Sfida a Milano, a decidere chi vince saranno grillini e "cespugli"


I piccoli fanno sogni grandi, a Milano. Se la sfida alle Comunali del 5 giugno sarà in sostanziale parità fra centrodestra e centrosinistra, come lasciano immaginare alcuni sondaggi, la differenza la potranno fare ovviamente i voti grillini, che sono dati in crescita, ma anche quelli che ai tempi del bipolarismo venivano liquidati come “cespugli” e che ai tempi del Nazareno si presentano come forze di resistenza. A Milano, ne stanno spuntando più delle attese. Anche perché di fronte a un probabile ballottaggio dall’esito non scontato, chiunque sarà riuscito a distinguersi cercherà di far pesare qualsiasi risultato. Pure uno zero-virgola potrebbe fare la differenza, a destra come a sinistra. Corrado Passera l’ha risolta prima della chiusura delle liste: ha rinunciato alla corsa e ha messo alcuni dei suoi nella lista civica di Stefano Parisi, il candidato sindaco del centrodestra che vede il ballottaggio con il centrosinistra di Giuseppe Sala. Altri invece non lo faranno.

Parisi per esempio non ha voluto imbarcare altre sigle, meno visibili ed economicamente floride, ma pur sempre vicine alla sua coalizione. Che adesso si preparano a candidarsi contro di lui per presentargli il conto in vista del ballottaggio. Al centro c’è la Rivoluzione cristiana di Gianfranco Rotondi, l’ex ministro che è stato fra i fondatori del Pdl e arriva dalla Dc. A destra ci sono quelli di Casa Pound, su cui Parisi ha posto un veto. Rotondi è quello che ha mandato il messaggio più velenoso: in un’intervista al Fatto Quotidiano ha detto che presenterà Carlo Arrigo Pedretti, un ex preside del liceo Parini, come candidato sindaco, dopo che il centrodestra non l’ha voluto perché avrebbe sottratto voti a Milano Popolare (Ncd, Lupi, Cl) e anche a Forza Italia. Forse una stima eccessiva di sé, ma l’ex ministro di Silvio Berlusconi a Milano ha sempre raccolto dei consensi fra gli ex diccì, uno zero virgola che per esempio nel 2006 portò 2.500 voti a Letizia Moratti.

Sempre al centro, si candiderà sindaco anche Marco Cozzi, dell’Udc: né con Sala né con Parisi, soprattutto mai con Matteo Salvini. Nel 2011 l’Udc era il perno di un terzo polo che sosteneva la candidatura di Manfredi Palmeri, che quest’anno è invece nella lista Parisi quota Passera: allora il partito di Pierferdinando Casini, a Milano, raccolse 11.000 voti, l’1,9%. Potenzialmente, in caso di ballottaggio, questi consensi potrebbero andare sia a Parisi sia a Sala, che già candidano personaggi arrivati dalla diaspora di quell’area. Si vedrà.

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