Allarme di Patuelli (Abi): “Italia a un bivio, rischia la fine dell’Argentina se non sceglie l’Europ


Inflazione (% scala verticale), anno 2017/2018 ( scala orizzonatale)

Il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana all’assemblea annuale dell’associazione manda un chiaro messaggio al governo Lega-M5S

L’Italia si trova davanti a un bivio, scegliere più Europa o «finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani», come nel caso dell’Argentina. E’ netto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione bancaria, a cui partecipano anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. «La scelta strategica - scandisce Patuelli - è quella di partecipare maggiormente all’Unione Europea» con un «maggior impegno nelle responsabilità comuni».

Secondo il presidente dell’associazione bancaria «l’Unione ha bisogno di un rinnovamento e di un nuovo inizio: vogliamo un’Europa della democrazia e della solidarietà». Non invece un’Europa in cui, come avviene oggi, «vengono messi in discussione i principi e le regole della società aperta, del mercato libero, regolato e competitivo». E a questo progetto deve contribuire anche l’Italia, che oggi può dire la sua grazie al lavoro del presidente della Bce Mario Draghi, le cui politiche monetarie «hanno favorito la ripresa e salvato la Repubblica nella gestione del debito pubblico il cui peso, altrimenti, sarebbe caduto drammaticamente sulle imprese e sulle famiglie italiane». Nella sua relazione il presidente dell’Abi chiede dunque al governo di andare avanti con le riforme: «L’Italia deve ammodernare le sue spesso vetuste normative, allineandole ai migliori standard europei».

«L’aumento dello spread mette a rischio i risparmi degli italiani»

C’è un altro tema che preoccupa sia Patuelli sia Visco, e cioè l’aumento dello spread, il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi. «Ogni aumento dello spread impatta su Stato, banche, imprese e famiglie rallentando la ripresa», dice Patuelli. «Mantenere condizioni ordinate sul mercato dei titoli di Stato è indispensabile - aggiunge il governatore di Bankitalia - per difendere la stabilità del sistema finanziario e tutelare efficacemente il risparmio degli italiani».


Visco: «Servono prudenza e lungimiranza sui conti pubblici»

Il governatore Visco mette inoltre l’accento sulla stabilità dei conti pubblici. «Politiche di sostegno della domanda - dice riferendosi chiaramente alle politiche economiche del governo - vanno dosate con cura, ponendo attenzione all’equilibrio dei conti pubblici e alla necessità di tenere sotto controllo la dinamica del rapporto tra debito e prodotto». Per Visco «sarebbe rischioso basarsi solo su di esse nel tentativo di uscire dalla trappola della bassa crescita in cui l’Italia si trova da lungo tempo e di tornare su un sentiero di sviluppo duraturo e sostenuto». Per questo servono «prudenza e lungimiranza» per evitare crisi e tensioni. Anche perché oggi - «con le riforme che hanno perso slancio» - davanti a una nuova crisi «saremmo molto più vulnerabili di quanto lo eravamo dieci anni fa», spiega il governatore. In Italia e in Europa dunque «restano ancora da completare le riforme avviate per ridurre le fragilità messe in evidenza dalla crisi».


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