Editoriale #125


24 febbario 2019 Elezioni regionali Sardegna votanti 53% di 1.500.000 aventi diritto

Risultati

Centrodestra 47 % Christian Solinas

Centro sinistra 33% Paolo Zedda

M5S 11 % Francesco Desogus

Precedenti elezioni politiche 4 marzo 2018

Centro destra 31%

Centro sinistra 18%

M5S 42%

Si ripete il risultato delle regionali Abruzzo. Centro destra vincente in forte ascesa trainato dalla Lega di Salvini. Il centro sinistra con nuovi leader in recupero dal fiasco delle legislative del 4 marzo 2018 richiama una valanga di delusi e disertori . M5S perde il 70% dei suoi elettori che ritornano a votare il tradizionale duopolio Italiano Destra-Sinistra.

Il governo fa finta di nulla , ma la ferita è sanguinante tra i M5S. Si affilano i coltelli in cerca di colpevoli, la resa dei conti è rinviata di poco. L'agenzia di rating Fitch che ha confermato il suo basso rating verso l'Italia afferma che in autunno si andrà a nuove elezioni generali. Noi sosteniamo che tutti avrebbero interesse ad abbinare alle elezioni europee le nuove legislative.

Effetto nave Diciotti (49 migranti trattenuti a bordo per alcuni giorni in attesa che l'Europa li accogliesse). Con una votazione on line gli iscritti a M5S respingono la richiesta del tribunale dei ministri di Catania di sottoporre a giudizio Salvini perchè la sua azione da ministro in pieno accordo con il Premier Conte e Di Maio è insindacabile.

Alcuni giorni dopo la TAV( Alta Velocità Torino -Lione) viene " temporaneamente accantonata". Corretta informazione: i favori si ricambiano. Questo è il prezzo per fare sopravvivere questo governo in attesa che il reddito di cittadinanza, le nuove pensioni a quota 100 aumenti il consenso, ma potrebbe essere una scommessa suicida per il M5S.

Autonomia delle regioni del Nord, non sarà mai approvata da M5S e dal PD(ma la questione esiste, e va affrontata). Dalla bozza che è trapelata i poteri richiesti da Lombardia e Veneto sono eccessivi, al limite della secessione. Per l’ennesima volta la Lega sceglie di non risolvere il problema che ha sollevato dalla sua fondazione. Ma peggio ancora fanno Pd e Cinque Stelle che lo negano. L’Italia deve levare a Roma il suo potere clientelare, altrimenti muore.

L’economia crolla e il deficit esplode: svegliamoci, perché siamo davvero a un passo dal baratro. I dati sulla produzione industriale e degli ordinativi sono terrificanti, le domande per Quota 100 sono alle stelle, i conti dello Stato stanno sballando. All’orizzonte ci sono tasse, tagli e nessuno spazio per fare debito aggiuntivo. Se qualcuno sa come uscirne, avvisi Conte e Tria.

I genitori di Renzi agli arresti domiciliari per malagestione di cooperative di cui forse non erano neppure i principali responsabili. Tutti hanno inteso che questo provvedimento dovrebbe servire a dare il colpo di grazia al rottamatore Matteo Renzi,ex primo ministro che nonostante la sconfitta clamorosa al referendum del 4 Dicembre 2016 gode ancora di una certo seguito. Si sa che alcuni magistrati sono politicizzati, tutto finirà in una bolla di sapone, a meno che il Matteo non insista troppo.



I simpatizzanti PD sceglieranno il nuovo segretario il prossimo 3 marzo, un anno dopo il clamoroso fiasco alle legislative del 4 marzo 2018, che tutti attribuiscono ormai al solo Matteo Renzi, e non si sa perchè non anche a Gentiloni - che pure ha governato per circa un anno e mezzo... Senza una seria analisi della sconfitta epocale purtroppo si andrà ad eleggere finalmente un nuovo segretario per via 'umorale'. In altre parole il nuovo segretario dovrà essere il più inclusivo possibile, (e quindi porte aperte ad eretici e fuoriusciti e delusi). Se gli ultimi governi si erano spostati al centro (già con Enrico Letta, che è or ora risuscitato, con Matteo Renzi lo sconfitto ma mai domo, e con Gentiloni l'equilibrista, tutti di provenienza democristiana-Margherita), ora il nuovo segretario deve essere di provenienza DS (cioè ex PCI) e la virata a sinistra è obbligatoria per intercettare quella metà degli Italiani che soffrono la crisi da venti anni: una 'crisi' economica prolungata che è stata determinata da troppi vincoli esterni, e che trova un Paese quasi ridotto a colonia dalla UE e dalla BCE, con un debito pubblico che non può essere ridotto con una controllata svalutazione ma solo da una feroce tassazione sui patrimoni, e/o un inasprimento delle condizioni di lavoro, peraltro già molto penalizzate. La questione del debito pubblico che nessuno vuole rimborsare è ormai assolutamente centrale poiché - impedendo nuovi investimenti - affossa qualsiasi ripresa sul nascere. Ma non si vede all'orizzonte nessuna classe dirigente disposta a creare ricchezza ed un nuovo boom economico. La crescita economica è sempre frutto di investimenti, che significano in pratica un lavoro sinergico di imprenditori, maestranze e governo capaci di assumersi in condivisione un rischio calcolato in vista di uno scenario futuro desiderabile da tutti. Non certo di 'ricette' di professori che non hanno mai rischiato in proprio o gestito un business qualsiasi...



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