Editoriale #107



La "guerra mondiale commerciale" ha inizio: USA vs Cina.

Come nelle attese, il presidente statunitense Donald Trump ha approvato dazi su una lunga lista di prodotti Made in China per un valore di circa 50 miliardi di dollari. La mossa di Trump è arrivata dopo vero e proprio vertice con i suoi più stretti consiglieri della Casa Bianca e con alcuni dei massimi responsabili della sicurezza nazionale, del Tesoro e del dipartimento al commercio.

Una riunione durata circa 90 minuti in cui sono state confermate tariffe del 25% su un lungo elenco di beni che la Cina esporta in Usa . La lista stilata riguarda 800 prodotti contro i 1.300 categorie stimati la scorsa settimana, a partire da quelli tecnologici.

Ma non finisce qui. Donald Trump ha già minacciato dazi su altri 100 miliardi di dollari di prodotti cinesi, oltre a una stretta sugli investimenti di Pechino negli Usa che dovrebbe essere annunciata il 30 giugno.

Non si è fatta attendere la risposta della Cina. Pechino ha imposto un dazio del 25% su 659 beni diversi Usa in particolare del settore agroalimentare ed automobilistico per un ammontare di 50 miliardi di dollari.

La notizia sulla nuova stangata cinese è arrivata in contemporanea all’allarme del Fondo Monetario Internazionale, che, nell’analisi annuale condotta dall’istituto di Washington sull’economia Usa, si è spinta fino a citare il rischio di una possibile recessione. Il messaggio è che l’insieme dato dal taglio alle tasse e dall’aumento della spesa pubblica “causeranno un rialzo del deficit federale oltre il 4,5% del Pil entro il 2019. Si tratta di quasi il doppio rispetto al deficit di solo tre anni fa”.

Secondo gli esperti dell’Fmi, “una politica fiscale prociclica cosí forte è abbastanza rara nel contesto americano e non si è vista sin dall’amministrazione Johnson negli anni ’60”. Essa “aumenterà i rischi per gli Stati Uniti e l’economia globale”.

Non è poi mancato un riferimento alla guerra dei dazi innescata dagli Usa. Il Fondo monetario internazionale boccia la politica commerciale americana e torna a invitare gli Stati Uniti e i suoi partner “a lavorare insieme in modo costruttivo per ridurre le barriere commerciali e per risolvere i disaccordi commerciali e sugli investimenti senza ricorrere a dazi e ad altre misure”.

Trade war Usa vs UE: in corso trattative per impedire dazi su autovetture europee (specie tedesche).

Non volevamo trovarci in questa posizione, ad ogni modo, la decisione unilaterale e ingiustificata degli Stati Uniti di imporre dazi su acciaio e allumino alla Ue non ci ha lasciato altra scelta”, ha spiegato ieri la commissaria per il Commercio, Cecilia Malmstroem, sottolineando che “le regole del commercio internazionale che abbiamo sviluppato negli anno mano nella mano con i nostri partner americani, non possono essere violate senza una reazione da parte nostra”.A fronte di misure statunitensi che colpiscono esportazioni per 6,4 miliardi, la Ue per il momento risponde solo con contromisure su 2,8 miliardi di euro di importazioni a stelle e strisce. Il resto del ribilanciamento, per altri 3,6 miliardi, avrà luogo in una fase successiva, nell’arco di tre anni o dopo che il Wto avrà risolto la controversia tra le due parti. Le misure, precisa ancora la Commissione, resteranno in vigore fino a quando lo saranno quelle statunitensi.



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