Martin Lutero: una prospettiva storica


Durante il Medioevo il Papato mantenne sostanzialmente un atteggiamento equidistante fra i diversi Paesi europei. Si poteva parlare di una sorta di Onu ante litteram. Un soggetto che risultava idoneo per svolgere arbitrati tra le diverse potenze. Allo stesso tempo, il Vescovo di Roma, con la sua azione, conferiva legittimazione ai diversi Capi di stato. Da sottolineare come il Regno di Francia mantenne una propria autonomia da Roma grazie alla Prammatica Sanzione di Bourges (1438): nello specifico l’episcopato del Regno francese era completamente emancipato, in campo religioso, dal Papa romano.

Da un punto di vista prettamente politico tale contesto europeo, unito alla postura (al di sopra delle parti) del Papato, garantiva a quest’ultimo buoni margini di manovra. Ma nella seconda metà del ‘400 sorse un nuovo soggetto politico dall’unione dei Troni di Aragona e Castiglia: la Monarchia spagnola. Il nuovo Stato fece della religione cattolica uno strumento per rendere più forti le proprie giovani istituzioni. Per creare una coscienza nazionale, attorno ad un’unica religione, in un paese appena sorto, e sostanzialmente non omogeneo linguisticamente e culturalmente. Tutto questo ebbe riflessi anche sulla politica estera spagnola.



La Monarchia iberica, oltre ad essere uno stato “giovane” e composito, scontava anche un altro punto debole: una posizione geografica periferica in Europa. Tutto ciò influenzò notevolmente l’approccio internazionale spagnolo. Senza contare che nel 1516 divenne Re di Spagna Carlo II, il quale allo stesso tempo fu Imperatore del Sacro romano impero (1519), col nome di Carlo V. Questo significava che la Monarchia spagnola, da una posizione europea periferica, controllava l’area germanica, la Boemia, i Paesi Bassi spagnoli (sostanzialmente l’attuale Benelux) e parte della Penisola italiana; senza contare la colonizzazione del continente americano.

L’unico “collante” per queste diverse aree geografiche non poteva che essere la religione cattolica viste le notevoli differenze linguistiche e culturali, date appunto dalla non vicinanza geografica. Inoltre questo nuovo e potente Stato, per le sue stesse dimensioni, metteva in discussione gli equilibri europei. Allo stesso tempo il Papato si ritrovò a identificarsi, almeno ideologicamente, con la Spagna. Conseguentemente la religione acquisì un ruolo primario nelle questioni politiche. Fu in queste circostanze che prese avvio la riforma luterana.

Martin Lutero nacque ad Eisleben (Sassonia) nel 1483. Entrò nell’Ordine degli agostiniani, studiò teologia e insegnò poi questa materia all’università di Wittemberg. Il distacco da Roma avvenne in merito alle “indulgenze” di Leone X. Il frate agostiniano sosteneva un rapporto diretto tra il fedele e Dio, e riconosceva solo il Battesimo e l’Eucarestia come sacramenti.

Il frate era sostenuto da una parte dei Principi tedeschi e in particolare da Federico III di Sassonia, il quale gli diede protezione. Fu proprio l’appoggio materiale, di parte dei Principi tedeschi, a rendere possibile uno sviluppo positivo della Riforma luterana. Poiché il Monaco agostiniano fu accusato di essere un eretico da papa Leone X mentre l’imperatore Carlo V lo invitò alla Dieta di Worms (1521) per ritrattare. Lutero rifiutò e si consumò quindi una rottura politica all’interno del Sacro romano impero: l’Imperatore, ligio all’uso della religione cattolica come “strumento” politico, trattò il Monaco come un eretico da perseguire, diversamente parte dei Principi tedeschi gli diedero rifugio, nello specifico in Sassonia.


Si può affermare che, in un’epoca in cui la religione aveva assunto una connotazione politica, una parte dei Principi tedeschi intravide nell’opera di Lutero un modo per identificare maggiormente i propri Stati, per crearvi una coscienza nazionale e uno strumento di autonomia politica dalla volontà di egemonia cattolica dell’Imperatore. Insomma se Carlo V usò il cattolicesimo i Principi risposero con il luteranesimo (Lega di Smalcalda 1531).

Non è un caso che lo stesso Lutero si scagliò violentemente contro le diverse rivolte del periodo che nell’area germanica cercarono di mettere in discussione lo stato di diritto, con la violenza. Esso si schierò apertamente con i Principi.

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