Editoriale #55


Piercamillo Davigo, eletto Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (per un anno): “classe dirigente che delinque fa più danni dei delinquenti di strada”. "La politica ruba, ma ha smesso di vergognarsi".

Legnini, vicepresidente del CSM: "Parole che rischiano di alimentare un conflitto di cui il Paese non ha bisogno". Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati durante la lectio magistralis al master in prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e corruzione dell’ Università di Pisa: "Dire che i magistrati devono parlare solo con le loro sentenze equivale a dire che devono stare zitti".

Bruti ex magistrato di Milano: "Non tocca ai magistrati risolvere il problema della corruzione, ma giudicare i casi singoli. Non ci siamo quando si dice o si fa capire che può essere la magistratura a risolvere questioni di costume o di etica pubblica. Se fossimo ridotti a questo saremmo davvero un povero paese”. Poi arriva la stoccata al sindacato e ai colleghi: “Purtroppo abbiamo avuto casi di corruzione nella magistratura e non sempre la deontologia che l’ANM propone come codice etico è rispettata. Ognuno dovrebbe guardare al suo interno." Sulla velocità dei processi, altro tema di scontro nelle ultime settimane, dice: “Si farebbero passi avanti significativi se alcune riforme di cui si parla sullo snellimento delle procedure fossero approvate”.


Il 25 Aprile 2016 si è tenuto il summit G5 ad Hannover, con la Cancelliera Angela Merkel a fare gli onori di casa al Presidente Americano uscente. Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia e addirittura anche l'Italia con Renzi. Preoccupazione sulla Libia (Renzi si è subito affrettato a tranquillizzare gli Italiani sul fatto che saranno i Libici a combattere contro l'ISIS: al massimo potrà inviare 250 soldati-istruttori), ma allo stesso tempo è confermata la volontà di continuare a sostenere al meglio il governo di Tripoli, appoggiato dall'ONU, che ha inviato una richiesta di aiuto. Altri temi: l'emergenza migranti, la situazione in Siria, la lotta al terrorismo e le sanzioni alla Russia.

A marzo 90mila occupati in più. Ma anche l'Europa cresce ancora più dell'Italia. Il governo deve fare di più. Il dato sulla disoccupazione si rispecchia anche sul numero degli occupati. Dopo il calo di febbraio (-0,4%, pari a -87 mila), a marzo la stima degli occupati elaborata dall’Istituto di statistica è salita dello 0,4% (+90 mila persone occupate), tornando ai livelli di gennaio. L'aumento, secondo i dati diffusi oggi dall’ISTAT, riguarda sia i dipendenti (+42 mila i permanenti e +34mila quelli a termine) sia gli indipendenti (+14 mila). La crescita degli occupati coinvolge uomini e donne e si distribuisce tra tutte le classi d'età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,7%, aumenta di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Occupati stabili nel primo trimestre: +0,1%, pari a +17 mila. I movimenti mensili dell'occupazione hanno determinato, nei primi tre mesi del 2016, una sostanziale stabilità del livello degli occupati (+0,1%, pari a +17 mila) rispetto ai tre mesi precedenti. L'unica componente che mostra una crescita congiunturale significativa è quella dei dipendenti permanenti, che aumentano dello 0,5% sul quarto trimestre del 2015 (+72 mila). Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,2%, pari a +263 mila), che coinvolge soprattutto gli over 50. Sono in calo sia i disoccupati (-8,6%, pari a -274 mila) sia gli inattivi (-0,9%, pari a -125 mila).

In Campania il segretario PD Graziano, indagato per concorso esterno alla camorra, si dimette. Niente di nuovo: in certe regioni è difficile per non dire impossibile per un politico alla ricerca di consenso ad ogni costo non sporcarsi le mani con la camorra. Solo nel dopoguerra i due grandi partiti, DC e PCI, riuscirono a limitare i compromessi con questo Stato alternativo.



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