La Gran Bretagna si interroga: vale (ancora) la pena laurearsi?


L'istruzione superiore vale il suo costo...? La risposta a questa domanda, sottoposta a 2000 giovani laureati britannici da parte dell'organizzazione di istruzione e formazione privata The Knowledge Academy (una delle più grandi e globali al mondo) è chiara: il 64% dichiara che "non serve" il grado accademico acquisito alla luce dell'attuale occupazione e mansione, secondo questo studio che è stato appena reso pubblico dal quotidiano britannico INDEPENDENT ("British graduates have spent £65 billion on unused degrees, research reveals"). Sei su dieci laureati dicono che non hanno mai dovuto "fornire alcuna prova che avevano una laurea" per ottenere un lavoro. Infine il 67% dichiara che avrebbe potuto ottenere l'attuale posizione senza aver ottenuto il diploma.

Uno "spreco" di ben 65 miliardi di sterline, dunque.

Questa sensazione di inadeguatezza tra istruzione e occupazione è aggravata dall'impennata del costo di istruzione nel Regno Unito. Dal 2012, infatti, il governo di David Cameron ha permesso alle università di triplicare le tasse universitarie (fino a 9000 sterline all'anno - circa 11.200eu).

Due terzi di loro sono allineati automaticamente alla fascia massima di contribuzione, provocando l'aumento dei prestiti bancari (o altro) agli studenti. In media, i giovani britannici hanno un debito di 13.292£ (ca. 16.600eu) per i propri studi. Con circa 12 milioni di studenti, il rapporto stima che gli studi sarebbero costati in totale agli studenti ca. 65 miliardi di sterline (ovvero 81 miliardi di eu).

Questa insoddisfazione per il "valore percepito della laurea" rispetto al suo costo si trova anche negli Stati Uniti, dove il prezzo dell'istruzione superiore e il peso del debito degli studenti sono questioni regolarmente al centro del dibattito politico. Secondo un sondaggio condotto da Gallup nel 2015, solo il 38% dei giovani laureati americani (circa 30.000 gli intervistati) sono soddisfatti di avere concluso gli studi universitari. Una cifra da considerare al riguardo è la disoccupazione giovanile, che è pari al 14% nel Regno Unito e al 10,5% negli Stati Uniti, mentre la media nazionale in entrambi i paesi è del 5%.

La scuola di vita

L'nsoddisfazione dei giovani laureati dovrebbe essere qualificata, comunque, secondo lo studio TheKnowledgeAcademy: l'85% di loro dice infatti di non aver "nessun rimpianto" per l'esperienza acquisita durante gli anni di studio.

Le lezioni di vita apprese durante questo periodo, come "il fare nuove amicizie, l'abituarsi a gestire un budget," sarebbe in definitiva più rilevante rispetto ai temi e alle materie studiate.

Il dato statistico sarebbe invece "scioccante" per Barinder Hothi, co-fondatore dell'organizzazione di formazione, che ritiene che "il costo elevato di istruzione superiore è spesso giustificato come necessario per l'avanzamento di carriera. Ma se gli studenti trovassero veramente di maggior valore la loro esperienza di vita nel campus rispetto alla conoscenza ricavata dal corso di studi frequentato, una domanda sorgerebbe spontanea: ma ne varrebbe davvero la pena?! "


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