Editoriale #54


L’improvvisa scomparsa di Gianroberto Casaleggio, ideologo e vero organizzatore del M5S, apre un possibile nuovo scenario per questo partito che si è ormai ben radicato nel Sud Italia mentre al Nord fa fatica a sfondare. Casaleggio è stato (pioniere) il primo a rompere lo schema della contrapposizione destra-sinistra, pescando a man bassa da entrambi i serbatoi elettorali ed è stato un pioniere nel capire le potenzialità di comunicazione del Web.

Come il Protestantesimo non si sarebbe mai affermato se Martin Lutero non avesse tradotto la Bibbia in tedesco (ideologia) e l'invenzione della stampa (tecnicalità), come gli illuministi non si sarebbero affermati senza la diffusione capillare dell'Enciclopedie Universelle, come i dittatori del XX secolo non si sarebbero imposti senza la diffusione della radio (per la prima volta il popolo sentiva la voce del leader), come la televisione avrebbe favorito le persone più telegeniche, (l'immagine e la comunicazione prevarrebbe sul contenuto), così Casaleggio si è dimostrato un genio nell'intuire che il web già all'inizio del secolo XXI avesse le potenzialità per una comunicazione di massa paragonabile ai media tradizionali del XX, e per l'affermazione della democrazia diretta data la sua velocità di risposta agli input dalla base (il concetto di tempo e spazio viene rivisto, con internet). E' indubbio che l'incapacità ed il fallimento di gran parte della classe politica italiana degli ultimi vent'anni nel guidare il paese in una più equa crescita economica ha contribuito al successo di M5S. Senza la sua guida, i pentastellati potrebbero rischiare il frazionamento atomistico in tante cellule rispondenti al leader locale.

Referendum 17 Aprile. Mai referendum sarà così inutile. L'ecologia in Italia è talvolta vissuta come un rifiuto della cultura industriale (capacità di gestire situazioni complesse in cui confluiscono capitali, svariate risorse umane, per ottenere un risultato economico positivo) a favore di una rendita economica statalista e parassitaria. Addirittura si configura la rapacità dei politici rivieraschi nel tentativo di mettere le mani sulle royalties non dovute (non pagate) alle regioni. L'ultima azienda di stato, l'ENI è equiparata alle altre multinazionali, negandole il ruolo di garante dell'indipendenza economica del Paese. Il fotovoltaico negli ultimi dieci anni è stato in alcuni casi quasi una rendita facile. Bastava un pezzo di terra, un po' di capitale per installarvi i pannelli fotovoltaici (e la relativa connessione alla rete elettrica nazionale) garantendosi un buon rendimento sull'investimento. Occorre anche notare che fino a qualche anno fa il rimborso garantito dallo stato era correlato al prezzo massimo del petrolio, non al prezzo reale (fluttuante). Malaccortamente, non fu incentivata la produzione di tecnologia solare italiana che almeno avrebbe potuto richiamare capitali e (un po') manodopera.

La riforma costituzionale del Senato è legge. Ora ci aspetta il referendum dove il partito TCR "Tutti Contro Renzi" è pronto ad una ammucchiata senza precedenti.

Di seguito si riportano le più importanti novità contenute nella riforma, in 9 punti:

1) Fine del bicameralismo perfetto.

Camera dei deputati e Senato della Repubblica avranno composizione e funzioni diverse. La Camera, con 630 deputati, sarà la sola titolare del rapporto di fiducia con il Governo. Avrà funzione di indirizzo politico e di controllo sull’attività del Governo.

2) Riduzione da 350 a 100 senatori

di cui 95 “nominati” dai Consigli Regionali (e provinciali per Trento e Bolzano), di cui 74 scelti tra i medesimi componenti e 21 sindaci-senatori (1 per ciascun consiglio) e 5 nominati dal Capo dello Stato, i quali rimarranno in carica per 7 anni. Senatori a vita restano gli ex presidenti della Repubblica.

I nuovi senatori conservano l’immunità parlamentare e non ricevono alcuna indennità parlamentare percependo già quella regionale.

3) Leggi: cambia l'iter

Necessiteranno approvazione bicamerali le leggi di rango costituzionale, il referendum, la legge elettorale ed i trattati con l’Unione europea. Le altre leggi saranno esaminate e approvate soltanto dalla Camera dei deputati che le trasmetterà al Senato. Il Senato potrà anche, a maggioranza assoluta, entro i 30 giorni successivi, proporre modifiche al testo. Su queste sarà la Camera a pronunciarsi in via definitiva. Per bocciarle servirà la maggioranza assoluta dei componenti.

4) Presidente della Repubblica

Per l’elezione del Presidente della Repubblica saranno necessari i 2/3 dei componenti per i primi 3 scrutini, mentre dal 4° al 7° basteranno i 3/5 dei componenti e dal 7° in poi il quorum scenderà ulteriormente a 3/5 dei votanti. 5) Nomina ed elezioni dei giudici costituzionali

I 5 giudici della Corte Costituzionale nominati dal Parlamento saranno eletti separatamente da Senato e Camera: rispettivamente 2 li eleggerà il nuovo Senato, 3 la Camera. Il quorum per essere eletti è dei 2/3 dei componenti per i primi 2 scrutini, dal 3° basta la maggioranza dei 3/5.

6) Titolo V

Addio anche alla legislazione concorrente fra Stato e Regioni: si passerà ad una redistribuzione delle materie di competenza statale e regionale. Si contempla una clausola di “supremazia” con la quale, su proposta del Governo, una legge dello Stato può intervenire in materie (di competenza regionale) non riservate alla legislazione esclusiva qualora lo richieda la tutela dell’interesse nazionale.

7) Leggi di iniziativa popolare

Per presentarle non basteranno più 50mila firme ma ne occorreranno ben 150mila. Si prevedono, però, termini certi per la pronuncia della Camera.

8) Abolizione del CNEL e delle province

L’articolo 99 della Costituzione sarà abrogato e, di conseguenza, sarà abolito il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL). Eliminato anche il riferimento, in Costituzione, alle Province.

9) Giudizio preventivo sulle leggi elettorali

La riforma dispone il giudizio preventivo di legittimità della Consulta sulla legge elettorale, prima della promulgazione, a patto che vi sia un ricorso motivato presentato “entro 10 giorni” dall’approvazione della legge da “almeno ¼ dei componenti della Camera dei deputati o 1/3 dei componenti del Senato della Repubblica.







Sommario








Attualità...
Cerca per etichetta...
Seguici su...
  • Facebook Basic Black
  • Twitter Basic Black
Archivio

Altri link dell'arcipelago progressista lombardo...

Ti è piaciuto quello che hai letto...? Con questo blog istituzionale dei Progressisti Lombardi, CONTIAMO ANCHE SU DI TE per darci una mano per migliorare il nostro, che è anche il Tuo mondo progressista! Con un click puoi fare una donazione libera e aiutarci a condividere sul blog informazioni, studi, ricerche che ci aiutino a far crescere insieme l'ecosistema progressista lombardo!

© 2015 "Progressisti Lombardi" di Silvano Zanetti, Milano