Editoriale #121

Il parlamento dell'Unione europea a Strasburgo si rinnova dopo 5 anni. Le prossime elezioni avranno luogo dal 23 al 26 maggio 2019 e permetteranno a tutti i cittadini dei paesi membri di designare i deputati europeei fino al 2024.Mai come quest'anno le elezioni europee avranno un impatto determinante sulle politiche nazionali.

Gli schieramenti a confronto sono i seguenti:

a. Pro-Europa: favorevoli alle istituzioni attuali e fautori di un'Europa sempre più integrata.

b. Sovranisti euro-compatibili, che vogliono riformare l'Unione e lottano contro ogni forma di federalismo.

c. Anti Unione Europea che vogliono rivedere i trattati senza abbandonare l'Unione

d. Gli oppositori netti all'Unione Europea che vogliono uscire dal cancan di Bruxelles...


Salvini all'indomani dell'approvazione della manovra del popolo "da gennaio inizia la campagna elettorale".

Di Maio con Di Battista dopo aver espulso dal partito 2 senatori e due deputati europei dissidenti prepara una campagna elettorale radicale.

Gli Italiani devono aspettarsi 5 mesi di campagna elettorale dove ogni decisione sarà mirata all'interesse dei due partiti al governo. Se il risultato delle elezioni muterà i rapporti di forza tra i due alleati il contratto di governo solennemente firmato l'anno scorso sarà stracciato perché ogni contratto diviene carta straccia quando un contraente non ne trae più il vantaggio prefissato alla firma.

Il PD sembra essere una copia del Partito Socialista Italiano del 1922, che perse sei mesi di tempo a discutere se espellere Turati che aveva incontrato Giolitti mentre Mussolini preparava la famosa "marcia su Roma". Con un segretario eletto solo a marzo e dopo mesi di dibattiti inconcludenti e divisioni intestine il PD potrà essere solo spettatore tra i due attuali protagonisti della politica nazionale...

Sintesi della 'manovra del popolo' approvata dal parlamento il 29 dicembre con un maxi emendamento (e senza averla potuta dibattere in aula):

REDDITO DI CITTADINANZA e QUOTA 100 - Sono ledue misure simbolo della manovra del sedicente 'governo del cambiamento'. Il tira e molla con la Commissione europea ha parecchio abbassato la spesa. Ora per entrambe misure vengono creati due fondi, in attesa dei decreti annunciati per inizio 2019 che permetteranno l'entrata in vigore delle norme in primavera. Per superare la riforma della Fornero vengono stanziati 3,9 miliardi nel 2019, 8,3 miliardi nel 2020 e 8,6 miliardi nel 2021. Per il reddito di cittadinanza 7,1 miliardi nel 2019, 8 nel 2020 e 8,3 nel 2021.

TAGLIO ALLE PENSIONI D'ORO - La rivalutazione automatica degli assegni in base all'inflazione viene ridotta per garantire risparmi all'Erario. I tagli alle pensioni d'oro saranno dal 15 al 40% per gli assegni sopra i 500.000 euro.

FLAT TAX PER I PENSIONATI DI RIENTRO - Per i pensionati stranieri o italiani rimpatriati che scelgono di risiedere nei Paesi del Sud con meno di 20.000 abitanti arriva infine una flat-tax al 7%.

AL LAVORO FINO AL NONO MESE - I giorni di congedo per i neo-papà aumentano: 5 sono obbligatori e uno facoltativo (se compensato con uno della mamma). La vera novità però è per le mamme: potranno rimanere al lavoro fino al nono mese, godendo di tutti e 5 i mesi di congedo dopo il parto. Dopo il terzo figlio alle famiglie numerose arriva in regalo un appezzamento di terreno.

WEB-TAX E STRALCIO - Resuscita la web-tax, l'imposta del 3% sul digitale. Riguarderà le imprese con oltre 750 milioni di fatturato di cui 5,5 milioni almeno prodotti online.

LO STRALCIO - Sempre sul versante fiscale arriva la sanatoria sui debiti fiscali e contributivi per chi ha una dichiarazione ISEE sotto i 20.000 euro (ovvero è in liquidazione). Tre le aliquote per i tre scaglioni: 16%, 20% e 25%.

FLAT-TAX PER GLI AUTONOMI - Le partite IVA possono aderire ad un regime forfettario del 15% sui ricavi fino a 65 mila euro e (dal 2020) del 20% sulla quota eccedente fino a 100.000 euro.

PREMI INAIL - Nella manovra c'è lo sgravio di circa il 30% per un totale di 410 milioni nel 2019 fino a 600 milioni nel 2021.

APPALTI - Deroga per tutto il 2019 alle procedure di affidamento dei contratti pubblici sotto la soglia dei 40.000 euro: niente gara fino a 150.000 euro e procedura negoziata, previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici, per lavori da 150.000 a 350.000 euro.

ECOTASSA - Nonostante le polemiche, arriva la tassa sulle auto di medio-grande cilindrata ad alte emissioni inquinanti (crescente al crescere del livello di emissioni) necessaria a finanziare gli sconto sul prezzo d'acquisto di autovetture nuove a basse emissioni a gas, ibride o elettriche.

BANCHE E ASSICURAZIONI - La manovra introduce una modifica del trattamento contabile di perdite e svalutazioni dei crediti che portano ad un incasso per lo Stato di 3,5 miliardi. Le assicurazioni invece dovranno fare i conti con un aumento degli acconti fiscali da 900 milioni.

TAGLI ALL'EDITORIA - Prevista l'abolizione dei contributi diretti a favore di determinate categorie di imprese radiofoniche e di imprese editrici di quotidiani e periodici. Contemporaneamente si sostengono progetti finalizzati a diffondere "la libera informazione plurale" e "l'innovazione digitale e sociale". Spetterà poi al governo decidere chi finanziare.

80 MILIONI ALLA RAI - Si conferma, a regime, il canone a 90 euro, così come l'esenzione per i 75enni con reddito sotto 8.000 euro. Alla Rai vanno 40 milioni l'anno in 2019 e 2020 per lo sviluppo digitale.

FISIOTERAPISTI SENZA TITOLO - Spunta una deroga per l'iscrizione agli ordini per chi svolge professioni sanitarie.


Prometeia prevede: l’Italia eviterà la recessione

Secondo l’ultimo rapporto di previsione di Prometeia, invece, pur dopo il calo del Pil nel terzo trimestre, l’Italia dovrebbe riuscire ad evitare, tecnicamente, una recessione. Ma, causa la debolezza dell’attività ereditata dal 2018 e il ridimensionamento della spinta espansiva della manovra, il 2019 dovrebbe chiudersi con una crescita ampiamente inferiore alle previsioni del governo.

In particolare:

  • Nel 2019 la crescita è prevista ad un +0,5%, effetto dell’assenza di qualsiasi “effetto trascinamento” ereditato dal 2018 e nella previsione che il confronto con Bruxelles si concluderà con una riduzione della portata espansiva netta della manovra da 0.5 a 0.1 punti percentuali di Pil, coerente con un disavanzo al 2%.

  • Per il 2018, invece, Prometeia è più pessimista di Banca d’Italia, prevedendo un +0,9% di crescita del Pil, grazie soprattutto all’andamento positivo della prima parte dell’anno a fronte di un secondo semestre praticamente fermo.

  • Deficit/Pil italiano nel 2019 rivisto al 2.3%, perché, nonostante la riduzione della manovra espansiva per contenere il disavanzo entro il 2%, una crescita ben al di sotto di quella indicata dal governo avrà un effetto negativo sui conti pubblici. Secondo Prometeia, l’Italia sarà nelle condizioni di ridurre il proprio debito pubblico al di sotto del 90 per cento del Pil solo su un orizzonte di 20 anni, con un programma fiscale e di riforme di medio periodo, sostenuto dall’Europa.


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