Settore agricolo lombardo II semestre 2017


Milano, 26 Settembre 201

Dopo la crisi che ha colpito l’agricoltura regionale dalla metà del 2014 e i segnali di miglioramento emersi alla fine del 2016, il secondo trimestre 2017 conferma il consolidamento del quadro congiunturale registrato nei primi mesi dell’anno. I comparti zootecnici delle carni suine e del latte, che avevano vissuto le maggiori difficoltà negli anni scorsi, spingono adesso l’intero settore agricolo grazie a una domanda internazionale crescente in grado di sostenere le quotazioni e stimolare l’export; anche il vino conferma una situazione positiva grazie alla spinta delle esportazioni. Più difficile la situazione per le carni bovine, che risentono di un calo strutturale dei consumi, e per i cereali, le cui quotazioni continuano a essere penalizzate dall’eccesso di produzione a livello mondiale. Segnali di allarme provengono inoltre dai costi produttivi, nuovamente in aumento, e dalle condizioni climatiche che rischiano di aggravare i problemi delle coltivazioni.





L’indagine congiunturale sull’agricoltura lombarda è promossa da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, in collaborazione con le Associazioni regionali dell’Agricoltura. La metodologia di analisi è basata su interviste quali-quantitative ad un panel di aziende lombarde particolarmente rappresentative e a testimoni privilegiati del mondo agricolo organizzato e della filiera agroalimentare, in grado di fornire informazioni e indicazioni non solo sulle dinamiche congiunturali, ma anche sui trend di medio periodo.


Il secondo trimestre 2017 prosegue il miglioramento evidenziato dall’agricoltura lombarda nell’ultimo periodo, con i principali indicatori che si confermano sui livelli registrati nella scorsa rilevazione, in generale positivi; stabile anche la redditività, seppur su valori ancora leggermente negativi.

Il fatturato si conferma in crescita rispetto al 2016, anche grazie a una dinamica dei prezzi che resta favorevole, soprattutto per alcuni settori chiave della zootecnia lombarda come il lattiero-caseario e il suinicolo. Più sensibile il miglioramento della domanda nazionale, che cresce non tanto grazie ai consumi interni, ancora deboli, ma per il riflesso della situazione positiva sui mercati internazionali. La tonicità della domanda mondiale spinge anche le esportazioni agroalimentari, che per la Lombardia fanno registrare nei primi sei mesi dell’anno un significativo +10,3% (a fronte di un +5,8% a livello nazionale).

Una nota dolente proviene invece dai costi di produzione, che dopo una lunga fase decrescente nel 2017 hanno ripreso a salire, in questo trimestre soprattutto a causa del forte aumento dei prezzi degli animali da allevamento (in particolare vitelli da ristallo e suinetti da ingrasso).

Anche sul fronte climatico si registrano alcune criticità legate in particolare alla scarsità delle precipitazioni, che ha provocato problemi di siccità per le coltivazioni.

Dall’analisi settoriale emergono le seguenti evidenze:

  • per le carni suine prosegue la fase molto favorevole evidenziata nell’ultimo anno, sostenuta dagli elevati livelli raggiunti dalle quotazioni di mercato; i fattori alla base di questo successo sono la vivacità della domanda extra-UE e in particolare cinese, che mostra però i primi segnali di rallentamento, e il momento positivo vissuto dai prosciutti crudi marchiati;

  • anche il settore lattiero-caseario continua a registrare una situazione positiva, con i prezzi dei principali prodotti che si mantengono decisamente superiori a quelli di un anno fa e quantità che risultano in aumento; solo il Grana Padano, nonostante il calo produttivo, evidenzia quotazioni cedevoli;

  • tra settori della zootecnia lombarda le carni bovine rimangono quello in maggior difficoltà, penalizzato dalle nuove abitudini alimentari che ne riducono fortemente i consumi, anche se si nota una preferenza crescente verso il prodotto italiano da parte delle famiglie; le quotazioni risultano leggermente superiori a un anno fa, quando avevano però toccato un livello particolarmente basso;

  • il vitivinicolo in questi anni è stato uno dei settori più in salute dell’agricoltura lombarda, anche quando gli altri settori erano in difficoltà, e conferma tale situazione anche in questo trimestre; la dinamica dei prezzi rimane debole nonostante un lieve miglioramento, ma viene compensata dal buon andamento delle esportazioni;

  • nonostante i risultati della campagna di raccolta dei cereali autunno-vernini siano stati migliori delle previsioni, l’andamento negativo delle quotazioni di mercato continua a condizionare i risultati del settore cerealicolo, che rimane il comparto in maggiore difficoltà.


Analizzando con maggior dettaglio le risposte dei testimoni privilegiati, le valutazioni in merito all’andamento del fatturato nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente confermano la prevalenza di indicazioni di aumento già rilevata lo scorso trimestre: il 39,1% segnala infatti un fatturato in crescita a fronte del 16,4% che dichiara invece una diminuzione. L’indice sintetico risulta così significativamente positivo (+0,23) e con un valore identico a quello calcolato nella scorsa indagine, dopo due anni di segni negativi.

Sul fronte dei costi di produzione le valutazioni dei testimoni privilegiati vedono prevalere leggermente le indicazioni di aumento (9%) su quelle di diminuzione (6%), sebbene la gran parte del campioni dia un giudizio di stabilità (85%). L’indice sintetico risulta quindi solo lievemente positivo (+0,02), ma conferma gli aumenti rilevati nei due trimestri precedenti certificando quindi la fine della fase discendente delle spese produttive.

Ancora molto positivi risultano invece i giudizi sulla domanda di mercato nazionale, che viene considerata superiore alla norma dal 57% del panel intervistato, a fronte di un 21% che la giudica debole: l’indice sintetico risulta così pari a +0,36, proseguendo il trend crescente evidenziato dal secondo trimestre 2016.

Tali valutazioni si riflettono nei giudizi in merito all’andamento degli affari dell’azienda, con un indice sintetico che si conferma su valori leggermente negativi (-0,04, in linea con gli ultimi due trimestri), ma comunque superiori a quanto registrato dalla metà del 2014 alla metà del 2016.

L’andamento del settore di appartenenza si conferma positivo (+0,15 l’indice sintetico), anche se in leggero rallentamento rispetto a quanto registrato nei primi tre mesi dell’anno (+0,19). Il risultato complessivo è la sintesi dei punteggi elevati evidenziati dai comparti dei suini (+0,64), del latte (+0,43) e del vino (+0,40) e dei valori negativi relativi ai cereali (-0,44), agli ortaggi (-0,33) al florovivaismo (-0,17) e alla carne bovina (-0,10).



Secondo le anagrafi camerali sono 46.387 le imprese attive in agricoltura in Lombardia alla fine del secondo trimestre 2017, con una variazione del -1,5% su base annua. Si tratta di una diminuzione in linea con quella dello scorso trimestre, entrambe dovute al picco di cessazioni registrato a inizio anno: si è così interrotta la tendenza al miglioramento evidenziata dalla demografia imprenditoriale agricola dal 2014 al 2016.

Regione Lombardia , Unioncameren collaborazione con le Associazioni regionali dell’Agricoltura:

Confagricoltura, CIA, Coldiretti, ARAL, Assolatte, Legacoop Agroalimentare e Fedagri Confcooperative

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