Napolitano e Violante a Classedem: “Riforma riabilita Parlamento e democrazia”


“Se vince il referendum istituzionale, avremo la possibilità di tornare a rendere il Parlamento un luogo degno“. Lo ha affermato il Presidente emerito Giorgio Napolitano parlando ieri alla scuola di formazione politica Classedem. “C’è chi dice di votare no perché vuole difendere il Parlamento. Ma sapete – chiede Napolitano ai giovani presenti – come s’è ridotto il Parlamento? Per nove anni ho ricevuto gruppi delle opposizioni che lamentavano un Parlamento ridotto a uno straccio. Nel 2007 per la prima volta s’è votata una legge Finanziaria con un maxiemendamento di un unico articolo e 1.300 commi. Per quanti sforzi facessi, quello voleva dire uccidere il Parlamento. Ma se non si possono prevedere i tempi di approvazione di una legge, ecco scatta il maxiemendamento o la decretazione d’urgenza con il ricorso alla fiducia. Tutto questo può finire con la riforma costituzionale e la vittoria del Sì al referendum. Questa è la sostanza: riabilitare il ruolo del Parlamento“.

Nel suo intervento, il presidente Napolitano rivolge poi una critica a quelli che definisce “perfezionisti”, persone che propongono soluzioni e che poi non vogliono che a decidere sia la politica. “Se io ottenessi un testo di riforma perfetto, redatto da un gruppo di costituzionalisti, cosa difficile perché si dovrebbero mettere d’accordo, poi – osserva l’ex Capo dello Stato – sarebbe sempre il Parlamento a decidere. E’ quella la condizione per arrivare a un accordo”. Infine si concede una battuta: “Molti dicevano che, un po’ come i tacchini americani del Thanksgiving Day, i senatori non avrebbe mai approvato una riforma che prevedesse il proprio scioglimento. Invece lo abbiamo fatto“.

Sulla falsariga dell’intervento di Napolitano, anche quello del Presidente emerito della Camera Luciano Violante, sempre a Classedem: “Le grandi scelte dividono sempre. Quando si trattò di scegliere fra monarchia e Repubblica, il paese non si è diviso?”, ha osservato, citando anche i due referendum costituzionali di De Gaulle che spaccarono la Francia e le battaglie in Italia su divorzio e aborto”. Quindi ha osservato: “Stiamo parlando del futuro del nostro Paese, è su questo che dobbiamo misurarci. Noi non possiamo essere un paese in cui non succede niente, condannato all’immobilismo“. “La riforma ha l’ambizione di costruire una democrazia decidente, – ha detto ancora l’ex presidente della Camera – la democrazia non è solo rappresentanza. La rappresentanza serve a decidere“.


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