Rivoluzione scolastica in Gran Bretagna

Repubblica, 09/09/2016

LONDRA -Theresa May ; nuovo primo ministro inglese, di estrazione borghese, si affrettò a dichiarare subito dopo la sua elezione a primo ministro" ogni bambino inglese dovrà avere la possibilità di frequentare le migliori scuole( le cosidette public school".Neppure un laborista-marxista avrebbe osato tanto.

E' la più grande rivoluzione nella scuola britannica da mezzo secolo e apre un dilemma sul sistema educativo anche oltre la Manica. Theresa May annuncia il ripristino e il rilancio delle "grammar school", che non sono le scuole di grammatica, come potrebbe suggerire una traduzione lessicale del termine, né in generale quelle di grado elementare, bensì un tipo di scuola selettiva, per entrare nella quale è necessario superare test di ammissione. Una scuola in cui entrano soltanto i migliori, insomma, sebbene una scuola statale, dunque gratuita, insomma per tutti. Tutti quelli più bravi, s'intende. E dunque una scuola che crea una élite. Tony Blair aveva messo al bando questo genere di scuole quando andò al potere nel 1997, perché il leader laburista riteneva che le scuole di stato non dovessero fare differenze tra i migliori e i peggiori sul piano del rendimento, in nome dell'egualitarismo e dell'interclassismo: se si separano i primi dagli ultimi a partire dalla più tenera età, era il ragionamento, le differenze sociali inevitabilmente aumenteranno. Ma la nuova premier non è d'accordo. Ritiene, al contrario, che favorire i migliori fin da quando sono piccoli, stimolarli a dare sempre di più, sia il modo giusto per incoraggiare l'aspirazione all'ascesa sociale, dunque per creare maggiore mobilità e in ultima analisi per ridurre il gap fra ricchi e poveri. Educata lei stessa in una grammar school, la May è convinta che il sistema attuale favorisca i benestanti, che possono comprare casa vicino alle scuole statali migliori, dove i prezzi degli immobili sono generalmente più alti. Centinaia di "comprehensive schools", ossia le scuole unificate, per tutti, a cui si accede soltanto in virtù dell'indirizzo di residenza, avranno l'autorizzazione del ministero dell'istruzione a trasformarsi in "grammar schools". Gli scolari del quartiere potranno ancora accedervi, ma dovranno anche loro sottoporsi a un test d'ammissione, pur ricevendo qualche punto in più per il fatto che vivono nelle vicinanze. Non tutti concordano che sia il sistema migliore. Ma Theresa May ha deciso. E la stampa nazionale parla di una "rivoluzione scolastica". Finora solo il 7 per cento della popolazione che manda i figli alle costose scuole private poteva permettersi un'istruzione di élite. Adesso potranno averla anche gli altri, gratis - a patto di superare il test di ammissione.

Attualità...
Cerca per etichetta...
Seguici su...
  • Facebook Basic Black
  • Twitter Basic Black
Archivio