Editoriale #101


Salvini vs Berlusconi 1-0. Sabato 24 marzo sono stati eletti i due nuovi presidenti di Camera e Senato: sono rispettivamente Roberto Fico, del Movimento 5 Stelle, e Maria Alberti Casellati, di Forza Italia. Sono stati eletti grazie a un accordo tra Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. La loro elezione è arrivata dopo alcuni giorni di tensione tra Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Berlusconi aveva inizialmente tenuto duro sul nome di Paolo Romani, ma in seguito alle pressioni della Lega di Matteo Salvini è stato costretto a cambiare candidato e a proporre Casellati. Secondo esperti e giornalisti, questo voto rende più facile un futuro accordo tra Movimento 5 Stelle e centrodestra per formare un governo.

Pentastellato della prima ora, mai troppo amico di Di Maio e fermo oppositore dell'alleanza con la Lega (fino a ieri), Roberto Fico rappresenta l'anima ortodossa del Movimento. Laureato in Scienze della Comunicazione, è uno dei fondatori dei primi meetup di Beppe Grillo, a Napoli, nel 2005. All’epoca, ricorda il Corriere, si arrabatta tra i lavori di tour operator, operatore di call-center, responsabile della comunicazione per un ristorante, importatore di tessuti dal Marocco...

Dopo la laurea all’Università di Trieste con una tesi dal titolo 'Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana', e di aver conseguito successivamente un (misterioso) Master in 'Knowledge management' con i 5 Stelle è stato nominato membro della Commissione di Vigilanza Rai, ma soprattutto è il punto di riferimento degli ortodossi e di chi vuole mantenere un presidio contro eventuali derive a destra... Che si verificano puntualmente, sia sui temi dell’immigrazione, sia su quelli delle alleanze. Anche nella gestione interna del Movimento, Fico prova a ritagliarsi un ruolo, appunto, da ortodosso, cercando di fare in modo che M5S resti fedele alle intenzioni delle origini, con una gestione collegiale e democratica.

All'epoca della nomina a capo dell'ufficio politico di Luigi Di Maio è protagonista dello strappo alla festa di Rimini 2017, dove si rifiuta di salire su palco, salvo tornare nei ranghi dopo un duro confronto con Grillo. Secondo il Corriere è un modo per premiarne la fedeltà, ma anche di depotenziarlo e dissuaderlo da prese di posizioni polemiche nel caso, ormai decisamente probabile, di alleanze politiche con la Lega Nord...


Maria Elisabetta Alberti Casellati è la prima donna a salire sullo scranno più alto di Palazzo Madama, la seconda carica dello Stato. Avvocato matrimonialista, di Rovigo, classe 1946, sposata con un collega, due figli, nonna appassionata. Fedelissima di Berlusconi, a cui deve il suo ingresso in politica fin dalla fondazione di Forza Italia nel 1994, dove ha ricoperto vari incarichi. Capogruppo a Palazzo Madama e dal 2002 al 2005 vice capogruppo vicario. Tra il 2006 e il 2008 nuovamente vice presidente degli azzurri al Senato con Renato Schifani presidente. La Casellati può vantare nel suo curriculum anche di aver fatto parte del Csm per due anni come membro laico in quota Forza Italia. "Un'esperienza che ha rappresentato un arricchimento autentico e di straordinario valore", ha detto al momento delle dimissioni giovedì scorso. Nel governo ha ricoperto i ruoli di sottosegretario alla Salute e alla Giustizia in tre legislature. E il suo impegno si è profuso anche a varie riprese nella difesa dei diritti delle donne, dalle quote rosa alla legge sullo stalking. E' favorevole alla riapertura delle case chiuse, convinta del fallimento della legge Merlin. Curata nell'aspetto, ma senza esagerare. Avrebbe detto che non potrebbe mai uscire senza eyeliner, di detestare le unghie lunghe e le bocche colorate. 'Ma gli occhi devono essere sempre truccati'.

Inizia Salvini a dare le carte di questa seconda mano:

«Via legge Fornero e spesometro, giù tasse e accise, taglio degli sprechi e spese inutili, riforma della scuola e della giustizia, legittima difesa, revisione dei trattati europei, rilancio dell’agricoltura e della pesca italiane, Ministero per i disabili, pace fiscale fra cittadini ed Equitalia, autonomia e federalismo, espulsione dei clandestini e controllo dei confini. Noi siamo pronti, voi ci siete?».

Salvini non ha reclamato nulla per la Lega, ma è ovvio che l’ambizione è la presidenza del Consiglio del nuovo governo. Sembra che accordi non ce ne siano stati, sarebbe corretto un appoggio del Movimento 5 Stelle a Salvini. Ma se l’appoggio debba comprendere anche Forza Italia? Questo complicherebbe lo scenario per il Movimento 5 Stelle, accordo difficile da giustificare all’elettorato. Basta aspettare che gli idealisti decantino per permettere di soprassedere a certi scrupoli e per "la ragion di stato"; il Paese ha bisogno di leader e movimenti elettoralmente premiati al timone della Repubblica.

Oltre la riforma delle pensioni Fornero del 2011.

L’aumento dell’età di pensionamento può ridimensionare gli effetti macroeconomici negativi dell’invecchiamento. Abbassare l’importo delle pensioni, invece, può «contrastare in misura molto limitata tali effetti macroeconomici. Al contrario, la riduzione del tasso di sostituzione tenderà a contrastare in misura molto limitata tali effetti macroeconomici, mentre l’aumento delle aliquote contributive tenderà di fatto ad esacerbarli”. Così scrivono gli economisti della BCE che in parole povere significa no a interventi che puntino su una maggiore flessibilità in uscita in cambio di un calcolo meno favorevole dell’assegno previdenziale, sì invece ad aumenti dell’età del ritiro...

Salvini: "Un incremento del bilancio dello stato oltre il 3% non è un tabù" (l'importante è trovare chi ti presta i soldi...). I vincitori delle elezioni 2018 non parlano mai di come ridurre il pauroso debito pubblico italiano. Da vent'anni circolava la voce in tutti gli ambienti politici che il politico capace di ridurre il deficit pensionistico avrebbe terminato lì la sua carriera. La classe politica e sindacale a questo scopo trovarono dei tecnici Monti e la Fornero per fare il mestiere sporco. Ora, chi deve fare il mestiere sporco di ridurre il deficit pubblico italiano? Il nord Europa non dorme nel timore di dover pagare i debiti degli indolenti sud-Europei.

Austria neutrale: nessuna espulsione.

A seguito dell'ondata di espulsioni di diplomatici russi da parte di Gran Bretagna, Usa, Francia, Germania, Italia (solo due), l'Austria ha invece fatto sapere che non espellerà nessun diplomatico: "sosteniamo la decisione di richiamare l'ambasciatore dell'Unione Europea, ma non prenderemo alcuna misure a a livello nazionale", hanno detto in una dichiarazione congiunta il cancelliere Sebastian Kurz e ministro degli Esteri Karin Kneissl. "Vogliamo mantenere aperti i canali di comunicazione verso la Russia", hanno specificato, aggiungendo che l'Austria è "un paese neutrale e si considera un costruttore di ponti tra Oriente e Occidente". L'Austria è membro dell'Unione europea, ma è ufficialmente neutrale e non fa parte della Nato. Il premier conservatore Kurz è stato in Russia alla fine di febbraio e, con il suo alleato di coalizione, l'estrema destra del Partito della Libertà, ha stretto un "patto di collaborazione" con il partito Russia Unita del presidente Putin.

Trump con i dazi perdona l'Europa e bastona la Cina accusata di "unfair trade". Sono previsti dazi per 60 miliardi sulle importazioni dalla Cina che risponderà a tono. Che fine faranno i miliardi Buoni del tesoro americani in acquistati dai cinesi per finanziare l'altissimo debito pubblico americano?


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