Editoriale #63:


E’ molto facile cadere nell’ovvio quando si commentano catastrofi come il terremoto che ha colpito i territori del centro Italia e non è mai facile trovare parole che possano mitigare il dolore di tante persone. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza e un pensiero a queste persone, ma al contempo raccogliamo il frutto stupendo della solidarietà che è scaturito con questa tragedia. Gli italiani sono così: attenti e solidali con le persone, ma incapaci di programmare il futuro della nazione, ed non imparano mai dalle esperienze passate.

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È lì, integro, con quel suo colore rosso molto acceso e il suo stile sgraziato che gli avevano attirato tante critiche in passato. Eppure adesso l'edificio a metà di corso Umberto, nel centro di Amatrice, uno dei pochi a essere rimasto in piedi dopo il violento terremoto potrebbe suo malgrado diventare il simbolo della ricostruzione del borgo in provincia di Rieti. La storia del palazzo di cinque piani, costruito nei primi anni Cinquanta con cognizione antisismiche approssimative, ma con un telaio in cemento armato ben pensato ed eseguito è una delle poche note positive a cui aggrapparsi in un panorama che presenta ovunque macerie, e testimonia che si può resistere alla forza devastante ed imprevedibile di un terremoto purchè si rispettino le buone regole della scienza e tecnica delle costruzioni.

Le bufale sul terremoto. Tutti i telegenici, giornalisti, anchor man, anchor woman, ingegneri,geologi, economisti, politici, sindacalisti, sindaci, vicesindaci , geometri, Belle arti: tutti a sparare giudizi da specialisti sulle cause dl terremoto, sugli effetti devastanti, sulla imperizia dei progettisti, sulla inadeguatezza dei materiali da costruzione, sui costi della ricostruzione dai due miliardi agli ottanta miliardi, per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici. Nessuno osa dire che mettere in sicurezza un edificio vetusto, ha dei costi proibitivi, senz'altro non fa male , ma nessuno può garantire risultati sicuri. Quello che si può fare da subito é imporre che ogni nuova costruzione rispetti i criteri antisismici fino a resistere senza danni ad una scossa del settimo grado della scala Richter, ed i progettisti e costruttori ne rispondano civilmente e che ogni casa abbia il suo "libretto di agibilità".

Lunedi 25 agosto 2016 si è svolto a Ventotene un incontro al vertice tra il premier italiano, Matteo Renzi, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, François Hollande. Un vertice in preparazione di quello a Bratislava con tutti i Paesi UE, ma che sancisce l’esistenza di un triumvirato tra i tre paesi più grandi dell’Unione europea( voluto dalla Merkel) dopo l’uscita della Gran Bretagna dalla UE e per spiegare a tutti la sua volontà di di procedere all'unanimità nella nuova Europa a due velocità.

Roma chiede nuove regole.( maggiore flessibilità per aumentare il deficit fino al 2,9% ed il sogno degli eurobond) Per Berlino – tutto questo è inaccettabile. A Ventotene la Merkel ha sottolineato che più della flessibilità sono importanti gli investimenti. Ma ancora più irremovibili sono i virtuosi Paesi del Nord Europa o la debole Spagna, che riforme dure le ha fatte. Eppure entro l’anno si deve fare il tagliando al Fiscal Compact, che si sta mostrando più «stupido» (Romano Prodi dixit) del patto di stabilità europeo.

Tutti uniti per gestire il flusso di migranti: questo il sogno di Renzi che ha proposto anche un "Migration compact " Investimenti finanziati dalla Ue per aiutare economicamente i Paesi di origine dei migranti. Ma la Merkel anche se ha velatamente minacciato i Paesi dell'est che si rifiutano di accogliere i profughi si è limitata ad un plauso alla missione italiana Sofia. L'unione della cultura contro il modello anglosassone due miliardi per i luoghi storici. Ai tavoli europei Renzi ha presentato un piano straordinario da 1,8 miliardi che, svincolato dal patto di stabilità e legato al piano Juncker, «porti a recuperare e valorizzare i luoghi simbolo dell'Ue» come lo stesso carcere di Ventotene.

Lavoro per i giovani. Ma la cultura è anche un volano di occupazione giovanile. Sulla Garibaldi, la Merkel ha annunciato che in agenda c’è anche il rafforzamento del progetto Erasmus, del volontariato europeo e di un tagliando di “Garanzia giovani”, che in Italia ha trovato un lavoro solo ad un iscritto su 10.

La fabbrica della difesa. Per Roma il tema è strategico, perché vuole riprendersi un ruolo guida nel controllo del Mediterraneo, perché ha una filiera industriale su questo versante che tra aerospazio, difesa e sistema sicurezza dà lavoro a quasi 45 mila addetti, produce beni per 14 miliardi di euro, con 4,4 miliardi di valore aggiunto, export dal valore di 9 miliardi, garantendo un gettito per l’Erario di 1,8 miliardi. Ma la Francia e Germania hanno un export 3 volte superiore. L’accordo di Helsinki. In quest’ottica l’Italia preme perché si tornino ad applicare i dettami dell’accordo Helsinki Headline Goal, che nel 1999 mise le basi soprattutto per la nascita di un esercito comune. Parigi e Berlino frenano. Al trilaterale di Ventotene la Merkel, che non ha impegni miliatari all'estero, e Hollande che invece è impegnatissmo (super-potenza decaduta ma che ha la bomba atomica) non si sono spinti così oltre. Come si è capito dalla conferenza stampa dei tre leader, si guarda soprattutto a una rete unica informativa per lo scambio di dati. Renzi farà di tutto per entrare nel direttorio a tre. Finora è stato tenuto fuori dai tavoli dove si è discusso delle grandi questioni. Lo dimostra la nostra incapacità d’incidere su dossier come la crisi russo–ucraina, le direttrici dell’energia, la crisi politica in Medio Oriente o le trattative con l’America sull’accordo di partenariato TTIP. Ma se non riesce a fare ripartire l'economia, (Otto anni dopo la grande recessione economica del 2008-2009, l’economia italiana è ancora circa a – 6% al di sotto del picco pre-2008 e il suo tasso di disoccupazione rimane fermo sopra l’11%. Altrettanto preoccupante è la proiezione del Fondo monetario internazionale che vede un ritorno sopra i livelli del 2008 solo nel 2025) e questo pare molto più difficile ora che due anni fa, la sua esibizione sulla portaerei Giuseppe Garibaldi sarà ricordata come una show televisivo. Anche Mussolini nel 1939 per impressionare Hitler mise in acqua tutti i suoi sommergibili, (che imbarcavano acqua) e le sue corazzate (senza radar e dai cannoni imprecisi).

sommario


ATTUALITA'

Festival dell'Unità a Porta Romana: il programma completo /PD Milano


POLITICA ed ECONOMIA

STORIA

Diciamola Tutta: Mario Monti ha fatto un Disastro (e la Germania ringrazia). Ecco perchè /di Mitt Dolcino (scenarieconomici.it)




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