Editoriale #112


Non c’è solo la lira turca ed il peso argentino in caduta libera ad impensierire i mercati finanziari, ma anche la corona svedese che ha perso il 22% contro l'euro dal 2012.

Diversi i motivi che stanno mettendo in crisi la divisa di Stoccolma. Politici, prima di tutto. Gli svedesi andranno alle urne il prossimo 9 settembre con i sondaggi che danno in testa alle preferenze il partito nazionalista e anti immigrazione del Paese.

Non solo. Sul fronte internazionale, la Svezia sta soffrendo più degli altri paesi la guerra commerciale contro gli Usa, in quanto Paese tradizionalmente votato alle esportazioni. Tutto questo avviene a pochi giorni dalla riunione della banca centrale, la Riksbank, che prenderà una decisione sul costo del denaro, tre giorni prima che gli svedesi si rechino alle urne.

Tra gli analisti, l’ipotesi prevalente è che venga posticipato l’aumento dei tassi di interesse in attesa che l’inflazione si stabilizzi intorno al 2%. Ad oggi infatti i tassi d’interesse praticati nel Paese scandinavo si attestano intorno al -0,5%. Un loro eventuale incremento potrebbe aiutare la divisa nazionale a recuperare valore.


Diciotti, ecco perché i migranti “in fuga” sono una buona notizia per Salvini. I 50 eritrei andati via dal centro di Rocca di Papa: legittimo andarsene, ma non andare in un altro paese, dopo essere stati registrati; sono solo la punta di un iceberg. Ogni anno, decine di migliaia di richiedenti asilo e “irregolari” sfuggono ai radar italiani per finire in altri paesi europei, come Germania e Francia. Facendo infuriare gli alleati della stessa Lega.

Di loro si sono perse le tracce e il ministro degl'Interni Matteo Salvini ha colto l'occasione per polemizzare con i cosiddetti 'buonisti': “Erano così bisognosi di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati?”...

Secondo Eurodac, nel 2017, su circa 633mila richiedenti asilo registrati nei vari paesi europei (non solo Ue), oltre 257mila, ossia il 40%, avevano già presentato una domanda d'asilo in un altro Stato. Una percentuale simile a quella del 2016 (49%), ma nettamente superiore al 2015 (31%). A conti fatti, se è vero che la maggioranza dei migranti che arrivano in Europa sbarca in Italia, Grecia e Spagna, è anche vero che chi arriva da noi cerca di (e molto spesso ci riesce a) fuggire in un altro Stato dell'Ue, dalla Germania alla Francia.


Il decreto dignità non fa il miracolo.

Dopo il calo di giugno, la stima degli occupati a luglio 2018 registra ancora una lieve flessione dellea componente fmminile (-0,1% su base mensile, pari a -28 mila unità). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%.

Su base annua, a luglio l’occupazione cresce dell’1,2%, pari a +277 mila unità. L’espansione interessa uomini e donne e si concentra tra i lavoratori a termine (+336 mila); in ripresa anche gli indipendenti (+63 mila), mentre calano in misura rilevante i dipendenti permanenti (-122 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+381 mila) e i 15-34enni (+42 mila) mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-146 mila). Al netto della componente demografica si stima un segno positivo per l’occupazione in tutte le classi di età.

Nei dodici mesi, a fronte della crescita degli occupati si rileva il calo dei disoccupati (-9,1%, pari a -271 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,7%, -92 mila).


La guerra commerciale continua...

Trump firma con accordo con il Messico, minaccia il Canada e la Cina che sarà costretta a rivalersi se gli Stati Uniti implementeranno nuove misure tariffarie. Questo l’avvertimento che lancia il ministero del commercio cinese, mentre le due maggiori economie mondiali rimangono ancora in bilico con l’intensificarsi della guerra commerciale. I mercati globali sono arrivati ad un punto di rottura dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato nuove tariffe per altri $ 200 miliardi di importazioni cinesi.“Se gli Stati Uniti, a prescindere dall’opposizione, adotteranno nuove misure tariffarie, la Cina sarà costretta a introdurre le necessarie misure di ritorsione”. Ma l'economia americana vola con un Pil al +4% .

Vaccini obbligatori per tutti gli alunni da subito. Ripensamento :24 Ore dopo il tutto è rinviato a 9 mesi. Infatti la maggioranza ha presentato un nuovo emendamento nel quale resta l’obbligatorietà dei vaccini ma è ancora consentita l’autocertificazione…insomma resta l’”obbligatorietà facoltativa”.Questo da Governo del cambiamento si dimostra sempre più essere il Governo del ripensamento.La lobby plebea ed antiscientifica nel governo non demorde.


La Libia brucia, ma l'Italia si guarda bene dall'aiutare il vicino a spegnere l'incendio. Salvo poi piangere lacrime amare per l'immigrazione selvaggia da quel paese controllato da " nuovi mercanti di schiavi" e per l'emarginazione italiana a favore della Francia per il controllo del Mediterraneo. Una colonia, come il regno delle due Sicilie non ha diritto ad avere una politica estera autonoma. Incredibile, ma è vero che alcune associazioni cattoliche ed umanitarie prosperano nel dissolvimento di uno stato invece di concorrere al ristabilimento dello stato di diritto.


ILVA TARANTO: L'agonia sarà lenta e lunga. Di Maio, sindacati, politici, imprenditori, (Arcelor-Marcegaglia) esultano: tanto, come sempre, la sopravvivenza della più arrugginita acciaieria europea sarà pagata dallo stato italiano... Una fabbrica ormai fuori mercato il cui unico capitale è costituito da circa 11.000 dipendenti, ostaggio di pescecani sempre più affamati di aiuti statali. Solo dei supermen avrebbero potuto chiudere in un ragionevole lasso di tempo gli altiforni, (per evidenti ragioni ecologiche, se non economiche) e finanziare una diversificazione industriale per ricollocare la manodopera in esubero. Tutti, italiani e francesi, hanno vinto con i soldi dello stato, o della UE, che è lo stesso (c'est plus facile!...)

Ma l'UE aveva subordinato l'OK alla vendita di ILVA ad ArcelorMittal alla realizzazione di un ampio pacchetto di misure correttive, sotto forma di cessioni, “che permetterà di mantenere una concorrenza effettiva sui mercati siderurgici europei, a vantaggio dei consumatori e delle imprese”, scrive Bruxelles. Gli impianti in vendita si trovano in Belgio (Liegi), nella Repubblica ceca (Ostrava), in Lussemburgo (Dudelange), in Italia (Piombino), in Romania (Galati) e nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (Skopje). la Commissione UE ha tenuto a precisare che “secondo gli impegni, gli impianti siderurgici saranno venduti ad uno o più acquirenti che continueranno a gestirli e a svilupparli, in modo che possano effettivamente competere con ArcelorMittal”. In altri termini, “la vendita di impianti ad acquirenti che progettino di chiuderli in futuro non sarebbe una soluzione accettabile”...



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