Come gli iscritti al Labour Party britannico scelgono i loro candidati al Parlamento

Il Rapporto Collins: la riforma del Labour Party in sette punti

Il primo punto toccato dalle proposte del Rapporto Collins riguarda il legame tra Labour e sindacati. Due sono gli obiettivi dell’intervento, da un lato confermare la struttura federale del Labour ix dall’altro redere tale legame più trasparente. A tal fine il Rapporto Collins propone di chiedere esplicitamente agli iscritti dei sindacati la sottoscrizione di un secondo contributo chiamato “affiliation fee” per diventare un membro affiliato del Labour. Questa aggiunta non recide il legame statutario tra Partito e unions ma evidentemente ha un effetto sulla capacità dei sindacati di intervenire nelle procedure di selezione per candidature;

il secondo tema del Rapporto Collins è denominato “Un legame più stretto con i sindacalisti“ e si occupa di descrivere i diritti che dovrebbero essere propri di questa nuova categoria di affiliati la Labour. in pratica a chi decide di sottoscrivere la quota di affiliazione individuale ulteriore, diventa un “affiliated Labour supporter” . Oltre che ai membri dei sindacati, tale diverso grado di affiliazione al Labour riguarderà anche chiunque volesse aderire al Labour senza diventare un “full member” del partito (in questo caso si chiameranno “registred supporters“). I supporter affiliati ed i supporter registrati avranno il diritto di votare nella selezione della leadership e del Vice leader, partecipare alle attività del Partito ricevere informazioni e materiale e partecipare alle primarie chiuse decise del Partito. Non avranno il diritto di partecipare alle elezioni per le cariche interne del Labour ne quello di rappresentare il partito in quanto delegati (ad esempio alle Conference);

il terzo punto è la trasformazione del metodo di selezione della leadership del Labour. La proposta di riforma abolisce il cosiddetto “Electoral college” con un sistema che prevede l’elezione della leadership (e del Vice) con il sistema OMOV (one man one vote) integrale, l’abolizione del voto multiplo, e l’allargamento del diritto di voto anche alla categoria dei supporter affiliati e supporter registrati. Questi ultimi dovranno registrarsi come supporter, firmando una dichiarazione di adesione al Partito e per votare dovranno pagare una apposita quota per partecipare alla selezione della leadership determinata dal NEC;

il quarto punto, collegato al precedente, mantiene al gruppo parlamentare del Labour il diritto di nominare e preselezionare i candidati per la leadership, a tal fine viene aumentata al 15% dei membri del Labour alla Camera dei Comuni la soglia per poter essere preselezionatixiii;

quinto punto una serie di misure più penetranti per regolare i processi di selezione. Il compito di queste misure, essenzialmente regolative, è quello di consentire una certa equità tra i candidati ed evitare che differenti condizioni economiche di supportoxiv determinino una disparità nella campagna sopratutto per la selezione dei candidati al Parlamento;

il sesto punto introduce, per la carica di Sindaco di Londra, l’utilizzo delle elezioni primarie per la selezione del candidato laburista. Questa proposta, lanciata da Ed Miliband nel discorso di St. Bride in realtà si accompagnava di una seconda proposta che era quella di fare le primarie anche per le constituencies dove il candidato laburista avesse perso nelle elezioni del 2015. Questa seconda parte della proposta di Ed Miliband non ha avuto il supporto necessario ed è stata messa da partexv, almeno per il momento, mentre la vicenda londinese è andata a buon fine. Il dibattito sulle primarie ha visto moltissime articolazioni del Labour esporre la propria contrarietàxvi, ma nel caso di Londra si è deciso di procedere per il valore nazionale della selezionexvii e perché questo poteva essere considerato un buon test per eventuali usi estensivi delle primarie stesse. Connesso al tema primarie sono tutta una serie di regole che riguardano:

– l’organismo di selezione dei candidati a Sindaco: su questo tema si è deciso di modificare la situazione precedente in cui i candidati alla carica (auto nominati) venivano sottoposti ad una intervista del London Selection Board composto da 4 membri del NEC e 4 membri del Comitato Regionale londinese del Labour. Dice il Rapporto, che però le primarie non devono nè escludere la membership del partito nè escludere il NEC dato il valore nazionale della selezione londinese. Ai CLP londinesi ed alle organizzazioni affiliate di Londra viene affidato il compito di selezionare i candidati tramite un numero minimo di nominations per potersi candidare; la preselezione (shortlisting) dovrebbe rimanere in capo ad una Commissione mista NEC Comitato regionale londinese;

– l’elettorato passivo: l’elettorato passivo per queste primarie viene determinato, oltre che dai membri del partito, dai supporter affiliati, cioè cittadini londinesi aventi diritto di voto, a cui viene chiesto di sottoscrivere la registrazione (che implica la messa a disposizione del Labour dei propri dati sensibili) e il pagamento di una quota apposita;

– il service delle primarie: riguardo il service delle primarie è interessante notare il fatto che le primarie si svolgeranno tramite il voto on-line (o postale su richiesta) organizzato tramite una società indipendente;

– le ” norme di sicurezza”: sui poteri di salvaguardia il Rapporto affida a due commissioni nazionali del Labour il controllo sul numero di adesioni per evitare crescite sospette.

– il potere di revoca delle primarie: sono affidati al NEC, senza riserve, tutti i poteri di annullare e rinunciare alle primarie qualora l’organismo ritenga ciò necessario; l’ultimo punto del Rapporto poi tende a sviluppare un piano di rafforzamento dei CLP al fine di aumentare la forza del Labour nei vari collegi ed anche per uniformarne l’azione a livello nazionale quanto più possibile ad esempio nelle campagne da sostenere.

Concludendo: il senso degli interventi di riforma

Ai fini del dibattito italiano è sorprendente notare una grande differenza ed una grande somiglianza. La differenza che balza agli occhi è l’enorme ruolo che nel dibattito e nel lavoro del gruppo dirigente laburista viene dato al partito in quanto tale. Qui la storia probabilmente gioca il suo ruolo, perché il Labour Party è una comunità politica da più di 100 anni, essendo stato fondato nel 1900. Il ruolo del partito nel processo di formazione della linea politica è immensamente più rilevante che da noi, lo stesso dicasi delle facoltà concesse agli iscritti specialmente per quanto riguarda il delicato momento di selezione del candidato parlamentare. Rilevantissimo è il ruolo ed il peso della Conference, come massima istanza del partito, e del NEC, il massimo organismo dirigente del partitoxxi, per non parlare del gruppo parlamentare a cui oltre a tutti i poteri di decisione sulla linea del partito in Parlamento, spetta anche la facoltà di convocare la Conference nel caso in cui non ritenga più di voler sostenere il Leader.

Altrettanto interessante è la similitudine con un pezzo il dibattito politico italiano: nello slogan laburista One Nation e nelle sue argomentazioni tenute dalla leadership si notano convergenze notevoli con il dibattito sul partito della nazione in Italia. Così come è evidente il tentativo di andare oltre la propria tradizionale base di riferimento con la creazione dei “supporter registrati” anche se la soluzione adottata dai laburisti è più simile alla creazione di una seconda modalità di iscrizione piuttosto che la semplice apertura alle primarie.



https://www.pandorarivista.it/articoli/la-riforma-del-labour-party-britannico-una-strada-interessante-e-originale/

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