Editoriale #66:


Renzi riapre sull’Italicum (legge elettorale) e propone una Commissione unitaria per le modifiche che arriveranno in Parlamento dopo il 4 dicembre. L'Italicum deve essere modificato, per evitare la bocciatura della Corte Costituzionale ed i minimi punti su cui convergere potrebbe essere l'abolizione dei capolista (i raccomandati della segreteria) e la possibilità di apparentamento con altre liste per il ballottaggio. E' indispensabile per il premier tacitare il fronte interno (poi si vincerà con l'aiuto della destra) e per questo riapre il fronte Italicum.

Gianni Cuperlo ha colto al volo l’apertura di Renzi, “un sentiero stretto” che va però percorso, perché rompere il Pd significa rompere quel centrosinistra di governo che per lui è la stella polare nel firmamento della politica. Bell’intervento, anche drammatico: ”Se non troveremo l’unità, voterò No e mi dimetterò da deputato”. D’altra parte, Renzi voleva convincere proprio quella parte della sinistra – Cuperlo, in primis – per isolare le posizioni più irriducibili – Bersani, Speranza: e se l’obiettivo era questo, ci è riuscito. Per il momento nessuno pensa di uscire dal Pd e formare un nuovo partito come sognato dai sopravvissuti di SEL. Anche se la minoranza non ha partecipato al voto sulla relazione, si è riusciti a salvare l’unità interna, rinviando ad una nuova verifica. Meglio di niente. Per la leggendaria “resa dei conti” bisognerà attendere ancora.

L'aumento dell'Iva è stato scongiurato dal governo (da qui polemiche se il PIL nel 2017 sarà +1% o solo dello 0,6%). È quanto ha assicurato oggi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in merito alle misure previste nella prossima legge di bilancio. "Lo si fa", ha specificato Renzi, "solo se scattano le clausole di salvaguardia, ovvero se non si trovano le coperture. L'ultima volta è stato nel 2013, con me non è mai avvenuto".

Il governo, invece, punta ad intervenire sul quoziente familiare, "che al momento di fatto non esiste", ha ammesso Renzi. "Ci stiamo lavorando", ha assicurato, "è un lavoro che avrà un segnale ma poco più in questa legge di stabilità" mentre sarà necessaria una grande revisione complessiva dell'Irpef e dei redditi familiari che il governo pensa di introdurre nel 2018. "E' giusto che in prospettiva ci sia più attenzione ai figli", ha sottolineato Renzi.

Milano: elezioni del Consiglio metropolitano (Milano città ed hinterland)”. Maggioranza a centrosinistra, eletti 14 consiglieri su 24. Ognuno rappresenta soprattutto un territorio e, attraverso un sinergico lavoro di squadra, si affronteranno importanti e decisive sfide per il futuro della Grande Milano. Il positivo risultato consentirà di dare seguito ai numerosi progetti in cantiere.

Di seguito gli eletti della Lista C+ nel Consiglio Metropolitano: Mezzi Pietro,Vassallo Francesco, Censi Arianna Maria, Maviglia Roberto, Mantoan Giorgio, Bocci Paola, Buscemi Elena, Ceccarelli Bruno, Agogliati Barbara, D’Alfonso Franco Maria Antonio, Uguccioni Beatrice, Luigia Elena, Trezzi Siria, Palestra Michela, Del Ben Daniele.

Il testamento di Bernardo Caprotti, formidabile imprenditore, scomparso la settimana scorsa, è tutto da leggere, perché rappresenta il pensiero di un uomo di successo, che al termine di una vita intensissima, prende congedo dal mondo (indimenticabili i suoi scontri con le Coop rosse o bianche, con i sindacati accusati di proteggere i fannulloni), dalla famiglia con cui ha avuto terribili scontri, dagli affetti, dalla sua amata Esselunga da lui creata e portata ad un fatturato di 7 miliardi.

Questo Paese cattolico non tollera il successo”. Quanto è vero ciò che sostiene l’imprenditore brianzolo. Mentre nel mondo anglosassone se crei un’impresa profittevole sei considerato legittimamente dalla società come colui che ha dato lavoro a migliaia di famiglie, che ha arricchito la nazione, contribuendo con le imposte pagate a far funzionare la macchina dello Stato. In Italia non abbiamo evidentemente letto né assimilato Max Weber.

La cultura cattolica, combinata con la cultura comunista, considera l’uomo di successo un “trafficone”, che ha battuto i concorrenti magari con metodi poco ortodossi (il sospetto c’è sempre), fino a diventare ricco. Per cui colui che ce la fa, che ha successo mondano, si nasconde, sta in silenzio, non si vanta, per paura di essere attaccato. Siamo ben lontani dall’immaginario collettivo americano così descritto da Barack Obama, a un mese dalle elezioni: “Noi non invidiamo il successo, aspiriamo a raggiungerlo e ammiriamo chi lo ottiene. Come diceva Abramo Lincoln, “non proponiamo la guerra al capitale, ma vogliamo consentire al più umile degli uomini le stesse possibilità di arricchirsi di chiunque altro”.

Su Deutsche Bank scrive il Financial Times: A DB è stato accordato un trattamento speciale negli stress test dell’estate”. I risultati di Deutsche Bank includono ricavi per un valore di $4 miliardi, relativi alla vendita della partecipazione nella banca cinese Hua Xia, sebbene l’accordo non fosse stato completato entro la fine del 2015″. Il trattamento riservato a Deutsche Bank lascia perplessi. Dopo che Deutsche Bank è stata sottoposta agli stress test, è emerso che il Common Equity Tier 1 di capitale era sceso al 7,8% – negli stress test si contemplano i peggiori scenari di multe, bassi tassi di interesse, bassa crescita economica, in contemporanea. Senza il contributo di Hua Xia, il ratio sarebbe stato pari al 7,4%, comunque sempre al di sopra del minimo stabilito dalle autorità di regolamentazione. Tuttavia, il risultato migliore ha indubbiamente rassicurato gli investitori sempre più timorosi per l’adeguatezza dei livelli di capitale della banca”.

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