Editoriale #110


A Mirafiori bandiere a mezz'asta il giorno della scomparsa di Sergio Marchionne

Tito Boeri, presidente dell'INPS, a riguardo del decreto legge 'Dignità' ha punzecchiato il ministro dello sviluppo economico: “Affermare che le relazioni tecniche esprimano un giudizio politico, come ha fatto il ministro Di Maio,” significa “perdere sempre di più il contatto con la crosta terrestre, posizionarsi su orbite lontane dal nostro pianeta”... “Vi sono ampie ragioni, sia teoriche che empiriche – ha affermato – per ritenere che il provvedimento possa avere, almeno inizialmente, un impatto negativo sull’occupazione”. Ha difeso le previsioni di 8.000 posti di lavoro in meno già da quest'anno, che anzi “possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato”. Ma al ministro Di Maio interessa evidentemente più il consenso dei suoi elettori, che non lo 'sviluppo economico'...

Sebbene il sottosegretario all’economia Bitonci giudichi «esagerate le critiche» degli industriali veneti e di Zaia, che saranno accontentati con una serie di agevolazioni la prossima settimana, le perplessità dei maggiorenti leghisti sulle norme volute dai pentastellati rimangono. Quando Di Maio lanciò il decreto, a Salvini fu chiaro che si trattava del tentativo grillino di rispondere politicamente allo strapotere mediatico conquistato dal titolare degli Interni con l’immigrazione. I suoi ministri gli fecero peraltro notare che il provvedimento aveva addirittura «un’impronta cigiellina, visti i consulenti che hanno collaborato alla sua stesura».

Il rischio di soffocare la ripresa - PIL previsto in decrescita sia quest'anno sia l'anno prossimo.

Se così fosse, la soluzione metterebbe in sordina le perplessità che accomunano i ministri leghisti ai detrattori del provvedimento: la preoccupazione che le nuove norme sul lavoro possano soffocare la già timida ripresa, il rischio che invece di garantire stabilità all’occupazione si favorisca l’aumento del lavoro nero, e poi la prospettiva di un abbassamento dei livelli occupazionali contemplata nella relazione di accompagnamento al decreto. Pure è inevitabile, come dice Salvini, che «verranno momenti difficili» sulla TAV, sul TAP, sulla pedemontana veneta, sulla legge di stabilità, dove la Lega vorrà dare risposta (anche) agli industriali.


Dazi: trump dichiara una "nuova fase" di tregua commerciale con l'Europa

Più che una pace, un armistizio. Il vertice di mercoledì fra Donald Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è chiuso con una dichiarazione che congela la guerra commerciale fra i due. Almeno per ora. Trump non imporrà nuovi dazi sull’import di automobili dalla UE, prospettiva che aveva mandato nel panico l’industria europea (con conseguenze stimate, in negativo, fino a 45 miliardi di dollari). La UE, dal canto suo, si impegnerà ad aumentare gli acquisti dagli USA in settori come agricoltura ed energia, oltre a collaborare con Washington per «risolvere le questioni relative ai dazi su acciaio e alluminio, e le loro ritorsioni». Sul lungo periodo l’obiettivo è di arrivare addirittura a un regime di «zero dazi, zero barriere e zero sussidi sui beni industriali», anche se nessuna delle due parti in gioco ha fissato scadenze. Trump non è nuovo a sbalzi di umore, come testimoniano anche le “trattative” condotte finora contro il suo principale avversario economico del momento, la Cina.


La TAV Torino-Lione

Nelle bozze di accordo tra M5S e lega si parlava di sospensione dei lavori in corso del tunnel italo-francese, opera dal costo complessivo di 8,6 miliardi suddiviso fra UE (40%), Italia (35%) e Francia (25%), mentre già si era ridimensionato rispetto alle versioni dei giorni precedenti l’assalto all’altra grande opera invisa ai grillini, il terzo valico ferroviario fra Genova e Milano. La bozza finale - dopo tensioni, polemiche e correzioni di rotta - stralcia completamente il riferimento al terzo valico e sulla Torino-Lione dice che «ci si impegna a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia». Ma vi sono di mezzo penali miliardarie, e comunque miliardi già spesi e che andrebbero dunque vanificati. E se la Francia minacciasse il divieto all'ingresso dei TIR italiani più inquinanti ed andasse ad imporre il trasporto su ferrovia? (come di fatto hanno imposto dieci anni fa gli svizzeri a tutta la UE sul San Gottardo con un referendum? ormai il nuovo tunnel di base - gioiello di ingegneria civile e ferroviaria che collega Milano e Zurigo a 300 e più km/h - è già pronto e quasi completamente attivo). Il problema è sempre stato l'opposizione delle popolazioni della Val di Susa, che avevano già subito la costruzione di una autostrada nel fondovalle con effetti devastanti sulla piccola proprietà terriera, senza contare gli sconquassi ecologici.


L'ILVA di Taranto

Dopo aver dichiarato che la gara (indetta dal precedente governo PD) per il sito siderurgico di Taranto è stata "un pasticcio", il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha aperto al ministero un (nuovo) tavolo di confronto con ben 62 sigle tra associazioni, enti locali e soggetti vari (in totale una platea di oltre 500 persone): “Il tema è sempre lo stesso: per anni ci sono state tante parti del Paese che non sono state ascoltate. Arcelor Mittal ha chiesto di voler spiegare il piano a tutti gli stakeholder”. ArcelorMittal ha già chiesto a tutti di spiegar le proprie ragioni e ha deciso di presentare una sua proposta migliorativa per l’acquisto dell’impianto siderurgico, ma, proprio in considerazione del tavolo aperto a 62 soggetti diversi, ha inviato una lettera al ministro precisando di non essere stata informata di ciò e sottolineando comunque un’apertura al dialogo e la necessità di un percorso “condiviso”...

Il sindaco di Taranto Melucci l'ha definita una sceneggiata ed ha rifiutato di parteciparvi. L'ILVA perde ormai oltre un milione di euro al giorno, ma all'azionista principale, che per ora resta lo Stato, rappresentato oggi da Di Maio, interessa incassare il dividendo del consenso propagandistico più ampio possibile sulla pelle dei dipendenti e degli ecologisti. Pagherà lo Stato, come d'altornde sta facendo da decenni con i forestali calabresi e siciliani...


Rallenta la crescita della produzione industriale lombarda nel II trimestre

Incremento congiunturale dello 0,3%. Su base annua la produzione aumenta del 3,9%, in linea con la variazione dello scorso trimestre (+3,7%). Primi segnali negativi provengono dagli ordini, sia interni (-0,3% la variazione congiunturale) che esteri (-0,1%). Il fatturato è ancora positivo e accelera rispetto allo scorso trimestre (+1,6% congiunturale). Più positivo il risultato dell’artigianato, con un incremento congiunturale dei livelli produttivi dello 0,7% e una variazione tendenziale del +2,7%, ancora vicina alla crescita media annua del 2017. In questo contesto l’occupazione, che reagisce in ritardo rispetto alle dinamiche produttive, rafforza i segnali di recupero già manifestati negli scorsi trimestri con tutti gli indicatori significativamente positivi.


Accordo Fincantieri-STX Saint Nazare

Leonardo (Finmeccanica) rischia di essere totalmente esclusa. Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire sarà a Roma mercoledì e giovedì per incontrare il collega Giuseppe Tria e in agenda ci sarà anche l’ingresso di Fincantieri nei cantieri STX Saint-Nazaire. Cantieri che sono tornati al cento per cento in mano francese e da due settimane hanno recuperato il loro nome originale, Chantiers de l’ Atlantique...

Appena eletto il presidente francese Emmanuell Macron sconfessò l’accordo raggiunto dal suo predecessore Hollande con l’Italia che prevedeva l’ingresso nei cantieri francesi di Fincantieri. Dopo una trattativa serata si era finalmente arrivati ad un accordo: 50% a Fincantieri e il 50% alla STX, che però ha concesso un 1% in affitto per 12 anni agli italiani, che hanno così il controllo operativo dei cantieri, ma sotto sorveglianza francese per quanto riguarda garanzie occupazionali e assetti strategici. Il suo 50% la Francia lo ha così suddiviso: il 33% allo Stato, il 10% a Naval Group, il 2% ai dipendenti di Saint Nazaire e il resto ai fornitori dell’indotto della regione. “Da parte francese, si moltiplicano le esitazioni. In particolare, si pone il problema della presenza accanto a Fincantieri del suo fornitore storico, Leonardo, alla pari col suo concorrente Thales, (ben tre volte maggiore) che di Naval Group è azionista. La prevalenza italiana sul versante civile spingerebbe i francesi ad avere più controllo sul capitolo militare, cosa non scontata per gli italiani, anche se, per quanto riguarda i ricavi militari, Fincantieri (con 1,1 miliardi di euro) pesa un terzo di Naval Group (3,3 miliardi che arrivano dai sommergibili e dalle navi militari fornite a tutto il mondo).


Infine, l'Air Force Renzi ...

Di Maio e Toroninelli si sono ritrovati insieme a mostrare a tutta la stampa nazionale in grande spolvero l'Airbus voluto da Renzi per i voli ufficiali della presidenza del consiglio italiana con una spesa di oltre 100 milioni di euro e mai usato. Tutta la propaganda grillina era stata rodata per amplificare questo spreco del "mitomane" dell'ancien régime... Mancava solo che mostrassero lo champagne ed il caviale ancora fresco per i fortunati viaggiatori. Dovranno ora dire quanto costeranno i viaggi di stato all'estero - specie quelli transcontinentali - affittando di volta in volta un aereo di linea. Renzi ha definito il tutto una bufala, ed in parte è vero, ma avrebbe comunque fatto meglio a non scialacquare soldi pubblici in viaggi di rappresentanza di dubbia utilità contingente in un periodo in cui gli italiani sono ultimi in quasi tutte le classifiche europee...



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