Editoriale #86a


Piano Minniti per i migranti propone un codice etico per le ONG, farle lavorare sotto il controllo libico”.

Obiezioni: primo, le tempistiche, nell’articolo del corriere (di un mese fa circa) si parlava di 18 mesi prima che diventasse operativo; sono troppi per il numero di persone che arriva. Il processo va accelerato.

Secondo: la volontà o meno delle ONG di riportare i migranti in Libia una volta venuta meno la scusa del coordinamento italiano; ritengo questo il momento della verità per le Ong: chi è nel Mediterraneo solo per ”salvare vite” come sostenuto allora non farà problemi; chi vuole anche il trasporto in Italia allora non sta semplicemente salvando vite; in quel caso sta facendo anche traffico di persone. Molto dipenderà anche da quale governo si troverà a fronteggiare questa eventualità. La grande pecca della politica italiana è quella di insistere che la soluzione ”deve essere europea” dopo che i vari governi Monti e Letta hanno optato per la politica di ”confini aperti”. Chiedere solidarietà mentre si continua con una politica fallimentare è un modo per imporre le proprie scelte ad altri, che puntualmente nessuno accetta. La stampa se la prende spesso con i paesi del blocco Visegrad [Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, ndr.], ma per esempio il governo svizzero finanzia Moas e poi mette le guardie al confine italiano per bloccare quegli stessi migranti che Moas porta in Italia. Allo stesso modo, molte ONG sono tedesche e la Germania insiste con la Svizzera per controllare i confini.

L’Austria minaccia di mettere l’esercito. Spagna e Francia dicono no alle navi ONG nei loro porti. Lo stesso Macron ha ricordato che l’80% degli arrivi non sono rifugiati ma illegali che l’Italia deve rimpatriare. Finché l’Italia non è in grado di controllare i propri confini e fare rimpatri come dovrebbe, nessuno vorrà partecipare a questa follia, perché servirebbe solo a giustificarla ed alimentarla.

Ius Soli addio (progetto di concedere la cittadinanza italiana a certe condizioni agli stranieri nati in Italia): Il governo prende atto che non vi è la maggioranza di voti per approvare questa legge (i centristi l'hanno detto chiaro) e per sopravvivere rinvia a settembre - eufemismo per non dire... in realtà alla prossima legislatura - che sarà cestinato in caso di vittoria del centrodestra.

Legge elettorale addio. Nessuno ha interesse ad imporre una legge maggioritaria o proporzionale alla tedesca. Ormai tutti ragionano sul modello Legalicum per la Camera o Consultellum per il Senato. Solo piccole modifiche saranno disponibili.

E' chiaro che é iniziata la campagna elettorale, e che durerà 8 mesi. Tutti contro tutti perchè il proporzionale ha questa logica, salvo poi accordarsi dopo le elezioni per spartire il bottino...

E se un minuto prima delle chiusura delle registrazioni dei partiti si formasse una lista per la sinistra ed una per la destra? Chi sarà il più furbo?

Berluconi dice: mai alleanze con il PD e Con Renzi .

Alfano &company (Formigoni, Lupi, Costa ecc.) patteggiano il rientro in Forza Italia con Berlusconi: il centro destra si compatta, volente o nolente Matteo Salvini. Per andare al governo occorrono i numeri. La Lega non li ha. Parola d'ordine: largo a tutti.

Legge di bilancio 2018: in questo clima di rissa infinita e sulla carta con tre poli elettorali, (PD, M5S, e il centrodestra con il sempiterno Berlusconi) a dicembre si approverà una legge di bilancio con obiettivi minimi (per evitare una caduta del governo ed elezioni anticipate). La vera legge di bilancio sarà corretta dal nuovo governo formato dai partiti vincitori alle elezioni del 2018, ammesso che vi sia un vincitore.

Buone notizie (almeno) per l'economia: ora si parla di un PIL 2017 verso +1,4% ed un export +4%.


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