Editoriale #85a


"Dobbiamo avere uno sguardo d'insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi".

Lo scrive il segretario del PD, Matteo Renzi, in un passaggio del suo nuovo libro "Avanti" anticipato dal quotidiano on-line "Democratica". "Se qualcuno rischia di affogare in mare - prosegue Renzi - é ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo. Cominciando, nel contempo, a bloccare lo squallido business delle partenze e il racket che gestisce il flusso dei disperati che si accalcano su un gommone nelle notti libiche alla volta dell'Europa. Ma non possiamo accoglierli tutti noi. E aver accettato i due regolamenti di Dublino, come hanno fatto gli esecutivi italiani del 2003 e del 2013, e' stato un errore clamoroso".

Renzi sottolinea che "noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio. Se ciò avvenisse sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro. Quanta vergognosa ipocrisia c'é in chi dice 'Aiutiamoli a casa loro' dopo aver tagliato per lustri i fondi alla cooperazione internazionale, risparmiando su quei progetti che avrebbero fermato, almeno parzialmente, la migrazione economica. Sono così fiero dell'aumento dei fondi per la cooperazione voluto dal nostro Governo. Del piano Africa presentato per primo da noi come Migration compact nel 2016 e poi in larga parte confluito nell'iniziativa di Angela Merkel per il G20 del 2017. Delle iniziative sull'energia di Eni ed Enel, della straordinaria forza del volontariato e del terzo settore italiano, del grande cuore del nostro paese, ma anche delle iniziative economiche. Ma vanno aiutati a casa loro. Perché l'immigrazione indiscriminata é un rischio che non possiamo correre. Sostenere la necessita' di controllare le frontiere non e' un atto razzista, ma un dovere politico". Per questo, prosegue il segretario del PD, "occorre stabilire un tetto massimo di migranti, un "numero chiuso", che, in relazione alle capacita' del sistema Paese di valorizzare e integrare in maniera diffusa, nel rispetto della sicurezza e della legalita', consenta un'accoglienza positiva e sostenibile. Il tutto, naturalmente, ribadendo la necessita' che la responsabilita' dell'accoglienza sia equamente condivisa con gli altri Stati europei. Perche' un eccesso di immigrazione non fa bene a nessuno".



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