Congiuntura lombarda industria&artigianato - II trimestre 2017

Riportiamo dalla conferenza stampa di presentazione delle indagini congiunturali sulla produzione lombarda riferita al 2° trim. 2017 - a cura dell'Ufficio Stampa UnionCamere Lombardia (il 27 luglio scorso)



La produzione industriale lombarda rimane sul livello raggiunto a inizio anno, con una variazione congiunturale prossima allo zero (-0,1%). Su base annua la crescita della produzione rimane sensibile (+2,5%), come quella degli ordini (+3,9% l’interno e +5,8% l’estero) e del fatturato (+4,5%). Anche l’artigianato consegue un risultato in linea con l’ipotesi di stazionarietà dei livelli produttivi, registrando una variazione congiunturale della produzione del +0,2%. In questo contesto l’occupazione, che reagisce in ritardo rispetto alle dinamiche produttive, presenta saldi positivi sia per l’industria (+0,3%) che per l’artigianato (+0,7%). Le aspettative per il prossimo trimestre per la domanda sia interna che estera sono in flessione, pur rimanendo in area positiva, come anche le aspettative per l’occupazione. Migliorano invece le aspettative sulla produzione, segno che gli imprenditori lombardi interpretano lo stop produttivo del secondo trimestre più come fenomeno episodico che come possibile punto di svolta.


I dati presentati derivano dall’indagine relativa al secondo trimestre 2017 che ha riguardato un campione di più di 2.800 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (oltre 1.600 imprese) e artigiane (quasi 1.200 imprese).

Nel secondo trimestre 2017 si registra una decelerazione tendenziale della crescita della produzione industriale (+2,5%), e una sostanziale stazionarietà congiunturale (-0,1% dato destagionalizzato). Anche per le aziende artigiane manifatturiere si registra una decelerazione tendenziale (+2,0%) associato ad un incremento congiunturale minimo (+0,2%).

L’indice della produzione industriale, si attesta a quota 106,9 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100) a 6,3 punti percentuali dal massimo pre-crisi, a quota 113,2 registrato nel 2007. Per le aziende artigiane l’indice della produzione è a quota 95,6 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), rimanendo ancora sotto quota 100.

Da un punto di vista settoriale, la dinamica tendenziale della produzione presenta prevalentemente variazioni positive, ad esclusione del settore tessile in contrazione del 3,2%. Tra i settori in crescita spiccano il pelli-calzature (+4,5%), la siderurgia (+4,4%) e la gomma-plastica (+4,0%). Risultati soddisfacenti anche per meccanica e chimica (+3,1% entrambe) e abbigliamento (+3,0%). Seguono i minerali non metalliferi (+2,5%), i mezzi di trasporto (+1,6%), gli alimentari (+1,5%) e il legno-mobilio (+1,2%). Positivi, ma meno dinamici, i settori della carta-stampa (+0,7%) e le industrie varie (+0,3%).

Anche per l’artigianato il primo trimestre è globalmente positivo, ma quattro settori della manifattura artigiana evidenziano un calo produttivo su base annua: carta-stampa -2,2%, pelli-calzature -1,8%, abbigliamento -1,3% e legno-mobilio -1,1%. Registrano gli incrementi maggiori i settori della meccanica e della siderurgia (+4,4%), seguiti da gomma-plastica (+2,2%), manifatturiere varie (+1,4%), alimentari e minerali non metalliferi (+1,1% entrambi). Il settore tessile registra una variazione quasi nulla (+0,1%).

Lo spaccato dimensionale presenta un quadro tendenziale positivo per tutte e tre le classi considerate con risultati legati alla dimensione d’impresa, con le piccole imprese che riescono ad incrementare i livelli produttivi dell’1,7%, mentre le medie (da 50 a 199 addetti) e le grandi imprese (con oltre 200 addetti) registrano una crescita più intensa (rispettivamente +3,4% le medie e +2,2% le grandi).

Anche per l’artigianato tutte le dimensioni di impresa evidenziano una crescita della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e con intensità crescente all’aumentare del numero di addetti: se per le imprese manifatturiere artigiane con un numero di addetti compreso tra 3 e 5 la variazione è solo leggermente positiva (+0,5%), per le imprese con 6-9 addetti (+1,9%) e con 10 addetti e oltre (+3,4%) la crescita su base annua è più marcata.

Diminuisce, per l’industria, la quota di aziende in crescita (55%), rispetto a quelle in contrazione (33%) che cresce rispetto al trimestre precedente. Stabile e contenuta la quota di imprese che non registrano variazioni (15%). Lo stesso fenomeno si osserva nell’artigianato, dove è del 45% la quota di aziende in crescita e stabile al 29% quella delle aziende in contrazione. In questo caso cresce ed ha un valore più significativo la quota di imprese artigiane che non registrano variazioni (26%).

Il fatturato a prezzi correnti mantiene tassi di crescita soddisfacenti su base annua per l’industria (+4,5%) mentre la variazione rispetto al trimestre precedente è inferiore al punto percentuale (+0,5%). Per l’artigianato il fatturato cresce ancora su base annua, ma la decelerazione è più evidente su base annua (+1,6%). Dal punto di vista congiunturale il risultato è peggiore con una piccola contrazione (-0,3%).

Gli ordinativi provenienti dal mercato interno mantengono un buon ritmo di crescita tendenziale segnando un +3,9%. Come per gli altri indicatori, il dato congiunturale risulta meno soddisfacente evidenziando una decelerazione più marcata nel secondo trimestre (+0,2%). Il mercato estero segue la stessa sorte con un tasso di crescita tendenziale del 5,8% e una variazione congiunturale del +0,8%. La quota di fatturato ricavata dalle esportazioni dall’industria rimane oltre il 40%. Anche le imprese artigiane avvertono la decelerazione congiunturale della domanda interna registrando un +0,5% rispetto al trimestre precedente, risultato sufficiente a mantenere la crescita tendenziale all’1,7%. La domanda estera delle imprese artigiane mostra una maggiore tenuta, associando alla crescita tendenziale dell’1,7% un incremento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Il canale estero per le imprese artigiane svolge sempre un ruolo marginale, con la quota del fatturato estero sul totale pressoché stabile al 6,6%.

L’occupazione per l’industria presenta un saldo positivo (+0,3%) grazie ad un incremento delle assunzioni, nonostante gli effetti degli incentivi fiscali si siano esauriti, e uscite ancora ad un tasso inferiore. Considerando il dato corretto per gli effetti stagionali del secondo trimestre, l’incremento resta confermato, con i livelli occupazionali che registrano una crescita dello 0,2%. Stabile il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione che scende all’8,9%, e la quota sul monte ore all’1,2%. Anche nell’artigianato il tasso d’ingresso torna ai livelli massimi del 2015 (2,5%), mentre le uscite si fermano all’1,8%, portando a un incremento del saldo positivo (+0,7%). Per gli artigiani si riduce il ricorso alla CIG con una quota di aziende che scende al 2,5% una quota sul monte ore dello 0,3%.


Principali tabelle e grafici illustrati in conferenza stampa


Riportiamo per completezza le dichiarazioni lasciate dai presidenti di UnionCamere Lombardia (Auricchio) e di Confindustria Lombardia (Ribolla).

Infine alcune slide di scenario previsionale sull'economia lombarda, a cura di Prometeia:

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