Badanti e welfare : lo Stato risparmia 6,7 mld


da Enrico Netti /IlSole24Ore

Assistere gli anziani a casa, un impegno concreto e ininterrotto per quelle famiglie che si dedicano a supportare i genitori nel momento più fragile e delicato della loro vita. Un impegno costante e continuo che non conosce pause e soste, affidato alla disponibilità, anche economica, dei figli e al supporto di una badante, presenza che si rivela sempre più indispensabile. Da queste scelte delle famiglie lo Stato riesce a ottenere un risparmio di quasi sette miliardi, per la precisione 6,7 miliardi l’anno. È quanto rivela l’analisi «Il valore del lavoro domestico» realizzata dalla Fondazione Leone Moressa con Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) che ha calcolato le principali voci di spesa che fanno capo alle famiglie e i costi previdenziali. Arrivando alla conclusione che i nonni non ricoverati in istituto aiutano a far quadrare i dissestati conti della previdenza. Nel nostro paese nel 2016 erano poco più 900mila le badanti impiegate presso le famiglie di cui quasi il 42% con un regolare contratto di lavoro. Stimando un rapporto uno a uno si può così ipotizzare che i senior non autosufficienti che vivono a casa siano circa 910mila. L’alternativa al continuare a vivere tra le mura della propria abitazione sarebbe invece il ricovero in una struttura assistenziale, in una casa di riposo. In questo caso il costo medio pro capite, secondo il rapporto 2016 della Ragioneria generale dello Stato, arriverebbe a quasi 19mila euro l’anno. Si supererebbero così i 17,1 miliardi l’anno di spesa per l’assistenza ad anziani in strutture dedicate. Tra le altre poste da considerare c’è l’Indennità di accompagnamento (Ida) assegnata dall’Inps a tutti coloro che non sono in grado di muoversi autonomamente o sono incapaci di compiere gli atti della quotidianità. Problematiche gravi e invalidanti legate, per esempio, a malattie degenerative e croniche come l’Alzheimer o l’artrite reumatoide. Il rapporto Inps 2017 indica in 1,6 milioni gli over 65 che percepiscono questa indennità con una spesa pari a 10,5 miliardi. Qualora tutte queste persone fossero ricoverate in strutture perderebbero il diritto all’accompagnamento. Anche eliminando questa voce il sistema paese riesce ad ottenere un risparmio miliardario grazie alla scelta delle famiglie di tenere presso di se i parenti più anziani. Cosi nel 2016 le famiglie italiane hanno speso complessivamente per le quasi 910mila badanti in regola e “irregolari” ben 6,7 miliardi di salari a cui si devono aggiungere altri 671 milioni di contributi e Tfr. Il conto dell’assistenza raggiunge così i 7,3 miliardi e da questa stima sono escluse altre spese variabili come il vitto e l’alloggio. «Nonostante le sanatorie (le ultime nel 2009 e 2012 ndr) abbiano fatto emergere molti lavoratori irregolari, la presenza “in nero” rimane molto forte - segnalano i ricercatori della Fondazione Moressa e Domina -. Rispetto a dieci anni fa il lavoro nero è meno diffuso tra coloro che convivono con l’assistito e svolgono molte ore di assistenza». In Italia, come in altri paesi del Sud Europa, c’è la preferenza ad affidare ai congiunti l’onere di prendersi cura dei senior. Infatti rispetto ad altri paesi dell’Unione in Italia si registra il minor numero di anziani ricoverati in strutture residenziali: circa l’1,6% contro una media europea intorno al 5 per cento. Invece nei paesi scandinavi uno su due opta per le residenze per anziani. Il modello di assistenza diretta sembra ora perdere smalto a seguito delle scelte politiche che mirano a contenere i costi garantendo, oltre a una migliore qualità della vita, il supporto domiciliare. In Italia invece questa scelta è fatta dai singoli che optano per la figura della badante: nell’arco di un decennio il loro numero è più che raddoppiato come è cresciuto parimenti il rapporto tra over 65 e badanti. Nel 2016 ci si attesta al 28,4 per mille contro il 12,5 del 2007. «L’esperienza di altri paesi, su tutti Francia e Belgio, dimostra che un maggior sostegno alle famiglie da parte dello Stato può favorire l’emersione del nero e, di conseguenza, un aumento del gettito fiscale» rimarcano i ricercatori.

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