Editoriale #123

Prove tecniche di divorzio in attesa delle elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna

Ci sarebbe Giancarlo Giorgetti dietro l’idea, paventata dai media, italiani e internazionali, di possibili elezioni anticipate in Italia. Il sottosegretario leghista, a detta di Bloomberg, avrebbe ripetutamente espresso la sua frustrazione ai colleghi di partito, sostenendo di passare più tempo a risolvere i problemi creati dai Cinque Stelle a che a far passare le loro misure e a gestire costantemente le crisi.

Da qui alcune alte personalità della Lega si sarebbero mostrati favorevoli alle elezioni anticipate già ad aprile, in vista delle elezioni del Parlamento Europeo di fine maggio. Un’elezione generale anticipata potrebbe dare a Matteo Salvini la possibilità di assumere su di sé la premiership, mettendosi così a capo di una coalizione di centro-destra, con Forza Italia, il partito dell’ex premier Silvio Berlusconi e Fratelli d'Italia.

Salvini e il suo collega vice premier, Luigi Di Maio sono costantemente ai ferri corti, dalla questione della legge di bilancio 2019 alla politica di sicurezza e all’immigrazione, da ultimo il caso della nave Diciotti che potrebbe costare una condanna fino a 15 anni di carcere in capo al ministro dell’Interno se il Senato dovesse dare parere favorevole (molto improbabile).

Il quotidiano spagnolo La Vanguardia, sostiene che i senatori pentastellati potrebbero votare contro Salvini aprendo di fatto ad una crisi di governo e elezioni anticipate.


PIL IV trimestre 2018 -0,2%. Siamo entrati in recessione tecnica.

Non si arresta l’ondata di pessimismo sulla crescita italiana nel 2019. Dopo che Fmi, Bankitalia hanno tagliato a +0,6% l’aumento atteso del Pil per l’anno in corso, c’è chi scommette su una flessione ancora più significativa.

Si tratta dell’istituto di ricerche Ref che, in un’analisi dal titolo ‘Economia in stagnazione’, anticipa per il 2019 una crescita del Pil nulla, mentre deficit e debito pubblico saliranno. Si tratta di stime nettamente inferiori a quelle del Governo, che mette in conto per quest’anno una crescita almeno dell’1%. Secondo l’istituto di ricerca, nell’anno in corso il Prodotto interno lordo italiano non farà segnare variazioni, a fronte di un incremento dello 0,9% nel 2018.

Cattive notizie anche sul fronte di deficit e debito. A fronte di un’economia in stagnazione, il rapporto deficit/Pil quest’anno finirà per salire al 2,1% dall’1,9% del 2018, per poi crescere ulteriormente al 2,3% nel 2020. Male anche il rapporto tra debito e Pil, che quest’anno arriverà al 132,3% dal 131,5% del 2018, per salire al 132,9% nel 2020.

Ma il premier Conte è ottimista nel secondo semestre è atteso un boom economico.


In attesa del Congresso prende piede l'ipotesi di una segreteria unitaria, alla Cgil Landini-Colla, tra Zingaretti e Martina (con la benedizione di Paolo Gentiloni) e i renziani messi ai margini. Un'idea smentita da tutti i diretti interessati ma su cui, in realtà, si sta lavorando alacremente. Anche perché, una volta terminata la conta interna, il nuovo PD verrà subito investito dall'onda della campagna elettorale europea e, soprattutto, dalla composizione delle liste che si preannuncia più ingarbugliata che mai, a cominciare dalla posizione da tenere in relazione alla proposta unitaria di Carlo Calenda, che, dopo l'entusiasmo iniziale, sta ora facendo i conti con non pochi distinguo, dentro e fuori il mondo Dem, per non parlare delle avances vomitevoli di D'Alema e Boldrini.

Mettiamoci il fatto che le casse del partito siano ormai totalmente dissanguate e il quadro è completo: per il nuovo segretario, la missione sembra proprio di quelle proibitive, se non impossibili.

I dirigenti PD attendono con apprensione il 10 ed il 24 febbraio, che coincidono con le elezioni regionali in Abruzzo e in Sardegna. Se i consensi raccolti dovessero essere generosamente superiori al fiasco ottenuto il 4 marzo 2018. La ricostruzione del partito potrebbe essere incoraggiata anche se mai è stata fatta un'analisi della sconfitta e della vittoria degli avversari.


Caos Venezuela: Usa bloccano pagamenti al colosso petrolifero statale Petróleos.

Nel pieno della crisi venezuelana - dove l'attuale presidente rivoluzionario Maduro è sfidato da un autoproclamatosi presidente Gauco ad indire nuove elezioni - gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al gigante petrolifero statale Petróleos de Venezuela SA con l’obiettivo di rafforzare l’opposizione e paralizzare il governo del presidente Nicolás Maduro. La decisione blocca di fatto pagamenti dovuti alla società per un ammontare pari a $7 miliardi fino alle dimissioni di Maduro. Francia, Spagna, Germania, hanno intimato a Maduro di indire le elzioni, il governo italiano si è diviso, Lega con Gauco, M5S per un accordo.


Afghanistan: la collegialità nel governo italiano è ridicola. Il ministro della difesa Trenta annuncia il ritiro entro un anno, all'insaputa del ministro degli esteri Moavero.

I negoziati per il cessate il fuoco (e l'eventuale futuro ritiro delle truppe) rappresentano una svolta cruciale per il paese. E sono una buona notizia anche per l'Italia, ancora impegnata militarmente. Ma è presto per cantare vittoria: il governo afghano è debole e pesa il ruolo di Pakistan e Iran.


Salvini e Di Maio: rivolete la sovranità? Ascoltate Draghi, e abbassate il debito pubblico. Quando il debito è troppo alto un Paese perde sovranità”, ha detto il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Nel 2018 l'Italia ha pagato 65 miliardi di euro solo di interessi per il debito pubblico...



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