartapelle

- Bersani ed Ambrosoli erano complementari

- I punti qualificanti: tasse, Pubblica Amministrazione, Art 18 ecc.

- Grillo vince perché è una protesta senza novità.

- Ambrosoli: lavoro, moralità, Europa: ma in quale direzione? Non abbiamo chiesto un voto per fare qualcosa di reale e concreto (diminuire le tasse per es.)

- Il concentrarsi su Maroni ed Ambrosoli era un gioco perdente. Albertini e Grillo erano indispensabili.

- I Lombardi non si fidano di noi sinistra e PD.

- Prima viene il Paese e poi il PD.

Gli strateghi di marketing per analizzare il voto propongono una segmentazione degli elettori in due gruppi :

A) il ceto produttivo che opera on the market: operai, artigiani, impiegati, imprenditori ecc.

B) i garantiti: statali, parastatali, concessionari, pensionati, speculatori, redditieri, agricoltori, ecc.

In quali dei due gruppi il PD raccoglie più voti? Il PD ha regalato la classe operaia alla Lega?


Ma finalmente è stato trovato il cavallo di Troia vincente: alle prossime elezioni il PD si presenterà con una lista fiancheggiatrice dal nome: 3L - LEGA LAVORATORI LOMBARDI.




Dibattito alla Camera del Lavoro Milano 12/03/2013

Sala quasi piena forse duecento persone, tutti militanti PD.


Cornelli, segretario provinciale PD apre il dibattito e con fermezza elenca:

1) Bruciante sconfitta: si apre una nuova fase politica

2) Scomparsa della sinistra massimalista

3) Un forte ridimensionamento del centrodestra

4) Scarsa attrattiva del centro moderato di Monti

5) Arretramento del PD

6) Forte consenso del M5S: delusione, rabbia ma incoerenti.

7) PD percepito come forza di conservazione

8) Con il sostegno a Monti per senso di responsabilità, il PD è stato associato alla politica di austerità a senso unico.

9) Il PD con Monti ha mancato la possibilità di salvare il paese.

10) L’alleanza con Monti ha appiattito il partito (in Europa si dice da 60 anni che la Sinistra per vincere deve allearsi con i ceti medi ).

Poi passa agli otto punti di Bersani:

- Si taglia il finanziamento ai partiti, ma si riduce l’organico. Tutti i dirigenti del PD lavorano gratis. Bisogna rivedere Federazione provinciale, circoli… (La sala rumoreggia, mai menzionato Renzi)

- Anzi il PD rischia tutto con gli 8 punti di Bersani.

- Il congresso sarà in autunno per un radicale cambiamento (Applausi)


Poi Guglielmo Tomei (circolo Milano Futura) propone un monocolore 5 stelle (Brusio nella sala. Anche Mussolini, pur minoritario ottenne Da Vittorio Emanuele III l’incarico di formare il governo all’indomani della sceneggiata Marcia di Roma. L’idea di affidare al lupo la guardia del gregge provoca un brusio di disapprovazione nella Sala)

Emanuele Fiano (parlamentare)

La sua analisi coincide con Cornelli e sottolinea: 8 milioni di persone hanno votato Grillo.

Matteo

Nei sondaggi prima delle votazioni era stata percepita la rabbia dei giovani che dai 18 ai 24 anni hanno votato in massa Grillo. Necessità di nuove primarie con un nuovo premier perché Bersani ha perso (Applausi)

Barberis

Brutta sconfitta. PD è debole alleandosi con Vendola. Le primarie del PD hanno consegnato il potere ai conservatori. Rinnovamento e chiarezza.

Barbara Pollastrini Il solito peana-poesia sulla giustizia, equità, moralità,superiorità etica... (la sala fischia, i presenti vogliono ascoltare qualcosa di più prosaico… il tempo delle favole è finito).

La Forgia

Questo è il tempo dell’unità che è diverso dall’unanimismo.

Per il futuro un eventuale piano B indebolisce il Piano A.


I presenti sono evidentemente amareggiati e frastornati dalla sconfitta elettorale che imputano apertamente ai dirigenti. La truppa ben disciplinata del PD ormai chiede la testa di tutti i dirigenti che l’hanno portata ad immolarsi contro i reticolati di filo spinato della destra e del populismo. Ben diverso (la certezza che finalmente era il loro turno per governare) era il sentimento che arieggiava nell’incontro con Bersani alle Stelline per le primarie nel novembre 2012)


Altri oratori si presentano ed alla fine Cornelli riassume e congeda tutti agli impegnativi appuntamenti del futuro.



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