SI al referendum: il confronto fra il nuovo testo costituzionale ed il vecchio


Come cambia la Costituzione

per vedere i due testi (testo vigente e testo modificato) a confronto andare sul sito dedicato del Comitato:

http://www.bastaunsi.it/cambia-la-costituzione/

StartFragmentPer riassumere le modifiche in breve:

- Il superamento del bicameralismo perfetto: l’Italia cesserà di essere l’unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e che, in sostanza, fanno le stesse cose.

Come cambia la costituzione

- Senato come camera delle autonomie: il Senato diverrà il luogo della rappresentanza delle regioni e dei comuni, che potranno intervenire direttamente nel procedimento legislativo attraverso i sindaci e i consiglieri che ne faranno parte. Il nuovo Senato parteciperà alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea e ne verificherà l’impatto sui territori.

-Divisione chiara chiari a Stato e Regioni: si eliminano le cosiddette “competenze concorrenti” e così ogni livello di governo avrà le proprie funzioni legislative. Si eviterà finalmente la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni che ha ingolfato negli scorsi 15 anni il lavoro della Corte Costituzionale. Materie come le grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia o la formazione professionale saranno di esclusiva competenza dello Stato. Alle Regioni, oltre alle competenze proprie (come l’organizzazione sanitaria, il turismo o lo sviluppo economico locale), potranno essere delegate altre competenze legislative, dando alle Regioni che ne sono in grado la possibilità di esercitare più poteri.

- Più democrazia partecipativa: il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare proposti da 150mila elettori; saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo; si abbasserà il quorum per la validità dei referendum abrogativi (se richiesti da ottocentomila elettori, non sarà più necessario il voto del 50 per cento degli aventi diritto, ma sarà sufficiente la metà più uno dei votanti alle precedenti elezioni politiche).

- Riduzione del superfluo dell’organizzazione politica: i senatori elettivi passeranno da 315 a 95 (più 5 di nomina del Presidente della Repubblica) e non percepiranno indennità; il CNEL verrà abolito; i consiglieri regionali non potranno percepire un’indennità più alta di quella del sindaco del capoluogo di regione e i gruppi regionali non avranno più il finanziamento pubblico; le province saranno eliminate dalla Costituzione.




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