Summit di Bratislava e Berlino, Renzi non è invitato


Un’occasione persa. Così definisce il vertice di Bratislava dei capi di stato e di governo UE che doveva decidere sulla questione profughi e tanto altro, ma tutto si è concluso con l’ennesimo buco nell’acqua. A puntare il dito questa volta è il premier italiano Matteo Renzi che avrebbe battuto i pugni al tavolo dei leader europei quando nel documento redatto non ha letto nulla su Africa e immigrazione, né su crescita e Europa.“Nessuna rissa, semplicemente un’occasione persa. Bratislava doveva essere la svolta, e invece è stata l’ennesima riunione finita a discutere le virgole di un documento che dice tutto e non dice nulla. Dopo Brexit l’Europa deve reagire, non tergiversare (…) Ho parlato duro quando nel documento presentato non ho trovato una riga su Africa e immigrazione, né una riga su crescita e Europa sociale. Per rilanciare dobbiamo cambiare la direzione dell’Europa, non cambiare il palazzo del summit. Si finge di non vedere che la questione migratoria non si esaurisce nell’accordo, tutto da verificare, con la Turchia. E bisogna riconoscere che l’austerity europea ha fallito mentre la politica americana di investimenti ha portato l’amministrazione Obama al record di posti di lavoro. Non è un attacco, ma solo la realtà dei fatti”. L’attacco maggiore da parte di Renzi ai grandi leader europei è per il capitolo migranti – “sull’immigrazione per il momento l’Europa ha parlato tanto e fatto poco. Noi abbiamo fatto gli hotspot, il fotosegnalamento, i salvataggi, la lotta agli scafisti. Loro hanno messo un paio di navi nel Mediterraneo che scaricano i migranti in Sicilia” – e il problema del deficit.“La Spagna ha un deficit doppio del nostro. La Francia non rispetta nemmeno Maastricht con il deficit ancora sopra il 3%. La Germania viola la regola del surplus commerciale: dovrebbe essere al 6% e invece sfiora il 9%. Nessuno chiede ai tedeschi di esportare di meno, ma hanno l’obbligo di investire di più e stiamo parlando di decine di miliardi che aiuterebbero l’intera Eurozona. Ho fatto notare questa contraddizione in modo privato prima e pubblico poi. Io non sto zitto per quieto vivere. Con me il giochino “L’Italia pensi a fare le riforme” non funziona più. Noi le riforme le abbiamo fatte, le regole sono rispettate, gli impegni sull’immigrazione ci costano in termini di consenso ma sono doverosi. E dunque ho il dovere di dire che le regole valgono per tutti. Se qualcuno vuole far tacere l’Italia ha sbagliato indirizzo, metodo e sostanza”.E contro chi, Berlino in primis, fa notare a Renzi che nonostante la critiche ha firmato comunque l’agenda europea, il premier afferma:“È finita come finisce sempre. Qualcuno pone questioni di merito, serie. E altri rispondono con il maquillage dei documenti, con le modifiche degli sherpa, con le virgole cambiate. E in nome dell’unità chiedono di dire fuori che siamo tutti d’accordo. (…) A Bratislava abbiamo fatto una bella crociera sul Danubio, tutti insieme. Ma io speravo di rispondere alla crisi provocata dalla Brexit, non solo di farmi un giro in barca”.


l presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha avuto mercoledì 28 a Berlino un incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande. I tre hanno incontrato anche la leadership degli industriali europei (Ert). All’incontro non ci sarà il premier italiano Matteo Renzi.

La cena degli industriali tedeschi

Il confronto con i big dell’economia europea si terrà in occasione della cena organizzata dallo European Round Table of Industrialist e sarà l’occasione per discutere delle principali questioni dell’agenda europea. Quello di mercoledì prossimo a Berlino «è un evento annuale ed il presidente Juncker vi parteciperà per la terza volta da quando è in carica» spiega la sua portavoce Mina Andreeva, precisando che l’incontro con la cancelliera Angela Merkel ed il presidente Francois Hollande «sarà dedicato esclusivamente allo sviluppo dell’agenda digitale e ad esso parteciperà quindi anche il commissario competente, Gunther Ottinger».



A Berlino senza l’Italia( La foto dei tre a ventotene il 28 agosto appartiene al passato).

L’esclusione del premier Renzi, di fatto, taglia fuori l’Italia dall’asse tra Germania e Francia. Un ulteriore strappo dopo la conclusione polemica del vertice informale di Bratislava della settimana scorsa quando il presidente del consiglio aveva scelto di non partecipare alla conferenza stampa con gli altri due capi di governo per dissidi sulle politiche da adottare in tema di migranti e crescita . Sul ruolo del nostro Paese in Europa dopo l’avvio della Brexit risuonano oggi le parole dello stesso premier Matteo Renzi: «Il problema - ha detto il premier italiano in un’intervista al Washington Post rilasciata nei giorni scorsi a margine dell’assemblea generale dell’Onu - è se la Germania accetterà o meno» che l’Italia prenda il posto della Gran Bretagna nel gruppo di testa dell’Ue. «Ho grande rispetto per Angela Merkel e Francois Hollande - ha aggiunto -, ma non possiamo perdere l’occasione. Carpe Diem».

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