I 5 Temi Caldi del Mese

Carissime, Carissimi,


Avrei voluto che, dopo qualche settimana di silenzio, la mia newsletter potesse avere un incipit migliore. Purtroppo, gli attacchi di Bruxelles non lasciano spazio ad altro sentimento che non sia un'espressione di profondo dolore e sgomento per le vittime, e per la ferita inferta al cuore dell'Europa. Colpire Bruxelles, non soltanto una capitale europea, ma capitale d'Europa, è l'ennesimo tentativo di colpire il nostro sistema di vita, spaventandoci. Ma il nostro sistema di vita, libero, democratico, aperto, è più forte della paura. Più saremo uniti, più saremo forti. Sia a livello nazionale in Italia, sia con una risposta unitaria a livello europeo, che parli di una gestione comune della sicurezza e dei servizi segreti, dei confini e della proiezione internazionale dell'Ue, a partire dall'esercito comune europeo.

Ne ho parlato ieri sera ad askanews, questo il video per chi fosse interessato a seguire l'intervento per intero.


I 5 Temi Caldi del Mese:

Come alcuni di voi sapranno, lo scorso 17 febbraio i colleghi del Partito Democratico mi hanno eletta capogruppo in commissione Esteri della Camera. La nuova avventura è iniziata ricca di impegni e non senza la consapevolezza del carico di responsabilità legato ai tempi in cui viviamo, e alle questioni che mi trovo ad affrontare, a partire, appunto, dal terrorismo internazionale, passando per le crisi nel Mediterraneo, l’immigrazione e la sfida dell’integrazione europea. Responsabilità cui intendo far fronte con disciplina e passione, sapendo di poter contare sulla ricchezza dei componenti della commissione, colleghi competenti e di valore.

Al centro dell’agenda ci sono oggi questioni cruciali per il Paese e il mondo nel suo complesso. Oggi voglio condividere con voi alcune riflessioni ed iniziative in merito a I 5 temi caldi della politica estera Italiana e i più importanti progetti su Milano.



1) LIBIA: La vicenda libica è stata in queste settimane al centro dei lavori parlamentari e del dibattito pubblico, a causa dei nuovi allarmi sulla penetrazione del Daesh e della notizia relativa alla morte di due ostaggi italiani e alla liberazione degli altri due. Ancora una volta, ci tengo ad esprimere il dolore per la morte di Salvatore Failla e Fausto Piano e la vicinanza alle loro famiglie, e al tempo stesso la gioia per la liberazione di Gino Polliccardo e Filippo Calcagno. Nel video del mio intervento in aula di mercoledì 9 marzo trovate una mia valutazione dell'evolversi della situazione libica. In sintesi, il Paese affronta due ordini di problemi: la frammentazione dello Stato, e una crescente presenza di terroristi affiliati a Daesh, che si insinuano nelle crepe di un sistema istituzionale in disfacimento. La questione centrale è quindi come costruire una solidarietà internazionale con un Paese che deve combattere con le interferenze esterne del terrorismo e le spinte interne alla disgregazione.


2) ETIOPIA: Con la collega Chiara Braga siamo andate in missione in Etiopia a febbraio. Sempre di più, l'Italia acquista consapevolezza di quanto l’Etiopia sia per noi un partner strategico nel Corno D’Africa. Lo dimostra il recente viaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La nostra missione è stata l'occasione per approfondire conoscenza e rapporti in un paese che oggi è chiave per la stabilità del Corno d'Africa, modello per lepolitiche di cooperazione e sviluppo e partner per la gestione dei flussi dei rifugiati che scappano dall'Eritrea, dal Sud Sudan e dalla Somalia.


3) L'EUROPA E IL DILEMMA DI SCHENGEN: Oggi più che mai, le sfide che ci troviamo ad affrontare hanno portata globale: il terrorismo internazionale, le aree di conflitto in Siria e Libia, la fragilità degli Stati africani, l’interdipendenza dei mercati finanziari e i crescenti flussi migratori. In questo nuovo mondo, ogni Paese europeo è piccolo. La costruzione europea è stata pensata, in origine, per rispondere a sfide globali che oggi si fanno sempre più complesse. Non soltanto, quindi, tornare indietro nel processo di integrazione ed ergere muri non è ipotizzabile, ma è necessario compiere un ulteriore e più deciso passo in avanti, verso il perfezionamento di un’Unione che sia veramente politica all’interno, e nella sua proiezione esterna. Quella che ora è percepita come una “crisi” migratoria, se si supera la tentazione inumana e controproducente di ergere muri, può trasformarsi in un’opportunità verso un’Europa che sia davvero unita, solida e solidale. Ecco il mio intervento in aulasul tema in vista del Consiglio Europeo dello scorso 19 Marzo 2016.



4) PRIMARIE AMERICANE, PRIMARIE DEMOCRATICHE: La nomination democratica di Hillary Clinton è ormai vicinissima. Non ho mai fatto mistero del mio sostegno per la Clinton, così come non ho mai smesso di seguire con profondo interesse, soprattutto in questo momento in cui l’istituto delle primarie è messo in forte discussione in Italia, le primarie americane. Queste, pur non senza complessità e difetti, restano infatti un grande strumento di democrazia. Democrazia intesa come la facoltà dei cittadini di scegliere il proprio candidato, e intesa anche come la capacità dei contendenti non solo di accettare tale scelta, ma di cooperare con questo una volta eletto, come è accaduto nel caso della Clinton con Obama, e come ragionevolmente ci si aspetta accadrà con Sanders. Ne abbiamo discusso alla Camera con Ettore Rosato, Gianni Riotta, Antonio Funiciello, Christian Rocca e l’ analista di Brookings Elaine C. Kamarck in collegamento da Washington. Questo il video dell'evento.


5) DONNE E SICUREZZA INTERNAZIONALE: Il 10 marzo, insieme alla ricercatrice Irene Fellin, abbiamo lanciato l’antenna Italiana del network globale WIIS, per valorizzare il ruolo delle donne nella sicurezza internazionale e per fare sì che le iniziative italiane in politica estera e di difesa tengano conto della prospettiva di genere. Viviamo in un mondo in cui intorno ai diritti e alla condizione delle donne si confrontano due diverse idee di ordine internazionale. Da un lato c'è l'idea che sia possibile costruire un mondo di convivenza, basato su regole democratiche e sul pluralismo. Dall'altro, c'è un terrorismo di matrice islamista che vuole distruggere con violenza e ferocia l'attuale ordine internazionale, partendo dall'attacco sistematico alle bambine e alle donne (penso alle ragazze rapite da Boko Haram, alle oltre tremila schiave del Daesh e ai milioni di donne rifugiate scappate dalla guerra). Ma viviamo anche in un mondo dove più che mai c'è bisogno delle donne come protagoniste del difficile lavoro di ricostruzione del tessuto sociale cui appartengono. Il mio articolo sull’Unità

E adesso #Milano!

Nel corso degli ultimi anni, sempre di più Milano si è affermata sulla scena nazionale ed europea come laboratorio multiculturale. Mi colpisce sempre di come la mia città riesca ad essere all'avanguardia e pratica nell'affrontare i dilemmi della società multiculturale. In questo senso, vorrei segnalarvi due belle iniziative a cui ho partecipato: Il Progetto AISHA nato ben prima dei fatti di Colonia, sviluppato in autonomia dalla comunità islamica milanese con l'obiettivo di formare donne, operatrici sociali musulmane ad azioni concrete di contrasto alla discriminazione e alla violenza contro le donne; la Biciclettata organizzata dalle donne in risposta alle infelici affermazioni dell'imam di Segrate.



Mi piace darvi conto di come sia vivace Milano e le sue articolazioni, e di come spesso gli slogan del centrodestra siano vuota propaganda, lontana dalla realtà che si vive in città. Una tra tutte, la legge regionale contro la costruzione di nuovi luoghi di culto, bloccata dalla Consulta, a testimonianza di come la giunta Maroni, invece di ripensare le regole di convivenza civile in modo da garantire il diritto di culto a tutti, proponga leggi annuncio inapplicabili da sbandierare in tv.


Infine, per chi vuole una Milano che pensa al futuro, sabato è iniziata la campagna elettorale di Beppe Sala. Qui trovate il video di lancio: un video in cui ho riconosciuto tante parti della Milano che amo.

Un abbraccio, Lia

Lia Quartapelle





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