Conferenza Libia a Palermo


Libia a Palermo


Il 13 novembre si è tenuta a Palermo una Conferenza sulla Libia. Presenti il governo di unità nazionale libico di Tripoli (al Sarraj), il leader politico-militare della Cirenaica (generale Haftar) e diversi paesi nordafricani: Algeria, Egitto e Tunisia. Inoltre rappresentanti di Francia, Russia, Turchia, ONU e UE. Senza contare il Presidente del consiglio italiano Conte in qualità di paese principale sulla questione libica.

Sostanzialmente è da rilevare come tale conferenza non abbia prodotto modifiche. La Libia rimane divisa in due tra l’esecutivo di Tripoli, riconosciuto dall’Onu e partner privilegiato dell’Italia, e il Parlamento di Tobruk (rappresentato da Haftar). Quest’ultimo viene appoggiato in special modo dall’Egitto.

Vi è stato l’abbandono anzitempo dalla Conferenza del delegato turco il vicepresidente Fuat Oktay. In ultima analisi si è lamentato di non riconoscere tale consesso. Probabilmente a causa del fatto che Haftar non abbia partecipato ai lavori “comuni” della Conferenza ma abbia tenuto un approccio informale, incontrandosi solo con al Sarraj e Conte. Questo poiché lo stesso Generale mantiene un contrasto irriducibile coni Fratelli musulmani libici, facenti parte del governo di Tripoli (appoggiati invece dalla Turchia). Haftar non ha intenzione di riconoscere i Fratelli musulmani come interlocutori. Essi sono invece sostenuti da Ankara, la quale li vede come soggetti utili per i propri interessi nel paese. Usando la religione come strumento della sua influenza.

Tuttavia il ruolo turco nel contesto libico è di retroguardia. Analogo discorso anche per la Francia. Nondimeno Parigi tiene il punto sulle elezioni politiche. Questo obiettivo, puramente ideologico, riesce a mascherare in parte la non centralità francese sulla questione.

Infine i due maggiori protagonisti mediatici del governo italiano (Salvini e Di Maio) non hanno minimamente preso interesse alla Conferenza. A parziale giustificazione è doveroso sottolineare come occupino due ministeri con prerogative interne. D’altra parte è lecito supporre come la scelta sia stata motivata da una assoluta mancanza di una visione internazionale per l’Italia. Cosa che non può che danneggiare il paese stesso condannandolo all’irrilevanza.

Insomma Lega e M5S non hanno una visione strategica da dare al paese...



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