Milano: Città Studi cambia. Il Politecnico si rinnova su progetto di Renzo Piano

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Sono consigliere di Municipio 3 dal giugno 2016, e non essendo un urbanista ho seguito silente in tutti questi mesi la vicenda "Città Studi", leggendo con curiosità i documenti, i blog, gli articoli di giornale, i commenti sui social dei cittadini nei gruppi di lotta a salvaguardia di un patrimonio quale è Città Studi.


Nella serata di lunedi 27 novembre l'aula consigliare ha ospitato un incontro promosso dal Municipio 3 con il rettore del Politecnico Resta che ha illustrato molto bene gli interventi di riqualificazione urbana del Politecnico su molte "parti" di città studi. Tutti interventi certo che servono alla comunità dei numerosi studenti che scelgono di studiare in questo meraviglioso Ateneo dove anche io ho avuto la fortuna di studiare. So bene quindi quali sono da sempre le difficoltà che incontrano gli studenti ora che l'Università non è più come 40 anni fa un privilegio per pochi, ma è una necessità di molti, un'opportunità che oggigiorno non riguarda più un'élite di privilegiati. La più grande di tutte è stata da sempre la disponibilità di aule. Lo ricordo benissimo quando seguivamo i corsi di elettrotecnica nella platea del teatro Leonardo Da Vinci, non si vedeva nulla, con quella lavagna a fogli mobili in cui il professore disegnava i circuiti più grandi possibili e non ci stavano.... oppure la cronica mancanza di aule studio, tra Trifoglio e la Nave, i due edifici "ombelico della mia laurea", che ho adottato cioè come casa durante i 6 anni (ahimè 1 anno sono stato fuori corso) degli studi universitari.


Poi anni dopo è successo che il Politecnico per mancanza di spazi ha delocalizzato parte degli studenti in Bovisa, una scelta dolorosa che ha però consentito agli studenti che sono venuti dopo di me, una vita universitaria più agevole, aule più tecnologiche, un'esperienza formativa decisamente migliore.


Mi sono emozionato molto quando il Rettore Resta ha spiegato il progetto di Renzo Piano, un bellissimo progetto che prevede la fruizione da parte della cittadinanza di due piazze nuove attualmente sede di parcheggi e palazzi vetusti, nell'ombelico della mia laurea.


E poi ancora, la ristrutturazione del centro sportivo Giuriati, che ha una pista che si sbriciolava già ai miei tempi, il nuovo parchetto su via Golgi/Bassini che aprirà prossimamente a studenti e cittadini, e i nuovi edifici con aule e laboratori nuovi.


Infine, la parte più importante. Il Rettore si è detto interessato a utilizzare, restaurandoli, parte degli edifici eventualmente lasciati liberi dalla Statale nel suo tanto temuto trasferimento a Rho, in area Expo. Certamente non tutti, ma il Rettore mi ha colpito quando ha detto: "non so dove mettere gli studenti"... E subito ho ripensato a quei giorni passati al teatro Leonardo a cercare di interpretare dei circuiti disegnati su un fogli a 60 metri da me. "Abbiamo scalato di 100 la classifica degli atenei, vogliamo costruire un futuro agli studenti che verranno competitivo con le migliori università del mondo". Chi può dire di no a 80 milioni di investimenti sul nostro territorio?


Certo è comprensibile la preoccupazione di quei cittadini che vedono il trasferimento dello Statale a Expo come una minaccia: legittimi interessi di chi vive città studi, di chi magari ha una casa da affittare, un esercizio commerciale da portare avanti, un posto di lavoro dietro casa.Come tutti sanno, se la Statale confermasse il proprio interesse per il sito Expo, lo farebbe per una ragione importante: costruire un nuovo polo universitario tecnologicamente avanzato e garantire agli studenti che verranno l'eccellenza.


Quello che è poco comprensibile invece sono stati gli interventi populisti dei politici della minoranza, lega, e soprattutto cinque stelle, pronti a cavalcare queste preoccupazioni per ostacolare la strada dell'innovazione. Strada che loro, quando governano, non hanno mai il coraggio di intraprendere (pensiamo a Raggi e alle occasioni perse dalla città di Roma, come lo Stadio, le Olimpiadi e tutte le cose a cui loro sanno solo dire NO).


Noi diciamo SI, e cerchiamo di governare il cambiamento, come abbiamo fatto ieri, facendo incontrare i protagonisti. Sono molto orgoglioso del lavoro fatto da Caterina Antola, la nostra Presidente e dall'Assessore Bruzzese, che hanno organizzato questo incontro.


Un'ultima parola su Antonella Bruzzese. Durante l'assemblea coi cittadini, c'è stato un consigliere delle cinque stelle che ha fatto un attacco personale, accusandola in sostanza di conflitto di interessi, cosi come avevano fatto già un anno fa con una mozione poi ritirata (o forse no) in cui chiedevano le dimissioni dell'Assessore. A lei, che ha fatto un lavoro egregio mando il mio profondo grazie. grazie perché ha deciso di impegnare 5 anni della propria vita per l'interesse della cittadinianza, al servizio de #lazonacheamo, del Municipio 3, di tutti noi, con serietà competenza, dedizione e passione.

E' tutta qua la differenza: noi, democratiche e democratici chiamati al governo della città, mettiamo nei ruoli di responsabilità persone capaci con la passione delle cose comuni e come unico interesse quello di servire i cittadini, mentre loro, le cinque stelle e i populisti in generale, prendono degli stewards dallo stadio e li candidano alla Presidenza del Consiglio.


Riformismo o Populismo. Siamo sempre li!



Filippo Andrea Rossi

Vice Presidente Consiglio di Municipio 3

Via Sansovino 9

mailto:filippo.rossi@comune.milano.it

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