MDP e la sinistra scissionista: Marx addio, si ritorna a Robespierre?


Sinistra, 'liberi e uguali': ecco l'ultima bozza del simbolo elettorale

Sinistra, 'liberi e uguali' avrà candidati in tutti i collegi uninominali. Obiettivo doppia cifra nel proporzionale


Con Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema e Nichi Vendola leggermente più defilati nel fermo immagine della futura lista, tocca ai “giovani” leader dei tre partiti contraenti del nuovo patto elettorale provare a disegnare il profilo della nuova forza.

Per Civati, che dedica una battuta al leader di Campo progressista Pisapia, “Giuliano, dove Ca…mpo vai con Alfano”, bisogna riscoprire laicità e uguaglianza, “parole antiche, non vecchie”. Fratoianni rassicura sul pericolo nostalgia e mette paletti sulla leadership: “La radicalità di cui abbiamo bisogno – avverte – non è affare della cosa rossa o di questa o di quella personalità”. Applauditissimo Speranza, “siamo il movimento del lavoro, parliamo dello sfruttamento, la parola precarietà non basta più”, afferma. E chiude la porta definitivamente al discorso alleanze di centrosinistra: “Se qualcuno pensa a stampelle e liste civetta guardi da un’altra parte”.

Salvo colpi di scena e improbabili ripensamenti dell'ultima ora, il nome della lista unitaria della sinistra guidata da Pietro Grasso sarà "liberi e uguali". Affaritaliani.it pubblica in anteprima l'ultimissima bozza, che potrà comunque subire modifiche, del simbolo che troveremo sulla scheda elettorale il prossimo anno. Nessuna bandiera nel logo che non conterrà nemmeno la parola sinistra. In compenso la scritta sarà di colore rosso vivo su sfondo rosa.

Anche se manca la conferma ufficiale, è ormai scontato che il leader sarà il presidente del Senato. Mentre Laura Boldrini, presidente della Camera, deciderà dopo l'approvazione della Legge di Bilancio se aderire a Campo Prossista di Giuliano Pisapia, sempre più vicino al Pd, o se entrare in "liberi e uguali".

Sicura la ricandidatura di Pierluigi Bersani mentre c'è ancora un punto di domanda su Massimo D'Alema che, dicono, avrebbe preferito un sistema con le preferenze. Comunque delle liste se ne parlerà dopo il 12 dicembre. La base di partenza della lista di sinistra è il 6-7% con l'obiettivo doppia cifra, ovvero superare il 10%. I candidati di "liberi e uguali" saranno presenti in tutti i collegi uninominali d'Italia, Camera e Senato, quindi nessuna desistenza a favore del Pd. Anche se da Articolo 1 sottolineano come "la vera partita si giocherà sul proporzionale".

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