Milano città-studi come cambierà con il trasferimento dell'università nell'area Expo?



Martedi 11 ottobre si è tenuta a Milano uno affollatissimo ed animato incontro tra autorità Comunali e residenti Città Studi.

Caterina Antola (presidente Municipio zona 3) e Bruzzese assessore urbanistica municipio 3 (Città Studi):

Il consiglio del Municipio 3 vuole essere pronto a confrontarsi con la popolazione per affrontare e risolvere nel migliore dei modi con il maggior consenso possibile i mutamenti che ci aspettano nei prossimi anni. E' già stato programmato tra qualche anno il trasferimento dell'Ospedale Besta e dell'Istituto dei Tumori a Sesto San Giovanni (la cittadella della salute, dove i lavori sono iniziati) ed ora si parla del trasferimento dell'Università degli Studi all'Area Expo zona Rho. Questo vorrà dire che circa 17.000 studenti con alcune migliaia di dipendenti Università non insisteranno più in zona Città Studi. Rimarrà solo il Politecnico che forse acquisirà nuove aree per migliorare il suo CAMPUS? E come cambierà la microeconomia legata alla presenza di tanti studenti? E che si farà degli edifici dismessi?

Prof. Azzone presidente Area Expo:

Milano ha subito negli ultimi anni grandi mutamenti: Porta Garibaldi, Fondazione Prada, Darsena, Area expo, Palazzo Moda, tale da diventare locomotiva d'Italia.


L'area Expo è ritenuta da Governo, Regione lombardia, Comune di Milano un luogo ideale per insediare centri di ricerca di rilevanza mondiale per conseguire una crescita economica per il prossimo futuro. Il modello deve essere Londra e Shanghai. Milano può competere perché è una città con risorse economiche e competenze scientifiche diffuse. Milano e la Lombardia hanno un buon sistema di trasporti e la qualità della vita nel senso più lato del termine è buona (salvo inquinamento dell'aria n.d.r.). Solo Milano può diventare città Leader di un'Italia che guarda al futuro. Per l'area Expo si è affidata la stesura di un Master Plan a Consulenti esterni (Boston...) e si spera di approvarlo per fine 2017 in modo da avere i primi edifici dal 2021 (dalla sala sono partite bordate di fischi e commenti vivaci quando si è parlato di facilità di trasporto in quella "landa desolata" dove si vuole fare una "grande operazione immobiliare").

Prof. Vago Magnifico Rettore Università degli Studi Milano:

Si era pensato e valutato già da alcuni anni la possibilità di migliorare la funzionalità degli edifici esistenti ( risalenti a 100 anni fa) per le facoltà di Farmacia, Medicina legale, ecc. e questo aveva evidenziato che i costi sarebbero stati elevatissimi sia per la presenza in contemporanea dell'attuale utenza sia per i manufatti che in ogni caso con tutte le modifiche edili e servizi tecnologi aggiornati non avrebbero potuto competere con un edificio completamente nuovo sul modello di quanto realizzato in altri Paesi. Un Campus universitario con la vicinanza di prestigiosi centri di ricerca garantirebbe la miglior preparazione possibile agli studenti (vivace contestazione da parte degli studenti universitari: grandi investimenti immobiliari ma non si garantisce il diritto allo studio, e dove sono e saranno le abitazioni degli studenti in zona Expo?).

Per Maran assessore all'urbanistica del Comune di Milano:

Vi sono come minimo due problemi da risolvere:

a) come offrire nuovi spazi universitari adatti alla ricerca e validi per i prossimi cent'anni,

b) che fare degli spazi dismessi dall'università. Senz'altro non si dovrà ampliare l'edilizia residenziale ma si dovrà riprogettare e favorire l'insediamento di servizi negli edifici lasciati vacanti.





A questo proposito si ricorda la storia di successo di Lambrate da subborgo operaio e di cassaintegrati dopo la chiusura delle fabbriche a centro polivalente per il design e start up. Perché Via Celoria e limitrofe non potrebbero diventare sedi di atelier per artisti, pittori, scultori, architetti, designer o addirittura e forse meglio sedi di "studio" per la produzione di media televisivi o software house? Questi ultimi rappresentano un grandissimo business a Londra. E conclude "questo è uno dei primi incontri con la cittadinanza del Municipio 3 per progettare e costruire assieme un futuro per il BENE COMUNE".

Nota del redattore: E perché non si incontra anche la popolazione di RHO per sapere come prepararsi ad un insediamento così importante e di grande impatto sul suo territorio? Di sicuro per ora non vi è nessun progetto per gli studenti e personale dell' Università che dovrà trasferirsi, e pure i nuovi insediamenti sostitutivi per ora sono sogni. Spetta ai politici venire incontro a queste esigenze.


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