Il DEF piace anche a sinistra. Da Emiliano e Fassina: "OK al governo"


"Il Pd non puo' difendere interessi lobbistici e i poteri forti, deve tornare a essere un partito di popolo. C'e' da chiedersi come e' possibile che nel passato la sinistra ufficiale non sia riuscita a fare manovre del genere. Probabilmente ha pensato che la manovra sugli 80 euro fosse sufficiente". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando della manovra varata dal Governo.


"Qualcuno mi dice: come fai a stare nel Partito Democratico se critichi tutto quello che il Pd fa? Ma se il Pd e' diventato un'altra cosa, io ho il diritto di provare a farlo ritornare ad essere un partito di sinistra? Io credo di si' - ha concluso - e quindi insistero' e provero' a fare in modo che questo grande partito erede della resistenza, erede del movimento operaio, del movimento contadino, un partito che e' sempre stato dalla parte dei deboli, smetta di essere un partito che oggi difende le lobby finanziarie che sono preoccupate dallo spread".

"E' una manovra che probabilmente avrei provato a fare anche io se fossi stato al posto del governo", ha aggiunto Emiliano. "Riuscire a tenere insieme la cura delle persone piu' deboli e, contemporaneamente, abbassare la tassazione sulle piccole e medie imprese per rilanciare l'economia, - ha aggiunto - e' un'azione tipicamente di sinistra, quindi tipica di chi immagina un welfare forte uguale per tutti, ma non dimentica la necessita' di sostenere le partite Iva".

"Questa manovra prova a tenere insieme nella comunita' tutti i ceti sociali e in questo assomiglia molto al programma di governo della Puglia. Faccio una previsione,che la misura reddito di cittadinanza del governo sara' uguale al reddito di dignita' pugliese, cioe' non potra' essere uno stipendio a perdere, ma sara' una politica attiva del lavoro, mista tra formazione e reinserimento".


Parole positive, sempre da Sinistra, sulla nota di aggiornamento al Def arrivano anche da parte di Stefano Fassina, parlamentare di Liberi e Uguali. "L'obiettivo di deficit al 2,4% del Pil per il triennio 2019-2021 e' necessario e coraggioso, quindi pericoloso, come evidenzia la prevedibile e prevista agitazione dei mercati. I grandi interessi interni e esterni colpiti reagiscono".


"Si apre un'inedita partita. Finalmente, ritorna il primato della politica sull'economia, condizione necessaria, ahime' non sufficiente dati i rapporti di forza, al primato della sovranita' costituzionale. La cosiddetta sinistra da che parte sta? Continua ad affidarsi al "Generale Spread" per miopi illusioni elettorali? Insiste a stare dalla parte degli interessi piu' forti? Torniamo dalla parte del lavoro e dell'Italia", conclude Fassina.

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