City life of Milan





Anch’io c’ero, come si dice quando si raccontano eventi fondamentali per la vita di una città. Di una città che, nonostante la batosta dell’Ema, si rialza e riparte come ha sempre fatto. E ci mostra che lavorando duro ed insieme, è possibile costruire magnifici quartieri.

La sera del 30 novembre c’è stata l’inaugurazione, in grande stile, di CityLife Shopping District, il più grande centro commerciale urbano d’Italia. Il Centro è la parte più visibile di un complesso progetto di riqualificazione di una zona, un po’ defilata rispetto al Duomo e alle vie del centro, ma che ha significato molto, e per decenni per l’Italia: l’area dove un tempo sorgeva la Fiera Campionaria di Milano, uno dei passati centri nevralgici per la crescita del paese dopo le due guerre mondiali.

E’ facile arrivarci: basta prendere la linea 5 della metropolitana milanese, la lilla per intenderci, e scendendo alla fermata Piazza Tre Torri, salire una scala e trovarsi nel cuore della piazza, dove sorgono due dei tre grattacieli previsti ed il centro commerciale.

Non vi voglio, però, raccontare la storia che ormai tutti conoscono di questo progetto, ma solo una parte sicuramente meno conosciuta, ma non per questo meno fondamentale.

Riassumendo l’intero progetto riguarda un’area complessiva di intervento di 366.000 mq. Il piano di trasformazione prevede un insieme articolato e bilanciato di future funzioni pubbliche e private, fra residenze, uffici, shopping, servizi, aree verdi e spazi pubblici, infatti l’intervento di riqualificazione del Quartiere storico di Fiera Milano consiste nella realizzazione di 7 lotti a destinazione prevalentemente residenziale, di 1 lotto per la Piastra Commerciale da cui si innalzano le 3 torri dedicate al business ed infine un ampio parco pubblico, con una estensione pari a circa 160.000 m2.

Ma è il cuore tecnologico quello che a noi interessa.

Anticipando il futuro, che sarebbe arrivato a brevissimo, City Life ha fatto propria la spinta verso l’utilizzo di energia prodotta in maniera sostenibile, portata avanti in questo territorio cosi peculiare. La ricchezza di acqua sotterranea presente nel territorio milanese ha consentito un suo utilizzo massiccio sia per il raffrescamento che per il riscaldamento di edifici pubblici e privati. Oltre naturalmente a fornire acqua potabile a tutti i suoi abitanti.

L’innovazione caratteristica di questo particolare progetto, è che è basato su un concetto di utilizzo “Condominiale” delle acque, che prevede una unica dorsale di alimentazione, a cui sono allacciati tutti i pozzi di presa, dalla quale si dipartono autonomamente le linee di alimentazione degli impianti a servizio delle diverse unità. Tale sistema distributivo nasce dalla necessità, sia per l’esistenza nell’area di vincoli territoriali sia per meglio modulare i picchi di fabbisogno.

In dettaglio la rete di approvvigionamento idrico risulta estremamente articolata essendo dotata di una serie di vasche di accumulo sia a servizio dell’uso principale che di quelli secondari. Tale sistema di vasche svolge molteplici finalità tra cui quella di minimizzare il prelievo di acque nel periodo di massima richiesta, di garantire autonomia di erogazione anche in presenza di bassa portata di esercizio dei pozzi, di modulare la portata di scarico ai corpi recettori finali, che sono il fiume Olona ed in caso di indisponibilità dello scarico in acque superficiali nei tre pozzi di resa.

Quindi la climatizzazione estiva ed invernale degli edifici del settore residenziale e della piastra commerciale è garantita interamente tramite impianti a pompe di calore alimentate da acqua di falda ed a valle di questo utilizzo prevalente le acque sotterranee sono riutilizzate per l’alimentazione delle cassette WC dei servizi igienici, per l’irrigazione dei giardini privati delle residenze e del parco pubblico e per il reintegro dei raffreddatori evaporativi delle Torri.

Questo sistema modulare porta tutte le portate a smaltire in una vasca centrale di smistamento verso i possibili scarichi finali o riutilizzi condominiali. Dalla vasca di resa centrale si dipartono i circuiti finali di resa e recupero, come la tubazione di scarico in pressione nel fiume Olona ed il circuito di reimmissione in falda tramite 3 pozzi di resa.

Sempre tenendo presente il risparmio idrico, peculiarità ulteriore di questo progetto, e per non caricare eccessivamente il fiume Olona il secondo utilizzo per l’innaffiamento del parco pubblico presenta notevoli vantaggi, come la riduzione del volume d’acqua da restituire al fiume ed evitare la costruzione di nuovi pozzi ad uso esclusivo dell’irrigazione del Parco, con conseguenti aggravi del prelievo locale dalla falda.

Quindi la prossima volta che ci andate guardate consapevolmente come sia stato possibile riqualificare un’area e nello stesso tempo migliorare l’ambiente.


Quest’articolo nasce da un’intervista al Dott. Efrem Ghezzi, fautore del progetto per la parte relativa all’utilizzo dell’acqua di falda e titolare dello studio Idrogeotecnico Applicato , uno dei più importanti studi di Milano in merito alla riqualificazione di aree e che opera in campo geologico ambientale dal 1964.



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