Concluso il Forum di Davos: chi resta campione della globalizzazione...?

Il meeting annuale del World Economic Forum si è aperto lo scorso martedì 23 gennaio con il discorso del presidente Xi Jinping, seguito poi via via dagli altri potenti della terra.


XI JINPING: “LA CAUSA DEI PROBLEMI NON E’ LA GLOBALIZZAZIONE”... Il presidente Xi Jinping si è di fatto posto come difensore della globalizzazione e del libero mercato. Nonostante non abbia mai menzionato Trump, il presidente eletto Usa è stato chiaramente il bersaglio di alcune sue affermazioni. “Nessuno esce vincitore da una guerra commerciale. Praticare il protezionismo è come chiudersi in una stanza buia: vento e pioggia restano fuori, ma anche la luce e l’aria”, ha detto. “Qualcuno critica la globalizzazione per il caos del mondo, ma la causa dei nostri veri problemi sono le guerre e i conflitti”.


"FRANCE IS BACK"

L'intervento di Emanuel macron in francese ed inglese ha impressionato i partecipanti. Perfino Donald Trump, durante un incontro con i rappresentanti di 15 grandi imprenditori europei (Daimler, Volvo, Inbev, Total, Nokia-Microsoft, Hasbc, Adidas, Statoil, Bayer...) ha espresso parole di stima. Il Presidente francese è riuscito a sviluppare una relazione speciale con gli Stati Uniti, rubando questo ruolo di consueto riservato alla Gran Bretagna.

Macron ha così lanciato una opzione per il ruolo guida dell'Europa futura prossima...


BIDEN: “LA RUSSIA E’ LA PIU GRANDE MINACCIA ALL’ORDINE INTERNAZIONALE” Nel suo ultimo discorso ufficiale prima di lasciare l’incarico, il vice presidente Usa ha descritto la Russia come la più grande minaccia all’ordine mondiale liberale e ha sottolineato che Washington deve lavorare con l’Europa per resistere a Vladimir Putin. “Sotto il presidente Putin la Russia sta lavorando con ogni mezzo per minare alle basi il progetto europeo, testare le debolezze delle nazioni occidentali e tornare a una politica definita da sfere di influenza”, ha detto. “La Russia proverà a interferire nel processo democratico che vedrà quest’anno molti paesi europei al voto, continua Biden, e lo scopo è chiaro: far crollare l’ordine internazionale liberale”. Ha poi esortato Trump, pur non nominandolo in modo diretto, a rispettare l’articolo 5 dell’Alleanza atlantica (definita pochi giorni fa “obsoleta” dal presidente eletto), che vincola gli stati membri a un “dovere sacro”: se uno di questi viene attaccato, è come se venissero attaccati tutti gli altri...

IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO SULLA SIRIA Il Ministro degli esteri iraniano, Mohammad Jafad Zarif sulla Siria: “Non ci sono soluzioni militari in Siria. Dobbiamo provare a mettere fine al massacro e andare avanti, prima di tutto attraverso il dialogo fra i siriani. Speriamo che il cessate il fuoco comprenda tutto il paese; ovviamente i terroristi, Daesh, Isis e al-Nusra, ne sono esclusi, ma speriamo che tutte le parti che hanno firmato l’accordo, così come i gruppi di opposizione armata e il governo siriano, saranno presenti ad Astana (dove si terrà il vertice del 23 gennaio prossimo per i colloqui di pace in Siria), con la prospettiva di mettere fine alle ostilità e iniziare un percorso politico”.

L’INTERVENTO DI LAGARDE Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, chiamata a rispondere su come una migliore distribuzione della ricchezza possa rispondere all’avanzata populista nel mondo, durante il panel intitolato “Squeezed and angry: how to fix the middle-class crisis”, ha affermato che le riforme da adottare sono prima di tutto fiscali e strutturali. “Ma deve essere un processo granulare, regionale, focalizzato su ciò che le persone ne ricaveranno, e probabilmente significa più redistribuzione di quella che abbiamo oggi. Le disuguaglianze eccessive sono state un freno alla crescita sostenibile”.

IL PUNTO DI VISTA DI PADOAN Disuguaglianze che sono alla base di un mondo polarizzato e diviso, dal punto di vista politico, sociale ed economico, dunque estremamente complesso da governare per i policy maker, secondo il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, intervenuto al panel “Leading in divided times”. “Da dove vengono le divisioni? Dall’insoddisfazione dei cittadini verso il loro presente e le prospettive future, dall’enorme differenza fra ricchi e poveri e dalla distanza fra cittadini e politica”, ha detto. “I cittadini sostengono che i provvedimenti politici siano inutili, nella migliore delle ipotesi. Quindi la loro risposta ai provvedimenti è negativa. È il periodo del no. I leader devono avere il coraggio di fare provvedimenti efficaci, anche se dolorosi nel breve termine e di dichiarare una visione per i prossimi venti o trent’anni”...

DONALD TRUMP IL "SAGGIO E PRAGMATICO" VENUTO A LUSINGARE E SOLLECITARE I CAPITALISTI AD INVESTIRE NELLA SUA PATRIA

"Non è mai esistito un tempo migliore per investire negli Stati Uniti". Naturalmente il Presidente ha esaltato la sua riforma fiscale e la sua ondata di deregolamentazione senza precedenti. Ha ripetuto la sua volontà per una politica commerciale aperta, a patto che sia equa e reciproca. L'assemblea ha applaudito educatamente. Inoltre ha ribadito "Noi stiamo facendo un buon lavoro". Questo ha riassicurato tutti...

L’EDITORIALE DEL NEW YORK TIMES “Il World Economic Forum ha aperto l’annual meeting dei più ricchi e potenti del mondo, sullo sfondo delle rivolte contro le élite globali” e si domanda “se questi campioni dorati della globalizzazione ora sceglieranno di affrontare le disuguaglianze o se continueranno a mangiare e bere come al solito. Ma affinchè Davos sia qualcosa di più, deve affrontare davvero la globalizzazione, e andare oltre le sue solite banalità sul costruire un sistema dinamico, inclusivo e multi-stakeholder di governance globale”...

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