Editoriale #57


UE CONCEDE ALL'ITALIA FLESSIBILITA' DI BILANCIO PER 16.5 MIIARDI MA...

dalla UE sono arrivate otto richieste all’Italia su lavoro, giustizia, competività e fisco in cambio delle concessioni in materia di flessibilità. L’UE ha acconsentito a concedere al governo italiano uno scostamento del bilancio limitato nel 2016 allo 0,75% del PIL per realizzare investimenti e riforme e in più riconosce un’ulteriore flessibilità dello 0,10% del PIL legata alle spese per fronteggiare l’emergenza migranti (0,04%) e per la sicurezza (0,06%).

Ma se la Commissione da una parte concede, dall’altra pretende che l’Italia rispetti una serie di raccomandazioni che individuano gli interventi da realizzare nei prossimi 12-18 mesi. In primo luogo accelerare le privatizzazioni per ridurre il debito, spostando il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi e alle proprietà, riducendo le detrazioni fiscali, completando la riforma del Catasto, adottando misure contro l’evasione fiscale. Il ministro Padoan conferma: "L’azione del governo per la riduzione del debito continua a muoversi su più fronti: da un lato il programma di privatizzazioni e una politica di bilancio responsabile per ridurre deficit e debito, dall’altro le iniziative per favorire la crescita strutturale del prodotto interno”.

COMITATO DEL SI. Renzi attacca. Nonostante le prossime elezioni amministrative lancia da Bergamo la campagna per il Si al referendum sulla riforma costituzionale (abolizione del senato) previsto ad ottobre. L'Italia si spacca: da una parte Renzi (che si vuole prendere il merito di avere fatto una riforma attesa da venti anni dopo sei passaggi parlamentari) e dall'altra il partito TCR ( "Tutti Contro Renzi": Fratelli d'Italia, Forza italia, Lega Nord, SEL, Movimento 5 Stelle). Si può evitare...? Forse non in un Paese dove tutto diventa espressione faziosa (di una parte), e dove il compiacimento per la sconfitta dell'avversario rischia di far premio sul buon senso e sull'interesse nazionale...

Francia (e Belgio) in rivolta - con scioperi, dimostrazioni di piazza e scontri con la polizia, occupazione di fabbriche, blocco delle raffinerie, e delle forniture di energia elettrica contro il progetto di legge analogo al Job acts nostrano. Gli irriducibili sindacati (ex comunisti della CGT - Conféderaton Generale du Travail) ed una sessantina di deputati della sinistra socialista impediscono dopo ben 5 passaggi parlamentari l'approvazione della legge.Ma sia il governo, sia gli imprenditori, sia i sindacati hanno offerto uno spettacolo pietoso riguardo alle trattative e dialogo sociale. Attacchi personali al primo ministro, rifiuto di ricercare una eventuale soluzione, assenza di criteri oggettivi per valutare i risultati, uso di mezzi sleali, - le trattative sul progetto di legge sul Lavoro (Jobs act) sono stati disastrosi. Una sola cosa emerge chiara: tutti hanno sbagliato... governo, opposizione, sindacati, imprenditori.

APE (anticipo pensionistico e esodati). Mentre il governo italiano studia come anticipare l'età pensionabile, in Gran Bretagna il governo conservatore ha vinto nelle elezioni di maggio anche per la nuova legge sulle pensioni entrata in vigore il 6 Aprile 2016, che premia i più "poveri" ma che si basa sulle responsabilità individuali. Ma già l'anno scorso i conservatori avevano rivoluzionato il sistema pensionistico europeo offrendo ai lavoratori britannici la possibilità di ritirare tutti i contributi versati già a 55 anni a patto di non richiedere più aiuto statale per il resto della vita.

Il "malloppo contributivo" ritirato dai lavoratori britannici è però in continua diminuzione.

Solamente 660 milioni di sterline in contanti sono stati ritirati nel quarto trimestre del 2015, confrontato con il miliardo e mezzo nel terzo trimestre. Inoltre il ritiro dei contanti per il 50% è stato eseguito per valori infriore a £ 10.000. La pensione annuale pare essere preferita dai sudditi britannici rispetto al ritiro dell'intera somma.




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