Editoriale #74



Partiti costretti ad allearsi

(ticket: Renzi + Pisapia per un centro sinistra vincente)

No al ballottaggio, resta il premio di maggioranza, stop anche ai capilista bloccati.

E' questa la decisione della Consulta sull'Italicum. Una decisione che porta a una legge immediatamente applicabile.

Ecco i punti sui quali si è pronunciata la Consulta:

Stop al ballottaggio, ok a premio di maggioranza - La corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall'Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 'impugnata' da un pool di legali in qualità di cittadini elettori.

E' stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti.

Non opzione ma sorteggio per capolista eletto in più collegi - La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la disposizione dell'Italicum che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione. Bocciata la possibilità di opzione per il capolista eletto in più collegi, residua il criterio del sorteggio.

E' quanto ha deciso la Corte Costituzionale sull'Italicum. "A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall'ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione". I rilievi su questi aspetti erano contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste.​ EMA (European Medicin Agency) - Proprio ieri è stata fissata una data: il 3 febbraio a Roma verrà istituita una cabina di regia per elaborare il progetto da presentare nelle prossime settimane a Bruxelles. Lo staff ristretto sarà coordinato da Marco Simoni, consigliere economico di Palazzo Chigi e membro del cda di Arexpo (la società dei terreni del sito di Expo, e si comporrà di tecnici di vari ministeri. La decisione è attesa per il consiglio europeo di giugno. Milano dovrà confrontarsi con altre due città, una tedesca ed una della Repubblica Ceca.

L’incontro di ieri sul post-Expo in Prefettura a Milano, a cui hanno partecipato fra gli altri il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ha avuto soprattutto una valenza politica. Un modo per ribadire che il governo (anche quello guidato da Paolo Gentiloni) è impegnato sul dossier (tanto quanto quello di Matteo Renzi). La candidatura in Europa per portare a Milano l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, è stata la questione centrale dalla riunione durata un’ora.StartFragment

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia, che scatterà dal 19 aprile 2017. Dovrà apparire su tutte le confezioni e si applicherà al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Ricordo che il decreto prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima in etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile. Le diciture utilizzate saranno le seguenti: “Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte”; “Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte”. Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “Origine del latte: Italia”. Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: latte di Paesi UE, se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei; latte condizionato o trasformato in Paesi UE, se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei. Se le operazioni avvengono al di fuori dell’Unione europea, verrà usata la dicitura “Paesi non UE”. Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.

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