LA SITUAZIONE CONGIUNTURALE IN LOMBARDIA. 3° TRIMESTRE 2016: assestamento (sempre avanti, piano quas

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Nel III trimestre del 2016, la produzione manifatturiera lombarda ha fatto registrare una variazione congiunturale (e cioè sul trimestre precedente) di segno negativo. Questo dato, per essere interpretato in maniera soddisfacente, deve essere messo a confronto con quattro aspetti che ne definiscono i contorni. Il primo aspetto da sottolineare è che il dato, pur rientrando entro l’intervallo previsivo formulato nel trimestre precedente, si materializza nella parte inferiore della forchetta.

Questo implica che il risultato è in parte inatteso, anche alla luce del secondo aspetto da prendere in considerazione. Il secondo aspetto rimarca come il dato sembra essere in controtendenza rispetto alle previsioni effettuate dai centri internazionali e nazionali che si aspettano un III trimestre migliore del secondo, contrariamente a quanto è avvenuto in Lombardia. Il terzo aspetto è che il dato trova conferma nell’andamento degli ordini interni che sono rimasti al palo. Viceversa, quelli esteri hanno continuato a crescere e ciò ha indubbiamente contribuito a bloccare il calo della produzione. In generale si può dire che l’indice della produzione sia in sintonia con l’indicatore coincidente, che sintetizza infatti le varie informazioni. Infine, mentre il dato della produzione confligge con quello sul fatturato che si presenta in accelerazione, risulta invece essere correlato con la dinamica degli occupati che fa registrare una flessione, seppur limitata allo 0,1%, dopo quattro trimestri consecutivi di crescita. La peculiarità del trimestre, evidenziata anche dall’andamento divergente fra fatturato e produzione che comporta un calo delle scorte (fenomeno che si è puntualmente verificato), suggerisce di leggere i dati congiunturali vis-a-vis con quelli tendenziali. In questa ottica, il quadro cambia leggermente nel senso che produzione, ordini e fatturato registrano tutti segni positivi, che però nel caso della produzione manifatturiera risultano essere decrescenti rispetto al passato e nettamente inferiori a quelli fatti registrare dalle altre due variabili. Non solo, ma la stessa struttura produttiva sembra mostrare segni di cedimento nel senso che cala la percentuale delle imprese fortemente dinamiche mentre aumenta il peso di quelle con crescita fortemente negativa. Se si fa riferimento alla media dei primi 3 trimestri dell’anno, la produzione manifatturiera viaggia ad una velocità di crociera pari all’1,3%. Questo implica che difficilmente potrà replicare la performance del 2015, quando la crescita media è stata pari all’1,5%.

Il ciclo politico nazionale ed internazionale, da una parte, unitamente al rallentamento dell’economia internazionale, dall’altra, sono alla base di questi risultati non certamente brillanti. Più che di fronte ad un’inversione di tendenza ci si trova davanti ad una fase di assestamento, come testimoniano anche le aspettative che rimangono positive per la produzione per il IV trimestre del 2016. Il ciclo delle scorte sembra essere alla radice di questi risultati in attesa che il circolo virtuoso domanda aggregata-crescita prenda il sopravvento in modo da garantire una ripresa stabile e robusta sia sul mercato dei beni sia sul mercato del lavoro.



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